lunedì, giugno 15, 2009

Spleen

Pluvioso, irritato contro l'intera città, versa dalla sua urna
a grandi zaffate un freddo tenebroso sui pallidi abitanti
del vicino camposanto,
rovesciando, sui quartieri brumosi, la morte.

Il mio gatto, alla ricerca d'un giaciglio sul pavimento agita
incessantemente il suo corpo magro e rognoso; l'anima
d'un vecchio poeta erra nella grondaia con la voce triste
d'un fantasma infreddolito.

La campana che si lagna e il tizzo che fa fumo accompagnano
in falsetto la pentola raffreddata; intanto in un
mazzo di carte dall'odore nauseante,

lascito fatale d'una vecchia idropica il bel fante di cuori
e la regina di picche chiacchierano sinistramente dei loro amori defunti.
Charles Baudelaire

5 commenti:

Squilibrato ha detto...

Questa di Baudelaire è talmente bella che la trovo commovente.

Αχέρων c'è.

Massimo ha detto...

Cara Asha come stai ?
Vedo che Baudelaire è ricorrente nei tuoi post.. forte vero ?
Ti auguro una splendida settimana !

ashasysley ha detto...

Αχέρων non potrebbe mai abbandonare il mio cammino.
Lo ascolto, ho voglia di ascoltarlo. Rimango in silenzio giorni, ore, mesi.
E c'è è dentro di me, nel fumo di una sigaretta, nel colore del mare, in due occhi azzurri contornati di nero.

NERO_CATRAME ha detto...

E di cio che non so perchè non si era mai detto ed esce in questo momento.Defunti,ma non dimenticati.

mIsi@Mistriani ha detto...

io adoro l'albatros...mi fa venire i brividi...