mercoledì, dicembre 30, 2009

A volte accade.

Quando le cose che per te hanno valore,
un qualsiasi valore,
vengono sminuite.
Quando la tua allegria ed esuberanza,
non è utilizzata nelle situazioni
che solo per gli altri hanno valore.

Arriva il vuoto.

Allora stento a scrivere,
già parlarne mi risulta difficile.

Ultimamente mi risulta impossibile
guardare negli occhi o sentire la voce
da chi ho ricevuto insulti e accuse,
per me senza base.

Prima avrei sorriso ad un nuovo incontro
e il mio stato d'animo non sarebbe variato.

Ora non riesco.

Continuo a scrivere, pur non avendo nulla da dire
se non per mettere nero su bianco
che a volte è possibile perdersi nel nulla.

In quel nulla dal quale sto fuggendo,
da anni e anni.

Il nulla delle persone, delle cose, dell'effimero,
dal materialismo che offusca così tanto la psiche,
dalle scale di valori completamente divergenti
da tutto quello che sono e voglio essere.

Io che sono così contraddittoria con me stessa,
che riesco a cambiare opinione su una persona
solo riflettendo o guardandomi dentro.

Eppure mi sembra di essere così limpida
in ragionamenti e azioni,
una consecutio tempore non sottovalutabile
e pienamente apprezzabile.

Ma non da tutti.

Sbaglio il mio punto di visuale.

Ho pianto l'altra sera quando ho riascoltato queste parole.
Ho pianto quando l'attore si è sparato
perché aveva compreso profondamente
che non sarebbe mai stato possibile
seguire i suoi sogni.

Debbo cambiare punto di vista.
Quando si è consapevoli di conoscere qualcosa al meglio,
è proprio in quell'istante che bisogna farlo.

Inizio ad essere prevedibile
e ciò mi disgusta e sgomenta.

Debbo trovare un punto per innalzarmi.


Oh Capitano, mio Capitano!

mercoledì, dicembre 23, 2009

Perché influenzare un individuo vuol dire trasfondergli la propria anima.
[ogni volta che qualcuno entra nei miei pensieri
ne vengo toccata. Indelebilmente marchiata.]


Egli non pensa pensieri naturalmente suoi,
e non arde delle proprie naturali passioni.
Le sue virtù non sono una realtà,
e i suoi peccati,
ammesso che i peccati esistano,
sono presi a prestito.

[Si crede di peccare,
fin quando non si commette
un'azione più dannata
della precedente]


Diventa l'eco della musica di qualcun altro,
l'attore di una parte che non fu scritta per lui.

[Incarniamo copioni non scritti per noi
per il puro desidero istillatoci dentro]


Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io.

[La presa di coscienza]

Il completo sviluppo di se stessi.
Ecco la ragione d'essere di ognuno di noi.
Gli uomini oggi hanno paura di se stessi.
Hanno dimenticato i doveri più sacri;
quelli che si hanno verso di sé.
Sono
caritatevoli.
Nutrono chi ha fame, e vestono chi è nudo.
Ma il loro spirito è affamato e ignudo.

[Il materiale prende il sopravvento
alla nostra Anima]


La nostra razza non ha più coraggio.
Forse in fondo non ne ha mai avuto.
Il terrore della società, che è la base della morale;
il terrore di Dio, che è il segreto della religione:
questi sono i sentimenti che ci dominano.

[I sentimenti che altri hanno detto
essere giusti per noi]


Eppure io credo che se un uomo dovesse vivere la vita pienamente
e
completamente, desse forma a ogni sentimento,
espressione a ogni pensiero, realtà a ogni sogno,
credo che il mondo si
rinsanguerebbe di un così puro fiotto di gioia,
che
dimenticheremmo tutte le malattie del medievalesimo,
e torneremmo all'ideale ellenico
e forse a qualche cosa di migliore
e di più ricco dell'ideale ellenico.

[La purezza delle sensazioni,
la semplicità delle azioni successive,
nessun timore di manifestarle]


Ma anche il più coraggioso di noi ha paura di se stesso.
Le
automutilazioni del selvaggio
si ritrovano
tragicamente nella autorepressione
che martirizza la nostra vita.
Siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi.

[E' un lento morire,
rifiutare a noi stessi
ciò che ardentemente desideriamo]


Ogni impulso che tentiamo di soffocare,
germoglia nella mente, e ci intossica.

[Diventa veleno,
ossessione,
ma siamo solo noi
gli artefici]


Il corpo pecca una volta,
ed il peccato è finito,
perché l'azione è un modo di
purificazione.
[Peccare per espiare]

Non rimane che il ricordo del piacere,
o la voluttà di un rimpianto.

[Un eco nella nostra mente]

L'unico modo di liberarsi da una tentazione è cederle.
[Assaporandone ogni movimento ed attimo]

Resistete,
e vedrete la vostra anima
intristire nel desiderio di ciò che s'è inibito,
di ciò che le sue leggi mostruose
hanno reso mostruoso e illegale.

[Desiderare, chiedere ed ottenere]

Dicono che i grandi eventi dell'umanità si svolgono nello spirito.
[Mai vi fu azione non giustificata]

Ed è nello spirito, solo nello spirito,
che si commettono i grandi peccati dell'umanità.

Dorian Gray

martedì, dicembre 22, 2009

Innamorarsi ed Amare.
Sono come un Pugnale nel Fianco.

Fin quando è dentro,
hai paura ad estrarlo.

Giri con le mani sull'impugnatura,
provi a rimuoverlo da li
e senti dolore.

Inizi ad accarezzarlo,
ma anche le vibrazioni ti fanno tremare,
dentro, fino nell'Anima.

Senti il calore che ti scivola addosso
e che ti fa sentire viva,
ti fa temere di perdere tutto ciò che hai
e di morire, di rimaner sola.

Inizi a pensare che poi,
quel dolore che provi,
è in fondo così piccolo
a paragone di ciò che stai provando.

Inizi ad assaggiare la lama con un dito,
a tratti a spingerla più in fondo
quando le emozioni si placano.

Perchè hai fame di tutto quello
che non è nulla.

Amare è come un Pugnale nel Fianco.

Trattieni il respiro
quando te lo strappano via.

Dicono che è per il tuo bene,
ma in fondo a te manca.

Perchè delineava la tua vita dalla morte,
il nulla dalla sensazione,
la paura dall'abitudine,
il calore dal gelo del nulla.

Così afferri con le mani un altro pugnale.

Lo punti contro il tuo addome
e lentamente lo inserisci.

Ora vuoi gustarne anche l'ingresso,
la lacerazione, il calore.

Lo coccoli, canti canzoni danzando.

Hai un nuovo amore di cui morire.

Stanca. Ero riversa sulla sedia.
Notavo il mio petto alzarsi velocemente.
Tutto quel ballare mi aveva elettrizzato
e mi serviva un momento per riprendere le redini.

Ho riso tutta la sera, danzato a modo mio.
Con mio estremo piacere, sono stata anche invitata.

Proprio una serata incantevole.
Un po' di quelle che si vedono nelle fiabe,
dove tutti sono contenti con un bicchiere in mano
e fanno discorsi futili e semplici.

Tu eri la.

Non c'era un sorriso sul tuo volto,
la tua espressione seria era la nota stonata in tutta la serata.
Avrei voluto capire cosa ti passava per la mente,
ma venivo rubata di continuo dalle persone
che volevano immergersi nella mia allegria.

Con un occhio ti guardavo,
sbagliando qualche passo, pensavo,
sorridendo distrattamente, non capivo.

La serata era ormai alla fine,
la bianca neve ricopriva i pini norvegesi fuori della villa,
il fiume di gente si apprestava alla porta.

Mi sono seduta, sistemando il tacco della scarpa.
Alzando lo sguardo, eri sparito.
Contemporaneamente alzai le spalle,
in un gesto involontario,
scrollandomi di dosso il mio pensiero di te.

Quando rialzai nuovamente la testa
eri dinnanzi al mio viso.

Nascosto nel tuo cappello a falde,
mi hai preso il viso fra le mani.
Le tue dita toccavano leggermente il mio collo,
i palmi abbracciavano il mento,
i pollici gli zigomi.

"Buon Natale"
mi sussurrasti, lasciando scorrere
le tue dita sul mio volto.

Non so quanto quella sensazione mi sia rimasta addosso.

Sentivo ancora le tue dita,
la foto del tuo sorriso nella mia testa,
quello sguardo dolce dagli occhi socchiusi
che riservavi solo alla tua ragazza.

Inclinasti leggermente la testa
verso destra e in un secondo
tutto finì.

A volte mi chiedo come possono rimanermi dentro
attimi del genere e scivolarmi addosso
ore e ore di vita.

Forse so cogliere l'essenza delle persone
e questa si manifesta per caso
in piccoli secondi sparsi nel tempo della vita.

Forse non comprendo il senso della vita
e nuovamente mi perdo in tutto ciò
che effettivamente non è.

Mi ricordo ancora che sorrisi
e rimasi a guardare le punte delle mie scarpe da ballo nere
brillare alle luci dell'alba.

venerdì, dicembre 18, 2009

mercoledì, dicembre 16, 2009

LeitMotive

Un Laberinto sin Salida
donde el Miedo se convierte en Amor
y el Amor se convierte in Muerte
.
Non resta che perderci nei nostri giochi,
per una volta chiudere fuori il mondo
e dedicarci solo a quello che noi desideriamo.

Importa veramente se ci amiamo?
Se nel nostro cuore alberga quel sentimento?

Ho smesso di amare tempo fa,
disillusa della stessa parola,
da ciò che ho messo in gioco e che non è valso
il premio finale.

Quindi ora desidero solamente il premio,
senza affaticarmi per averlo.
Posso farlo sai?

Quindi ora spogliati, te lo ordino.
Fai rilucere la tua pelle al chiaro di questa Luna,
mostrami il tuo sorriso bramante la mia carne,
non il mio cuore. Desiderami.

Scorri le tue mani sul mio sudore,
accarezza le braccia con le labbra bagnate,
sprofonda nel mio Essere.

Non pronunciare parole,
non voglio sentirle,
non voglio udire altre idiozie.

Non mi interessa se mi ami,
non deve interessare neanche a te.

Siamo uno davanti all'altra,
ci bramiamo a vicenda,
ora tendi la mano sulle mie corde rosse,
stringi i miei polsi fino a farmi gridare,
afferra nel pugno i miei neri capelli
e portami a te come la più ambita delle prede.

Poi lasciami andare,
evita il mio sguardo assente.

Accenderò una sigaretta e in silenzio
chiuderò quella porta.
Senza la Lubrificazione dell'Amore,
non si poteva Desiderare all'Infinito la stessa Persona.
Per quanto Piacere si provasse.
L'Amore è l'Olio che permette alla macchina del desiderio di funzionare.
Se non c'è, devi andartene prima che la macchina si inceppi.

domenica, dicembre 13, 2009

Vorrei giocare con le stesse regole che tu imponi,
guardandomi negli occhi.
Pretenderei che queste fossero anche applicate a te,
ma rimango a guardare continuando a fumare.

Cosa credi che il mio silenzio
non attesti il fatto che io non veda

ciò che sta accadendo?

Ma voglio rimanere taciturna per un attimo ancora,
quindi non chiedermi spiegazione di queste mie parole.

Quello che a volte mi chiedo è perché,
in qualsiasi rapporto,
i limiti stabiliti, valgano solo per l'altra persona
e non per se stessi.

Posso sbagliare è vero,
a volte il buona fede, a volte sfuggendo le domande,
spesso celando me stessa.

Ma ho sempre l'altra persona in mano,
nei palmi, fra le dita.

Ho vissuto la vita di altri e non la mia
per la considerazione e il rispetto.

Mi sono allontanata per Amore
rimanendo a guardare da lontano
sensazioni che erano le mie,
parole che erano per me,
emozioni che riuscivo a suscitare.

Erano. Riuscivo.

Ancora una volta non intendo reagire.
Taccio. Respiro. Attendo.

Ma non vorrò perdonare oltre,
non tornerò sui miei passi.

Devo lasciarmi cadere questa volta.

Il cambiamento è stato repentino,
innumerevoli fattori hanno plagiato il mio Essere,
ma ricorda che nulla è involontario.

Non chiedermi ancora perché,
non dirmi ancora chi,
non sperare di farmi tornare indietro.

E' avanti che voglio camminare.

Ho imparato a muovermi nel dolore.

venerdì, dicembre 11, 2009

Il Piacere non è la Felicità
Dorian Gray

giovedì, dicembre 10, 2009

Nessun Timore

Non esiste più legge del mio Essere
a favore di me Stessa.
Gli attacchi sono frequenti e senza titubanza.
L'uno non si cura più dell'altra, lede senza pensare.

Soccomberanno assieme, come assieme
sono legate nella stessa Anima.

E non è questione di dignità o di maschere.
Non si può cancellare di dosso quello che si è
come un lupo scrolla la pioggia dalle spalle.

Il mondo rimane dentro,
la polvere copre oggetti che non vuoi vedere,
dondolano avanti a me tre stelle nell'ambra.

Ma le sensazioni ancora veleggiano
e dentro di me ne albergano molte a cui,
non so dare il nome.

Ma questa volta respiro a fondo
e cammino, voltando le spalle.

L'accettazione di , probabilmente,
risiede anche nel sapere quando è ora
di lasciare spazio al resto del mondo.

Apro le braccia,
mi faccio invadere da questa notte.
Tossisco alle mie paure,
emoziono la mia voce nei ricordi.

Il corpo reagisce a questa inattesa apertura.

E il sangue vivo sgorga dalle rose
rendendo il meraviglioso,
incredibilmente inarrivabile.

Sorrido ancora una volta,
questa volta non c'è piacere nel dolore,
ma dolcezza.

Che strano.

Riesce a cullarmi e placarmi.
Dolce carezza materna,
rasserenante sospiro di sogno,
vento caldo dai capelli.

E ora non è più piacere.

mercoledì, dicembre 09, 2009

Noi, Anima Inutile.

Questo è lo specchio che è nei miei occhi.

Non t'accorgi che i tuoi contorni si stanno disperdendo?
Quello che abbiamo creato fino ad oggi,
non rimarrà per sempre saldo se tu non lo sostieni.

Anche la diga più grande e maestosa
ha bisogno di manutenzione e forse
più e grande e più ne ha bisogno.

I nostri sogni erano immensi,
volevamo vivere prima di tutto
e invece ci troviamo ad essere vissuti.

Tu rimani inerme e ti fai inglobare dalla routine
dal lavoro e dai piccoli appuntamenti della vita.

Io sono sempre con la testa in aria
che desidero l'impossibile.

Impossibile che prima era possibile
e che ora mi sta distruggendo.

Voglio toccare con mano la vita,
sapere che esiste e che non siamo Anima Inutile.

Non posso pensare che lo scopo sia questo,
una via creata di delusioni e dolore.
Non si può vivere cercando di sopravvivere
e pensare che questa sia effettivamente realtà.

Mi mancano le emozioni,
i brividi sulla pelle,
il calore di altra carne.

Ma tutto questo deve essere circondato
da braccia passionali, occhi intelligenti.

Esiste Dio. So che esiste.

L'ho sfiorato con le dita, dormiva accanto a me,
ho toccato con le dita le sue costellazioni
tracciate con i nei sulla pelle.
Era sotto le mie mani.

Forse si idealizza troppo ciò che non si ha
oppure si avanza così tanto con l'età
che il bagaglio che si porta sulle spalle
rende improponibile ogni movimento.

sabato, dicembre 05, 2009

Precludersi alla Luce

E' questo ciò che ci manca, che ci è mancato.
Non potersi toccare, fondere i nostri odori,
rapire i sapori con le dita,
colorare intorno a noi le nostre essenze oscure.

Di questo dolore siamo portatori,
perché la nostra pelle si incontrò
e sappiamo profondamente la potenza
di tale collisione.

Ogni volta più difficile il distacco,
ogni passo di lontananza aumentava il malessere
che padrone cresceva nelle nostre anime
alimentando qualunque tipo di emozione negativa.

Prese possesso di noi la gelosia,
mai provata prima a quei livelli.
La condivisione di tutto ciò che eravamo stati
fino a quel momento non era più possibile.
Perché avevamo scelto e ciò che avevamo fatto
non comprendeva la nostra unione.

Accecati dal dolore, fomentati dalla gelosia,
istigati dalle parole degli altri,
aizzati dal cumulo di sensazioni negative interne,
abbiamo lacerato quello che di più caro avevamo.

Noi stessi.

E come io sono stata lama per la tua pelle,
tu lo sei stato per la mia.
E' caduto il rispetto, la sincerità e l'unione,
come animali ci siamo presi varie volte,
lasciando all'istinto la prima mossa,
subendo nella carne la nostra rabbia.
Annientandoci.

Come bestie ferite ci siamo ritirati
in un forzato silenzio,
ci siamo continuati a percepire sospirando
e ritemprando i nostri umori.
Abbiamo autonomamente, questa volta,
inciso di rune il nostro corpo
per ritrovare, di nuovo
nel dolore, il piacere di un'emozione nostra.

E' vero, non possiamo dire addio a tutto questo.

Quando il sangue si mischia, rimane dentro
e pulsa fino al cuore, dandogli forza e vita.
La stessa forza che permette giorno dopo giorno
di continuare a respirare,
di aprire gli occhi al mattino.

Non è vero che non si sceglie chi si ama.

Le alchimie interne la fanno da padrone,
l'affinità di pensiero conduce la mano,
il battito del cuore all'unisono fa muovere i passi,
ci si nutre dell'altro giorno dopo giorno,
gustando ogni sublime sapore dell'altro.

Non esiste il No sulle labbra,
il mondo sparisce intorno a noi,
colorandosi di ciò che desideriamo.

E questo lo ricordo perché è stato.
E ho imparato che non esistono limiti non valicabili.

Dicevamo che la perdita di qualcosa
ci fa capire effettivamente cosa si aveva in mano o accanto
con il rischio poi di ghettizzarlo e precluderlo alla luce,
una volta che la paura prende il sopravvento.

Non sono mai valsa così tanto.
Te l'ho sempre detto.

Un mio amico mi disse: "Non sono nessuno e nulla voglio essere"
capii dopo il senso delle sue parole.

Parole che ora mi rimbombano dentro come eco di spari.

venerdì, dicembre 04, 2009

Si Mis Manos Pudeiran Deshojar

Yo pronuncio tu nombre
[Io pronuncio il tuo nome]
en las noches oscuras,
[nelle notti oscure]
cuando vienen los astros
[quando giungono gli astri]
a beber en la luna
[a bere nella luna]
y duermen los ramajes
[e dormono i rami]
de las frondas ocultas.
[delle fronde occulte]
Y yo me siento hueco
[Ed io mi sento vuoto]
de pasión y de música.
[di passione e di musica]
Loco reloj que canta
[Folle orologio che canta]
muertas horas antiguas.
[antiche ore defunte]

Yo pronuncio tu nombre,
[io pronuncio il tuo nome]
en esta noche oscura,
[in questa notte oscura]
y tu nombre me suena
[e il tuo nome mi suona]
más lejano que nunca.
[più lontano che mai]
Más lejano que todas las estrellas
[più lontano di tutte le stelle]
y más doliente que la mansa lluvia.
[e più dolente della mite pioggia]

¿Te querré como entonces
[Ti amerò come allora]
alguna vez? ¿Qué culpa
[qualche volta? Che colpa]
tiene mi corazón?
[ha commesso il mio cuore?]
Si la niebla se esfuma,
[Se la nebbia si scioglie]
¿qué otra pasión me espera?
[quale nuova passione mi aspetta?]
¿Será tranquila y pura?
[Sarà tranquilla e pura?]
¡¡Si mis dedos pudieran
[Se potessi sfogliare]
deshojar a la luna!!
[con le dita la luna!!]
Federico Garcia Lorca

giovedì, dicembre 03, 2009

Tu no sabes cuanto duele que no estes aquì

Un sogno questa notte.

Ho pianto nell'ombra, non ho mai sofferto così tanto.
Ho iniziato a singhiozzare.

Sono a casa oggi, sciolgo i miei capelli,
cerco di non pesare.
Impegno la mia testa,
ma questa musica non mi aiuta.

Perchè ora penso solo a quello.
La fine del sogno in una vasca da bagno.

E la sto desiderando ardentemente,
ma i miei figli ridono nell'altra stanza
e un Angelo custode mi tiene per mano.

Devo reggere.

mercoledì, dicembre 02, 2009

martedì, dicembre 01, 2009

Per me è Importante.

Le incomprensioni sono così strane,
sarebbe meglio evitarle sempre.
Che non rischiare di aver ragione,
che la ragione non sempre serve.

InfranGimi

Infrangilo pure, non mi Serve.

Non è più il Lei in cui mi Riconosco.
Non è più Te che Rivedo Riflesso.

Il lento evolvere m'ha Lacerato Internamente.
Sono Ferite che sento solo Ora, Sottopelle.

Sapevamo che saremmo arrivati a questo.
Lo hai ripetuto più volte.
Identico Sangue segna gli Stessi Posti.

Anche se ora non ne sono più Convinta.

Con un Sadico Distacco, Seziono Eventi e Condizioni.
Continuo ad Sincerarmi dell'Ipocrisia dell'Amore.

Esso Mistifica e Cela, ma non per Sempre.
E' il Risveglio che è Duro.

Quando tutto quello per cui ti hanno Sorretto e Difeso,
poi diventa la Sua Spada, in un Unico Atto.

Forse è meglio così.
Anche se non me la sento di metterti in una Valigia
e di Spedirti Altrove.

Preferisco io Ripulire ciò che ho Intorno,
Eliminando Tracce ed Eventi.

Scomparire in un Respiro Sussurrato.

Non Stupirti se ancora mi Senti, ti dissi.
Preoccupati quando non lo farai più.
A volte tutto è Scritto, a volte anche Letto.
Si può Accettare o Tentare di Cambiare.

Qualcuno dice che non basta la propria Perseveranza,
a volte ce ne vogliono Due,
altre che non ne basterebbe un Esercito.

Non sono Amica, non lo sarò mai.
Forse perché sono stata Sincera e mi riconosco in questo.
Posso solo Sorridere ora al Vetro Infranto sul mio Ventre
e alle Schegge nelle nostre Mani.

Le Toglieremo, abbi Fiducia, il Tempo Lenisce
le ferite di tutti i Comuni Mortali.

Ma il Tempo per Noi ...
Beh, lo Sai.

Feeling Of The Past

Era tutto così fluido, complicatamente armonioso.
[LeLuciDelLocaleSoffuse]

La musica scorreva ritmata dalle tue Dita,
ti guardavo spesso mentre ti fermavi a Pensare,
non so cosa Immaginassi.
[MiTrovavoASognare]

Muovevi al Battito del tuo Cuore,
sempre all'unisono con ciò che Suonavi.
Mi piaceva vederti Sorridere ad Occhi Chiusi,
mentre i capelli accarezzavano il tuo Volto e la Bocca Socchiusa.
[HoLeTueImmaginiNeiPensieri]

Ma quello che amavo era osservarti Distante,
mentre non sapevi di avere i miei Occhi Addosso,
poggiarmi contro il muro e ascoltarti Parlare
di tutti quei complessi mai ascoltati,
provare ad entrare un istante nella tua Vita
per poi catapultarmi fuori il Mattino seguente.
[OgniAttimoDiversa]

E in questo ero brava.
Uscire e rientrare nella vita degli altri,
senza problemi ne inibizioni.
Forse è proprio questo che col tempo
mi ha Bruciata.
[OmbraNelleLuciDeiTuoiOcchi]

Come la tua Sigaretta Accesa,
lentamente tramutata in Fumo
dalla tua Bocca.
[DolcissimaMorte]

lunedì, novembre 30, 2009

Another Way on my Arm. To Forget.

Nel dopo pensi.
Cerchi di darti tempo.
Non t'accorgi della gravità dell'evento indotto.
Ti sussurri che avrai la forza per alzarti.
In fondo lo hai fatto altre volte.

Ma mentre ti parli, rimani immobile.
Il calore dell'acqua calda ti intorpidisce.
Assieme a tutto il resto.
Senti gli occhi chiudersi e riaprirsi.
I pensieri si fanno labili nella testa.

Si perde la cognizione del presente.
Le frasi in un turbinio vengono recise e riaggiuntate.
Nel peggiore dei modi.
Decidi allora che alla tua testa ciò non è bastato.
Perseveri addosso a te stessa.

La testa stacca per il rinnovato dolore.
Sorridi felice a questa nuova scoperta.
Presa dall'emozioni perseveri sulla tua carne.
Provi dolcezza in ciò che accade.
In cuor tuo non trovi altra soluzione.
Diventa così tutto plausibile, tutto normale.

Gli occhi finalmente stremati si chiudono.
Il battito rallenta assieme al respiro.
C'è calma apparente nell'aria che ti circonda.
Non sei mai stata così leggera.
Meravigliosa condizione di un momento.

Non pensi al dopo, non pensi agli altri.
E' l'unico atto egoistico che rivolgi a te, fino allo stremo.
Non si commisurano le conseguenze.
Ora non importa.

E' pace.

domenica, novembre 29, 2009

Tutta la notte.
Se menea.

Mayor que yo.

Por siempre.

venerdì, novembre 27, 2009

La Morte giunse dal suo Compagno.

Lei non s'aspettava quello che sarebbe accaduto
e continuava ad adornare i suoi capelli di Rose Bianche
illudendosi della Purezza dei suoi Sentimenti.

Cantava canzoni saltellando a piedi nudi nel suo Bosco.
Girava su se stessa e nel suo Vestito candido
componendo Arabeschi nella Nebbia della Notte.

Girandosi non trovò più nulla,
solo il manto gelido del Buio.
Si accorse che le canzoni che intonava
erano divenuti lunghi Requiem di Morte.

Smise di Ballare e pose in Mano la Rosa Bianca
che teneva nei Capelli. La sua Purezza.

Si inginocchiò nel suo Bosco,
annusò la Terra per sentire la realtà dell'evento,
estrasse un Athamé e lacerò la sua Pelle.

Il suo Sangue corse piano sulla Braccia di luna
gocciolando sulla Rosa Bianca e Pura.
Aveva capito la sua Dannazione
e che per un puro atto Egoistico
aveva trasmesso ai suoi Figli,
facendoli nascere.

Se solo avesse capito la Sofferenza
che ogni giorno alberga nel suo Stomaco,
che scorre dalle sue Mani,
che uccide nei Ricordi,
non avrebbe fatto il gesto così eclatante
di mettere al mondo due Angeli.

Consacrò così la sua Realtà
in quel Bosco in cui tutto iniziò.

Lasciò la Rosa sporca della sua Impura Vita
sulla Tomba della Luna
scrivendo col Dito Purpureo

"Non Sono Io Colei Che Tu Sognasti"

Riversò le spalle a tutto quello che amava,
s'addentrò fra gli alberi con la testa china,
il Vestito Lacero e Dannato,
i Piedi scalzi e infangati.

Incontrò Lui e lo guardò.
Nulla potè far Lui se non Donarle quello che le Chiedeva.

Così, la Uccise.
Per il troppo Amore.

giovedì, novembre 26, 2009

Diciotto Strade Sulla Mia Pelle

Roboticamente

[Il mio ultimo respiro.]

mercoledì, novembre 25, 2009

Creata di Velluto Vetrato,
Graffio il Mare dei Tuoi Pensieri.

Don Omar - Adios



Solo quería hacerte saber que,
[volevo solo farti sapere che]
quizás no es la mejor forma, pero
[forse questo non è il modo migliore, però]
que de la misma forma que yo
[così come io]
respete tu primer adiós, espero
[ho rispettato il tuo primo addio, spero]
que tu también respetes que
[che anche tu rispetti il fatto che]
esta vez soy yo el que quiero irme
[stavolta sono io a volermene andare]
y que solo espero que puedas reconocer
[e che spero solo che tu possa riconoscerti]
y encontrarte algún día contigo misma y que
[e trovare un giorno te stessa e che]
reconozcas una sola cosa que.
[ammetta una sola cosa]
Yo soy el único que te he amado.
[che sono io l'unico che ti ha amato]
Adiós.
[addio]

Adiós me fui, lejos de ti
[addio, me ne sono andato, lontano da te]
nade lo que llore, pero llegue
[ho nuotato in ciò che ho pianto, però sono arrivato]
solo quise antes de marcharme
[prima di andarmene volevo solo]
decirte que algún día volveré amar
[dirti che un giorno amerò di nuovo]
y si hasta ese día he de llorar no
[e se fino ad allora dovrò piangere]
sabrás de mi te lo puedo asegurar
[non saprai nulla di me, te lo posso assicurare]
y si algún día las cosas andan mal
[e se un giorno le cose dovessero andare male]
y necesitas un hombro donde llorar
[e avrai bisogno di una spalla su cui piangere]
podrás llamar,
[potrai chiamarmi]
quizás querrás que regrese y será tarde ya
[forse vorrai che ritorni, ma oramai sarà tardi]
será tarde ya
[oramai sarà tardi]
quizás querrás que regrese y será tarde ya
[forse vorrai che ritorni, ma oramai sarà tardi]
será tarde ya
[oramai sarà tardi]

Y yo reconozco una cosa que
[ammetto una cosa]
quizás pasará el tiempo
[che anche se passasse il tempo]
y yo no encuentre con quien
[e non incontrassi qualcuno con cui condividere (la mia vita)]
compartir, pero seguiré luchando.
[continuerò a lottare]
Pero a esta guerra tuya y mía
[però, difronte a questa guerra tua e mia]
ya no le puedo decir más que sí.
[non posso far altro che arrendermi]
Seguiré me camino, sigue el tuyo
[continuerò per la mia strada, continua per la tua]
Adiós.
[addio]

martedì, novembre 24, 2009

La Natura non si Cambia

La Natura non si Cambia,
nella Realtà nel Sogno.

Eravamo a casa insieme ad amici,
stavo cucinando bevendo del vino rosso,
mentre gli altri chiacchieravano fra i divani color sabbia,
disperdendo le loro parole in sbuffi di sigarette.

Giravi attorno a me sorridente, come sempre,
cercando ciò che più poteva aggradare i nostri amici.
La tua ragazza, dolcissimamente soave,
parlava con un'amica di lavoro.

Meravigliosa serata,
un'allegria spontanea trasudava dai muri,
tutto sembrava perfetto.

"Riesco a tagliarmi anche con la carta"
sussurravo mentre stringevo l'indice della mano destra
dopo essermi ferita con un coltello.

Ti ho seguito in bagno.
La ferita era profonda e il sangue non si fermava.
Porto il dito alle labbra mentre sei chinato avanti a me
alla ricerca di un cerotto.

Guardo in alto per cercare qualcosa che possa aiutarmi
e non noto il tuo rialzarti di scatto.
Finisci fra le mie braccia.
Mi appoggio alle tue spalle per non cadere
nella vasca da bagno dietro di me.

Sporco il tuo viso del mio Sangue.

I miei occhi si immergono nei tuoi,
l'odore della mia Vita permea nei tuoi Pensieri,
dannandoli.


Rimango dinnanzi a te,
incapace di movimento.

Tirando fuori la Lingua, lecchi il mio Sangue
sulle tue Labbra,
mentre
afferri la mano e la stringi con forza.

Copioso il mio Essere zampilla fuori da me
su di te, scorre scaldando, contaminando
ciò che era puro, irrimediabilmente.


Passo il dito sulle tue labbra, tremando dentro.
Avvicino la mia bocca alla tua fremendo di desiderio
di cibarmi di me stessa, assaggiarmi su di te.

Deliro mordendoti la Carne,
ascoltando il mio Respiro nel tuo
mischiando la Saliva al Rosso Nettare.

Mi stacco in preda alla frenesia,
i miei Occhi vibrano nei tuoi.
Rimaniamo devastati l'un l'altro,
tu di Esserti Scoperto Tale,
io di averlo potuto Fare Senza Pensare.

Chiudo la porta dietro di me,
ritorno al mio desco.

Sorriso in viso e coltello alla mano.
Ora i tuoi occhi seguono il movimento delle mie mani,
la ricerca ora è chiara e precisa.

Rigo volontariamente l'avambraccio,
senza che nessuno possa notare
le sensazioni che stiamo provando.

Si ferma il tuo fiato e i tuoi movimenti al mio incalzare.

Fuggi fuori a fumare una sigaretta.

Sciacquo il mio Essere e la tua nuova Ossessione
sotto i rubinetti del Perbenismo.

Allungo le maniche e imbraccio il mio bicchiere.

Questo Vino Rosso per questa sera basterà
a fomentare ogni tuo Nuovo Tormento.

lunedì, novembre 23, 2009

Ci sentiremo ogni volta vorremo.
Ne sono convinta.

Anche in due mondi completamente diversi.

Ricorda, m'hai giurato di non seguirmi
e di restare accanto a Lei.

Questa promessa spezza le altre.

Ci sentiremo, lo so.
Tornerai alle mura della città
e sarò li ad aspettarti.

Per sempre.

sabato, novembre 21, 2009

Non mi vedrai più piangere.
Non mi ascolterai pregare.
Non noterai i miei occhi imploranti.
Non ti bagneranno le mie lacrime.
Non ti turberanno le mie parole.
Non t'assaliranno i miei dubbi.
Non verrai pervaso dalle mie sensazioni.

[MaiPiù]

Perchè ora è finito il mio tempo.
Serrare le dita
intorno al tuo Nome.
[NonL'HoMaiPronunciato]

Stingere fino a frantumarlo
consentendo ai frammenti
di penetrare la Carne.
[LacerazioneDiPerfettaConsistenza]

Provocare Dolore intenso
paragonabile solo
alla tua Assenza.
[LoroNonPossonoComprendere]

Sperare che questo
distolga la mia testa
dal tuo pensiero.

[SalvamiDaTeStesso]

venerdì, novembre 20, 2009

Live Again

Questa volta è dovuto a me stessa,
l'estrema sensazione che porto nello stomaco
mentre continuo a sentire musica
che sicuramente non aiuta la mia condizione.

E tante spiegazioni non ci sono,
tanta voglia di parlare ancora meno.

Preferisco solcare la mia pelle
con la fredda lama e sperare di alternare
il dolore al tuo pensiero.

Desiderare una volta in più
di lasciarmi andare a tutto questo
che è estremamente più reale
di quanto tu non lo possa essere.

Ti ho detto che nasciamo sparsi per il mondo
e Dio prega perchè le nostre dita
non si incontrino mai.

Non conosco i suoi progetti e il perchè,
ma sono sicura che questo dolore fisico,
oltre a quello mentale che provo,
possa solo farmi capire di essere
nuovamente viva.

Purtroppo.

giovedì, novembre 19, 2009

Love is a Losing Game

La persona sbagliata nell'attimo sbagliato.
Il passo contro tempo.
Il fumo negli occhi.
Il sale nelle ferite.
Le lame nelle mie carezze.
Sangue nel Sangue.

Solo questo so Essere.

mercoledì, novembre 18, 2009

Il Segreto

Secondo una leggenda Talmudica,
quando un bambino nasce,
possiede
la conoscenza di tutte le vite precedenti.

Un Angelo appare
e lo istruisce a mantenere questo segreto.

Pone il dito sulle labbra del bambino
che dimentica tutto.

Una traccia del gesto dell'angelo rimane:
è il piccolo solco tra le labbra e il naso.

Soltanto a questo punto
il bambino
può emettere il suo primo grido.

lunedì, novembre 16, 2009

Voglio Illudermi.

Col dito asciugo le gocce d'acqua
che il barman aveva lasciato cadere sul bancone
poggiando la mia coppa bagnata e dal bordo ricoperto di sale.

Accavallate gambe sullo sgabello di nera pelle,
siedo poggiando il fianco sinistro, unico specchio
della nostra condizione di instabilità.

Lancio sguardi negli occhi vuoti della gente
e nei loro inutili discorsi, sorrido solamente
riuscendo a sognare l'odore della tua pelle.

La tequila lentamente frizza dentro la coppa
insieme al mio bisogno di alleggerire la tensione e di scaldare gli animi
per potermi ancora una volta illudere
che il tuo unico pensiero, prima di salire sul palco,
fosse un sms inviatomi pochi istanti prima.

Lentamente la gente defuisce, come un fiume stanco,
alla vecchia porta di legno di uscita.
Rimango nei miei pensieri e nel silenzio assordante
della distanza.

Sul tovagliolo rosso del locale,
inizio a scrivere sovrapensiero
alcune parole del tuo messaggio, calcando le lettere,
soffermandomi sulle curve.

Con la stessa lena di un Blues,
la tequila scorre di nuovo nel mio bicchiere
con un sorriso del barman,
mentre con lo sguardo, fruga nella mia vita.

Lo lascio fare, come a non rispondere ad una violenza
di cui si sa già l'entità e il danno.

Spero che un giorno smetterai di fare confusione
[ToccheròLeTueDitaLentamente]
Tra il dolore ed il piacere,
[ChiederaiLeMieUnghieSullaPelle]
la paura ed il bisogno di ferire
[ScorderaiIlPerchèDiQuelloCheSiamo]
son certa che un giorno chiameremo tutto questo
[NonCiInteresseràL'AlbaDiUnNuovoGiorno]
col nome giusto
[EmpieCreatureAllaPerpetuaRicerca]
e ritrovata serenità.
[MiMancaIlTuoOdore]


Noi che sappiamo parlare e utilizziamo parole
in ogni occasione.
Noi che delle parole

abbiamo fatto vita e vissuto per esse.
Noi, che non riusciamo a parlarci quando siamo assieme
nello stesso momento.
Noi che abbiamo tutto dentro

e lo esprimiamo solo in fasi diverse,
sicuri e protetti dal sapere

che quello che proviamo ora,
l'altro lo proverà
in un tempo differente, in un altro luogo.

Se io provassi le sensazioni che generano le tue parole
e ti toccassi mentre queste hanno effetto sulla tua pelle,
che cosa accadrebbe?