lunedì, febbraio 28, 2011

NoSense

Sono Caduta nei meandri della Disperazione,
per un attimo la Vita si è fermata
e non ha ancora ripreso a scorrere.

Faccio fatica a Parlare, a Pensare, a Respirare.
Trascino me stessa verso l'ignoto e sono Esausta.
Stanca di lottare, di continuare a Correre.

Devo sforzarmi di essere Lucida, il mio Lavoro lo impone.
Ho distrutto la Macchina e sono a Piedi. Qualcosa farò.
Chi amavo mi toglie l'Aria, Lentamente.

Disgustata di lottare per questa Vita
che toglie tutto quello che abbiamo,
anche quello che non siamo riusciti ad ottenere.

Ieri ho pianto disperata, volevo Morire.
"... Questa non è Vita ..."
Urlavo mentre ti guardavo negli Occhi.

E ne sono ancora convinta purtroppo,
anche se cerchi di starmi accanto e spingermi
per continuare ad andare avanti.

Non riesco a gestire il ciclone che ho intorno,
non riesco a trovare le redini della mia corsa,
non riesco a capire perché sono qui e ostentare l'Esistere.

Di notte, mi sono seduta a Terra,
Giovanna ha sistemato la mia Roba
mentre non sapevo neanche che ore fossero.

Cristian cercava di farmi parlare
di capire come fossi arrivata alla distruzione
con tre semplici passi di danza.

M'hanno abbracciato e poi sono andati via,
mi sono rimessa seduta a terra,
incapace di pensare, di agire, di muovermi.

E guardavo attorno e non c'erano pensieri,
tenevo le mani aperte a terra,
dentro di me non c'erano emozioni alcune.

Ero vuota, completamente svuotata.
E lo sono tutt'ora mentre scrivo queste memorie
che non servono a nulla se non ad urlare silenziosamente.

Che sono stanca ...
Che speravo in una nuova vita per trovare uno scopo.
Che oltre ad aver perso il passato, non ho un futuro.

Che ho aperto le mani chiuse a Pugno,
che non ho più voglia di lottare per Te,
per Loro, per Me.

... I Breathe No More ...

Perché tutto questo non serve a nulla
e ho speso tutte le mie ultime energie
per sentirmi ripetere ancora volta le stesse cose.

... Non ti Amo ...

E non ho avuto la forza mentale di dire
che alcuni eventi erano stati completamente fraintesi,
che alcune azioni hanno piantato in me stessa un coltello.

Che non intendo rimuovere, per ora.

Avrei dovuto spiegare come è facile ascoltare
tutto quello che noi vogliamo udire per non comprendere
quello che non vogliamo dirci.

"E per Lei ne vale la pena?"

Per Lei non ne vale la pena,
è solo un incastro di folli accadimenti,
di sbalzi d'umore, di complicazione della Vita.

E ora Lei intende abbandonare il Gioco.

Quindi non vale la pena Gabri lottare,
per nulla Tesoro mio,
che tu non abbia la forza e la volontà di ottenere.

E io ora non voglio più nulla,
perché non ha senso arrancare ancora
per qualcosa che non potrà essere.

E rimane un Bacio sulle labbra di un Angelo.
Avrei voluto fermare il tempo in quell'istante.
Perché è stata l'emozione più Dolce che ho sulla Pelle.

E in tutta questa confusione di intenti,
sono ancora seduta e piango silenziosamente.

Se Esiste un Dio, un Padre,
porrà fine a tutto questo.

O continuerò nella Blasfemia degli Eventi,
finché tutto il mio Castello involverà
liberando finalmente la mia Anima.

martedì, febbraio 22, 2011

Eyeglasses

Non hai bisogno dei tuoi Occhiali
per vedere qualcosa che entrambi
abbiamo sentito sfiorarci la Pelle.

Guardando le tue Mani,
ho visto le dita muoversi su una chitarra,
ma non quando sei con gli altri a suonare,
quando sei da solo, su un divano.

Ho percepito i tuoi Occhi chiudersi
al suono di melodie che i più
non riescono neanche a comprendere.
E ho avuto voglia di te.

Di sentire le tue Mani muoversi
sulla mia Pelle come se fosse uno strumento
di cui nessuno mai è riuscito a comprenderne
le Vibrazioni e le Armonie.

Ho immaginato per un attimo,
mentre tutti a tavola chiacchieravano,
il Silenzio di una stanza e la Luce
proveniente da una Lampada
proiettata sui travi di Legno del Soffitto.

Seduta a terra ti guardavo Suonare
le tue Labbra erano leggermente socchiuse
e nella testa avevi Pensieri Passati
di quei momenti che è meglio non ricordare.

Perché non si arriva dove siamo noi
attraverso la Felicità,
me in un percorso di Dolore
che ho visto marchiato sulle tue Braccia
e che ho riconosciuto essere anche sulle Mie.

Ed è stato tutto in un unico Momento,
dove ho deciso di andarmene lontano da te
e fuggire fuori dal Locale.

Li ho pensato a cosa siamo obbligati,
nascondere quello che abbiamo dentro
per barattarlo con quella superficialità
che ci fa sembrare tanto speciale agli altri,
mentre noi vorremmo urlare.

Mi sono rannicchiata su una sedia
al freddo fumo della mia sigaretta
mentre gli altri parlavano una lingua
che mi rifiutavo di ascoltare.

E pensavo nuovamente a te.
Tornando a casa t'ho cercato ancora,
ma Nascondi così bene le tue tracce,
che è veramente difficile trovarti.
Trovare il vero te stesso.

Allora sono rimasta ad Immaginare
mentre sposti gli Occhiali sulla Fronte
per osservare meglio le cose
che ti sono vicine.

Togli gli Occhiali ora.
Sono accanto a te.

lunedì, febbraio 21, 2011

Il Mio Egoismo

"Perdonatemi,
siete il mio unico atto Egoista
e io Vi Amo con Tutta me Stessa,
anche se so profondamente
che questo non potrà Salvarvi."

Ve l'ho ripetuto tutta questa notte,
mentre non riuscivo a Dormire
e vi accarezzavo la Fronte
e Piangevo Silenziosamente.

Mi sono chiesta che Madre avete,
che se ne è andata di Casa,
che lavora 20 ore al giorno,
che è sotto Antidepressivi
e che spesso siete voi a consolare.

Ho Paura.
Perché siete dei Buoni,
perché avete l'Anima Sensibile,
perché le vostre Mani Accarezzano,
perché le vostra Parole Curano,
perché la vostra Vita è un Mio Egoismo.

Non avete chiesto di Nascere,
ve l'ho imposto io tramite un Desiderio,
ho coinvolto due Creature meravigliose
ad affrontare un Mondo malsano
nel Peggiore dei Modi.

Non tarpando le Vostre Ali,
ma insegnandovi ad usarle.
E vi vedo Librare sopra la Gente
che si accorge spesso,
per poi abbassare lo sguardo,
di quanto Voi siate Speciali.

E continuo ad accarezzarvi nella notte,
a passare insonne le mie ore
e a Sussurrare a Bassa Voce.

"Perdonatemi.
Vi Amo più della mia stessa Vita,
darei qualunque cosa per Voi,
per la vostra Felicità, per un Sorriso.
Ma mi rendo conto che tutto il mio Amore,
non potrà mai Salvarvi."

Un Altro Tavolo

Vaghiamo di attimo in attimo,
saltando da una delusione,
cocente Dolore,
alla serenità di eventi,
sconvolgente Normalità.

In tutto questo
dobbiamo barcamenarci
fra una Vita in parte delineata,
fra quello che Desideriamo ottenere,
e quello che non potremmo Avere.

A volte viene voglia di rovesciare
quel tavolo dove tutto è appoggiato
per tornarne a vedere il colore del Legno,
i preziosi intarsi lavorati,
o le venature del tempo.

Ed è tutto quello che c'è
in questo momento nell'Anima
che non ci permette di capire
se dove siamo Seduti
sia veramente il nostro posto,
o quello di un altro.

Cerchiamo di delineare con Difficoltà
la posizione ideale nella quale
dobbiamo essere per non ledere
tutti quelli che ci sono intorno,
le creature che abbiamo a fianco,
vecchi amanti addolorati.

E ci accorgiamo alla fine
di tutti i nostri Studi,
che ancora una volta, sul tavolo,
non c'è appoggiato nulla
di ciò che riguarda la Nostra Vita
e il nostro Volere.

Così ci alziamo di scatto,
dopo tanto tempo passato a Pensare
e rovesciamo le carte al Vento della Delusione,
gettiamo i Calamai nei Camini delle Passioni,
e spegniamo le Luci della Razionalità.

Ci ritroviamo così senza Nulla
di veramente definito
e scorgiamo al buio della porta d'ingresso,
la sagoma di una persona
che non sappiamo chi sia.

E abbassiamo lo sguardo sedendoci per terra,
non abbiamo più la voglia di iniziare
qualunque cosa che ci possa portare
altrove, seduti davanti ad un altro tavolo.

sabato, febbraio 19, 2011

Chiamami per Cena.

Avevo i Capelli Scomposti al Vento,
il Viso sempre sporco di Terra,
le mie Mani odoravano di Buono,
i Piedi scalzi correvano anche sui Sassi,
le Risate erano così fragorose.

Non mi curavo di come apparissi,
sicuramente erano le Emozioni ad interessarmi,
la Curiosità per un nuovo Mondo.
Avevo il Cuore aperto alle Sensazioni
con la dirompente voglia di Vivere.

Inventavo le Parole,
quando non ne trovavo alcune
che potessero veramente esprimere
ciò che provavo dentro
nell'attimo in cui mi veniva chiesto.

E avevo così fame
di tutto quello che era intorno a me
che era così semplice pretenderlo
e chiedere che mi venisse dato,
perché la mia Purezza, conquistava
chiunque guardasse i miei Occhi.

E la Vita era il Gioco più bello
a cui potessi partecipare.

Finché non lo vidi saltare.
In un attimo tutto era terminato,
come quando tua Madre ti chiama
per andare a Cena e tu devi salutare.
Avevo la stessa Amarezza nel Cuore,
ma non sapevo il perché.

Non mi avvicinai.
Riconobbi il mio Amico di Giochi
che gridava dalla finestra,
guardando il vuoto, verso il Corpo del Padre.
Qualcosa mi disse di non muovermi,
che non era il caso che capissi.

Così rimasi col viso impassibile,
impietrita vedendo la gente correre,
sentendo grida di voci familiari,
non analizzando fino in fondo
che cosa stesse realmente accadendo.

Poi ascoltai i discorsi delle Persone.
Dicevano che non stava bene,
che da molto aveva un comportamento strano,
che forse era stato spinto da qualcuno,
che non lo avrebbe mai fatto veramente.

E io guardavo il mio Amico
seduto a Terra accanto al Giardino,
giocare con un Bastone con le Formiche.
Ed era solo, nessuno si curava di lui.
Del suo Dolore.

Così mi avvicinai e tentai di ridere,
gli dissi che, per me,
suo Padre aveva tentato di volare
e che non c'era riuscito.
Lui mi guardò annuendo.

Tornammo a casa per mano.

Non riuscii più a sorridere come prima,
perché compresi che non tutto
era realmente possibile,
che non tutto doveva riuscire
esattamente come l'avevamo Sognato.

Quella notte non dormii.
Ripensavo al suo Volo,
al fatto che non era riuscito a farlo.
Che nessuno gli aveva insegnato a farlo.
Ed ero convinta che se avesse chiesto,
avrebbe imparato sicuramente.

E poi pensai che magari,
non aveva chiesto di imparare,
perché non gli interessava. Non voleva volare.
Voleva solamente
concludere un gioco che aveva iniziato,
non avendo nessuno che lo chiamasse per Cena.

Da quel giorno smisi di Ridere fragorosamente,
smisi di credere che Chiedere fosse indispensabile,
che la Vita fosse un qualcosa di buono da mangiare
e che in fondo quando sei stanco,
c'è sempre qualcuno che ti chiama per andare a Cena.

E sarebbe ora di Cena,
di smettere questo gioco e di udire la tua voce.
Oppure di imparare a Volare, senza Chiedere.
Ma rimango terrorizzata come quel giorno
in cui capii che non avevo compreso nulla
di quello che avevo realmente vissuto.
Buona Notte.
... Ovunque Tu Sia ...

venerdì, febbraio 18, 2011

City Of Ghost

Camminare per poi Fermarsi,
come uno Smemorato
in cerca dei Propri Ricordi
che lo capacitino di dove si Trova,
del perché delle Emozioni,
di come sia Arrivato a quel Punto.

Aggrottando le Sopracciglia,
cerco di farmi Spazio fra le Sensazioni
e utilizzare quella Razionalità
che ha sempre Contraddistinto Te
e tutte le Azioni che hai Perpetrato
sulla mia Pelle.

Per un Attimo mi sono accorta
di non Riconoscermi negli Abiti
che mi erano stati Confezionati Addosso,
anche se Bellissimi, di una Manifattura Unica.
Non ritrovavo il mio Essere.

Mi sono messa così a Cercare,
scandagliare ciò che Credevo
di avere saldamente stretto nelle Mani
e che invece si è rivelato un Valido Appoggio
per farmi iniziare un Cammino
del quale non ho Rimpianti.

Così ho strappato quei Vestiti,
tolto le scarpe gettandole in Aria
e ho ripreso a Camminare cercando
di colmare tutto quel Vuoto che sentivo
essere Attorno a Me.

Ed era come una Città abbandonata,
da tutte le Emozioni che avevo compreso
di poter percepire solo io.
La tua presenza era un Raggio di Sole
in mezzo alla Pioggia, destinato a scomparire
con le prime Luci della Luna.

Così mi sono chiesta se sarei Sopravvissuta
a tutto quel Freddo e a tutto quel Silenzio.
E ho iniziato nuovamente a Camminare.
Nel mezzo della Città ho avuto il Bisogno
di Urlare le mie Paure, la mia Tristezza.

Mi sono seduta a Terra
a giocare con dei Sassi, chiudendoli in un sacchetto,
uno per ogni attimo in cui Tu mi fossi mancato.
C'è voluto poco per Riempire,
il contenitore della mia Malinconia.

Così l'ho lasciato li, ad un passo da un Lago
formato dalle mille Lacrime che all'insaputa
di me stessa, avevo versato senza voler capire,
che la mia era una Stupida Illusione,
un accanimento contro un qualcosa di Incostruibile.

Ma ho comunque continuato a camminare,
nuda, senza scarpe, senza i miei Ricordi,
senza l'abbraccio di chi mi amava,
sporcandomi con la Polvere del Rancore altrui,
proteggendomi ai Rari Raggi del tuo Sole.

E ora che mi sto Abituando al Freddo della Luna,
sto smettendo di Piangere il tuo Calore,
barattandolo con l'Ignoto.

Forse si soffre di meno a stare da soli,
si ha meno a cui pensare o programmare,
vengono meno quegli oneri così pesanti,
non si è più costretti a fare ciò che si deve,
per forza.

Ma era così bello Sentirsi Amati.

Un Pensiero

Stamattina ho realizzato in un Attimo
che tutto è destinato a Morire
così lentamente che non ce ne accorgiamo.

Accade nell'iniziare a vivere i nostri Giorni
come fossero sempre gli stessi
e non trovare la Passione di affrontarli.

Perdiamo così piccoli Gesti
che prima caratterizzavano il nostro Essere
sul Fondo delle Nostre Borsette.

A volte, cercando qualcos'altro,
tornano fuori quei Pensieri dimenticati
che, tenuti fra le Mani, ci lasciano Riflettere.

Così Oggi ho condiviso l'Amarezza
di aver perso quei piccoli Rituali
che mi rendevano così Particolare e Intima.

La mia Anima si sta Spegnendo
nell'inconsistenza di un Vivere senza Passione,
nel Non Desiderio di Assaggiarsi.

Così mi sono Seduta un Attimo,
accanto ai Nostri Ricordi,
mentre Tu non mi Abbracciavi.

In una Scatola ho raccolto tutto quello
che mi hai dato in questo Tempo trascorso,
ho deciso di riaprirla Osservando.

Ero sicura di aver messo dentro
Oggetti colorati, Sentimenti Preziosi,
Emozioni uniche, Vibranti Parole.

Ed ho Pianto carezzando la sola Sabbia
che era adagiata Dolcemente
dentro il Cofanetto.

giovedì, febbraio 17, 2011

La Dolcezza Spesso Inganna.
Il Curaro ha un Buon Sapore.
E mentre lo Ingoiavo,
anche i tuoi Occhi sembravano Sorridermi
così Zuccherini,
che neanche la Morte
mi sembrò così Amara.

Falena

Sospendo le Mani alla Fiamma,
attirata da quella luce Calda e Rossa.

Osservo i tuoi occhi Seri e Brillanti,
Scintillare all'Ardore delle mie Moine.

Intrigante Gioco per chi solo Immagina
e poi si trova a realizzare le Proprie Fantasie.

Divengo così Tavola per i tuoi Disegni.
Impugni con Maestria i Tuoi Colori.

Li Infiammi nello Scintillare del Fuoco,
di spalle, chiudo gli Occhi lasciandomi a Te.

Lentamente Cola sulla Schiena
la Cera calda, sulle Colline della Carne.

Scende ancora fra le Pieghe della Pelle,
dove tutto è Permesso, perfino il tuo Osare.

Calore e Languore si Sposano,
spandendo i loro Odori nella Stanza.

Con le Dita indurisci la Tiepida Cera,
Roteando attorno al mio Mondo.

Il freddo di una Lunga Candela
Dilata il mio Desiderio Battente.

Lentamente Penetra senza fermarsi,
arrestando all'ultimo la sua Corsa.

Riversa sull'Addome non posso che Immaginare
le Tue Bramosie su di Me.

Accendi così l'ultima Candela,
allungandomi gambe, poggiandomi sugli Avambracci.

Il Suo Calore scivola sul Mio,
mentre ti prego di alleviare le mie Pene.

Mi costringi così a Baciare le tue Voglie
fin quando non siano completamente domate.

Solo bevendo il tuo ultimo Sospiro,
potrò porre fine al mio Dolce Supplizio.

Cadi così riverso sulla mia Schiena,
liberandomi delle tue Tentazioni.

Schiava di un Amore
al Limite del Possibile.

Pensieri Lascivi

Muoversi lentamente
su questo Freddo Pavimento,
avvicinandomi Sensualmente
al tuo Corpo Caldo e Sospirante.

Poggiare le Mie Labbra
per succhiare via tutte le tue Pene,
per alleviare il Dolore
che dentro porti da Immemore Tempo.

Osservare i Tuoi Occhi nei Miei
mentre Imploro ancora una volta
quelle Mani Lenitive nei Capelli
che Stringono i Pensieri, Sfumandoli.

Far giocare la tua Bocca Socchiusa
fra le mie Labbra, riversando la Testa indietro,
non avendo Bisogno di Pronunciare Desideri
che sappiamo essere Insiti dentro Noi stessi.

Smettere di Respirare
per il tuo Peso sulla mia Carne Vibrante,
di tutte quelle Corde che sai
di Legare attorno ai miei Polsi, magistralmente.

Non poter fermare la Foga
con cui Desideri farmi Tua,
ancora per una volta, ancora per la prima volta
ancora per l'ultima volta.

Stringere nelle mani i tuoi Capelli,
avvicinarmi all'Orecchio e Sussurrare
tutti i miei Desideri più Lascivi
sapendo che solo tu puoi Accontentarli.

E lasciarti scorrere nella mia Carne
al Ritmo della Passione e della Bramosia
urlando nuovamente il tuo Nome
al chiarore di una Dannata Luna.

mercoledì, febbraio 16, 2011

Dream Again

Dolcemente Sciogliersi nei Drappi
che hanno custodito il Nostro Amore Proibito.
Sentire ancora i Baci sul Collo,
carezzarsi il Corpo Esanime della tua Passione.

Godere ascoltando le Mani muoversi,
farmi Infinitamente Tua,
ricreando in un Solo Istante
il Nostro Mondo perduto.

Scambiarsi senza Inibizioni e Richieste,
momenti Coinvolgenti. Ascoltare il tuo Cuore
battere forte mentre mi Abbracci senza Pronunciare
alcuna Parola.

Cadere infine fra le tue Braccia Consolatorie
sfiorando a lungo la nostra Carne Tremula
di tutto quel Piacere che siamo in grado
di Donarci l'un L'altro.

Respirare a fondo non avendo Pensieri,
il Tempo si è fermato ancora una Volta
fra le tue Labbra Disegnate e i miei Occhi Dischiusi
ad un Sogno che a volte torna a farci Visita.

E poi il Silenzio della Notte
che porta via i Nostri Sospiri e Gemiti
prima che l'Alba spezzi quell'Incantesimo
scaldando nuovamente la Pelle.

martedì, febbraio 15, 2011

Morendo in un Bacio

Pezzi di Noi,
tagliati come tanti Coriandoli,
volano nei Respiri degli Amanti
invidiati da Occhi Chiusi e da Labbra
sospiranti Desideri Perversi.

Immagini Confuse,
di un Presente che non esiste,
Devastano, senza lasciare Traccia,
le Sinapsi della Mia Mente,
Corrodendo lentamente le Pareti dell'Anima.

Mani Tremanti,
lambiscono Segretamente
pieghe Disinibite dei miei più Intimi Deliri
mentre Tu, distante, poni quelle domande
che i Nostri Sguardi non riescono a Pronunciare.

Istinti Compulsivi,
vorrebbero dilaniarti le Carni
per arrivare ad afferrare il tuo Cuore
e Urlare, di quel Dolore profondo, che Ingoio
tutte le Notti quando i miei Sogni ci Uniscono.

Deliri Violenti,
di un Desiderio che sta diventando Ossessione,
soggiogano, attraversando il tuo Essere, tutto il mio Volere.
Bramo la tua Perdizione più Nascosta,
Divenire quell'Elisir di cui non puoi fare a meno.

Respiri Affannosi,
rompono, nel Buio, il Silenzio di mille Aghi
caduti nel Cristallo delle tue Sensazioni,
pungendo i Lati più Deboli del tuo Animo,
Sconvolgendo quell'Equilibrio di cui hai Bisogno.

Accorgermi, Vivendo,
che l'unica Cura a quel Veleno che lentamente Uccide,
risiede nelle Ignare Dita che stanno Dolcemente
lambendo la Mia Bocca, Sospiranti la Liberazione
da un qualcosa che non può Essere Toccato.

Serrare le Labbra,
Chiudere gli Occhi in segno di Assenso
a tutto ciò che comporterà l'Abbandono di Sé
all'Oblio di quelle Ultime Emozioni
che precedono l'Inizio della Fine.

Vivere Disperatamente,
il Momento in cui il tuo Sguardo sarà riverso nel mio
e i nostri Corpi completi di una Passionale Unione,
proveranno contemporaneamente, le stesse Emozioni,
consapevoli dell'Esatto Ultimo Istante.

Bloccare il Respiro,
fino a dimenticare il Passato e il Dualismo
al quale sei così ancorato. Perdere i Sensi
e Pregare, quel Dio Ingiusto,
di togliere finalmente ciò che mi è Stato Concesso.

Scoprire di Vivere,
Morendo nel tuo Primo Unico Bacio D'Amore.

lunedì, febbraio 14, 2011

Bloody Valentine

Stupidi Stereotipi bloccano inesorabilmente
il bisogno che abbiamo dentro di Vivere
ciò che continuiamo a Negarci.

Cado nuovamente in quella Tela
che hai tessuto con Inconsapevoli Mani,
le stesse che mi Accarezzano prima di Dormire.

Mi ritrovo intrappolata in tutto quello
che abbiamo sempre detto non essere
significante per Noi.

Quando parliamo la Realtà svanisce
e i Pensieri tornano Risoluti
sulle nostre Labbra di Fragole Rosse.

Ma la Quotidianità e il Mondo
condiziona Ignaramente tutte le nostre
mosse, anche quelle più Semplici.

Così prendo la Moto e giro follemente
fino a schiantarmi contro il primo albero.
Torno con le Mani nel Fango.

Ma mi Rialzo per strisciare fino a dove
il Cielo è visibile, e cado Rovescia a Terra,
continuando a Piangere interrottamente.

Tiro fuori la mia Pistola,
da tempo custodita da mio Padre,
che oggi Silenzioso ha assistito alla sua Rinascita.

Sparo alle Nuvole che mi ricordano Te,
alle Foglie che si muovono Libere,
ai Rami che cercano di Accarezzarmi.

E rinnego nuovamente Dio,
per tutto ciò che manca alla mia Pelle,
alle mie Sensazioni e che potrei avere, ma non con Te.

Tremanti e stremate, le mie braccia cedono,
ho la Pistola sul ventre e Piango Sogni Abortiti,
che nuovamente Sigillano con la loro Cera il mio Cuore.

Esplodo nuovamente contro il Sole,
così Reale, Terreno e così Lontano.
Troppo per chi vive nell'Ombra di un Desiderio.

Rimetto il mio Ardore nella fondina,
rialzo la Moto accasciata nei Rovi
e riparto per le curve verso non so dove.

Per poi ritrovarmi qui a scrivere,
come un Essere qualunque che vaneggia
davanti alla sua Disillusione.

Buon San Valentino Amore.
Ovunque tu sia.

giovedì, febbraio 10, 2011

Il Sole Fuori

A volte non ha molto senso
continuare a cercare in ciò che era,
ciò che non è.

Il senso di Disagio che abbraccia
ogni mio movimento, si scontra
così forte col tuo Essere.

Ti sento così vicino,
eppure così lontano, non riuscendo
ad abbracciarti e parlare.

Stando distanti riesco a Respirare
e ciò mi da Felicità,
ma anche tanto Dolore.

Non scordo gli anni trascorsi,
i bei momenti assieme,
la voglia di giocare e scherzare.

Ma non posso non ricordare
il tuo sguardo spento
e tutti i miei giorni in cui pioveva.

Ora non piove, il Mondo tace.
Ma sono fuori da quella tempesta
che distruggeva la mia Anima.

Forse in un Limbo,
adagiata ancora in qualcosa
che non so esattamente come gestire.

E più mi sforzo di trovare
un equilibrio con te
e più trovo quel Gelo che non mi scioglie.

Cerco di capire anche io
dove posso aver sbagliato e come
posso tornare a sorridere con te.

Ma ora non faccio altro
che posare il viso su un letto
e dormire di Sogni Sereni.

Avere di nuovo la Vita
sulle mie spalle e quella forza
di dover reagire che avevo dimenticato.

E tutto ciò mi spinge avanti,
a fare ancora meglio, a salvarmi,
ad ingegnarmi, ad amarmi.

Perchè non riuscissi a farlo prima,
per me rimane comunque un Mistero
chiuso in tutti i tuoi Silenzi.

Sei sempre nel mio Cuore
e non c'è attimo in cui non ti pensi.
Ma il tuo sorriso è così lontano.

Così guardo avanti la Strada,
un nuovo percorso che non conosco
e sussurro che ce la potrò fare.

Respiro a fondo,
la risposta alla Vita è affrontarla
e non fuggire di gente in gente.

Così sono qui,
mi sono alzata dal mio torpore
e fuori, miracolosamente, c'è il sole.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Come l'Aria


Esiste sempre un Momento
dove possiamo perderci
pensare di non trovare la Strada,
non capire dove stiamo camminando.

Quando nella notte il Silenzio
che inonda follemente la stanza,
urla così forte da non lasciarci dormire,
acutizzando i pensieri dolorosi.

Esiste sempre una Stella
verso la quale possiamo rivolgerci
per sentire il calore anche nel buio
quando sentiamo che tutto sta svanendo.

Quando il gelo ghiaccia la Pelle,
quando sembra che il nostro Cuore
smetta di battere, rifiutandosi di chiedere
di nuovo quell'Amore Nutriente.

Esiste sempre un Motivo
verso il quale volgersi
per dare un senso alla Vita
e a tutto quello che accade inesorabilmente.

Quando tutto ciò
per cui si è lottato per una Vita intera
diviene così labile, la Forza dei Ricordi
torna a far Capolinea nella mia Mente.

E vi abbraccio stringendo il Cuscino,
versando Silenziose Lacrime d'Amore,
chiedendomi se tutto questo è Utile,
se Serenamente Dormite.

Stremata poi Sogno anche io,
i giorni sulla Spiaggia passati a Correre,
i giochi sotto le Lenzuola del letto,
le fiabe raccontate all'infinito la Sera.

E mi Mancate. Come l'Aria.