domenica, agosto 16, 2009

Rinascita

E di questa ho bisogno ora,
di un nuovo essere da impersonare,
di qualcosa di diverso da quello che sono sempre stata,
e sulle note di una innata giovinezza,
poter portare la mia maturità,
per ricommettere gli stessi sbagli
col senno che quella è l'età per farli
e goderne appieno delle conseguenze a testa alta
sapendo che è tutto giusto e l'età è quella
e tutto passa.

Vorrei ora godere di quella spensieratezza
degli anni in cui, per gli altri, così sono stati,
mentre io angelicamente varcavo le porte dal nero ferro
per immergermi nello stige e farmi consegnare le chiavi
di ciò che sarebbe diventata la mia nuova casa.

Una lacrima ieri sera ha solcato il mio viso
quando mi hai detto di affidarmi a Dio
che lui può capire, non mi farà rinnegare il passato,
capirà i miei passi perché avevo perso la luce.
Capirà il mio essere perché lui è Padre,
perdonerà con la schiettezza e il rispetto
che non mi sono mai stati elargiti facilmente.
Nelle sue braccia riuscirò a trovare ristoro e una nuova casa
per mutare il mio modo di pensare e finalmente ritrovare ciò
che lungamente persi nelle anticamere dell'inferno.

La serenità.

E una lacrima ha solcato le mie guance
per la tua purezza Amico mio,
per quel sorriso che ancora mi destabilizza
e per il tuo guardarmi fisso, strettamente convinto
del tuo cammino.
E sono contenta per te,
fiera che tu abbia trovato la tua strada
e completato un percorso che ti ha fatto capire
che sei un Angelo e che puoi volare,
anche da solo.

E la lacrima è caduta sul mio petto,
il cuore l'ha raccolta e si chiedeva cosa fosse.
Da molto non ricordava quell'emozione
di chi emozioni nutre e di chi ne viene abbracciato.
Ma cosa importa alla fine,
soli siamo, sola mi sento.
Probabilmente sola sono, forse anche per scelta.

E imboccai il viale lungo il lago,
l'odore dolce dell'acqua e il canto delle rane
mi hanno accompagnato fino alla macchina.
Ridevo della mia ombra così bella,
di quella maglia che danzava intorno ai miei fianchi,
dei miei capelli bagnati per il tanto ballare,
stringevo fra le labbra la mia ultima sigaretta
e aveva nuovamente un altro sapore
di chi sa che le strade conducono verso mille sentieri
spesso dividono, spesso riabbracciano.

E ho camminato guardando in basso la mia ombra,
che si divertiva a farmi apparire affascinante.
E ricordavo le parole di quella ragazza brasiliana:
"Sei bella, molto bella. E anche buona, con un gran cuore.
Perché sei qui da sola?"
Un solo sorriso e lei mi ha risposto col medesimo.

Ho ballato tutta la notte,
ho ballato per me ad occhi chiusi,
ho ballato per la musica e per i miei ricordi,
ho ballato sopra il fuoco dei miei ardori,
ho ballato sui miei mille amori,
ho ballato su tutto quello che avrei voluto,
ho ballato su quello che ho,
ho ballato sulla mia vita.

E la mia ombra era li,
a prendersi gioco di me.

6 commenti:

Squilibrato ha detto...

Rifaremmo tutto, nulla escluso! Quella era l'età. Anche io vorrei godere ora di ciò che mi è stato oscurato in passato, ma il tempo non ritorna. O siamo nooi che non riusciamo a fare questo salto temporale, limitati in un involucro.

Ma rifaremmo tutto. Daccapo. Dal principio. Facendo ancora quegli sbagli di cui non siamo riusciti a fare a meno.

Un angelo non può volare solo senza prima aver fatto pratica e magari aver avuto dei buoni insegnanti che mostrassero lui la tecnica non standardizzata (altrimenti bleah). Per non parlare delle istruzioni di volo, c'è un'apposita strumentazione mentale. Ed un approccio mentale, perchè, purtroppo, incide. Per il momento.

L'ombra di ognuno di noi è lì. Non potremo mai staccarcene. C'è ed è impossibile per noi ignorarla. Non vogliamo ignorarla.

Squilibrato ha detto...

Per il singhiozzo non so più cosa fare... m'era già successo ed ora di nuovo. Sono più di 24 ore che ce l'ho. La volta scorsa è durato 2 giorni.

NERO_CATRAME ha detto...

Non so come succeda,probabilmente me ne rendo conto, ma non me lo chiedo,ti ho detto che Oren stanotte sarebbe morto e ti ho chiesto di lasciarlo morire e che comunque sarebbe tornato.Lo sai che il passato non lo rinnego e anche tu fai lo stesso,lo estrapoliamo,lo abbiamo già fatto,introspetizzato e analizzato.Il nostro non rinnegarlo si scontra col giudizio di tanti,forse di troppi,che ti fanno credere di essere diverso,di essere sbagliato,di essere sempre in torto,di essere un danno,la causa dei loro mali.E quella che chiamiamo dannazione,diventa in alcuni casi la maledizione che ci viene lanciata e nel tempo diventa parte di noi.Eppure nessuno è perfetto e i pregi e difetti albergano in ognuno di noi,ma abbiamo fatto la scelta di vivere la vita,certo a modo nostro,ma comunque di vivere e i giudizi sono cresciuti,si sono scontrati con le regole che vengono dettate come il normale modo di vivere,con le relative conseguenze di critiche e vere pugnalate sui nostri"errori" dettati spesso dall'incapacità di mentire,per primi a noi stessi.E quello che ci sembrava un semplice modo di vivere si copre di compicazioni,si sbanda e se ne sommano altre,con quell'etichetta di danno vivente che ci viene imposta e ci marchia e a cui appunto alla fine crediamo.
Con questo non che dobbiamo cambiare noi stessi radicalmente,ma solo riuscire a prendere le cose in maniera differente,come dici tu la nostra ombra non ci abbandona,si forse ride di noi,forse non cambieremo mai,ma prenderemo le cose solo in maniera differente.
Giusto stavolta per citare il mio
"nessuno può fermare il mio gioco, nessuno può fermare il mio volo ma qualunque sia il motivo per cui io lo debba fermare sarà sicuramente irrazionale e non del tutto benevolo.......conosco le vie del dolore in tasca conservo un certificato di buone speranze..sono la droga di me stesso, sono un narciso, vanitoso, unico e folle, ma da questa esplosiva combinazione se la ripovaste potrebbe uscire il miglior copione della vostra vita..jm
Come vedi Oren non muore.
Cresce.

Clelia ha detto...

Le tue parole come al solito mi rapiscono.

Clelia

Vale ha detto...

Quando ero bambina spiavo nelle case e nelle altre famiglie e invidiavo tutto quello che vedevo.
Da adulta, spio nelle vite altrui e le invidio. Vorrei essere come loro, vivere come loro, essere serena e sorridere come loro...vorrei essere chiunque tranne me stessa.
E a furia di impersonare qualcuno che non sono, ho perso la mia identità. Sono solo briciole di altre vite raccolte di nascosto come una morta di fame, sono scampoli di stoffa rubati e cuciti insieme alla meglio.
E' una lunga lotta, continua, sfibrante, quotidiana.
Tu non ti stanchi mai, Ash?
Io a volte sì. Mi fermo, sono stanca, ma poi riparto, perché so che se indugio troppo, poi non sarò più in grado di rimettermi in cammino. So che se mi fermerò sarò perduta.
Portami con te, una volta...voglio ballare anch'io sulla mia vita, e dimenticare tutto. Anche l'ombra che si prende gioco di me.

Mordekai ha detto...

Le ombre, fedeli che allo stesso tempo si prendono gioco di noi, quelle proiettate nel buio della notte, sono quelle più inallontanabili..