sabato, gennaio 08, 2011

insOMNIA

Nuovamente lo Spettro dell'Insonnia
accarezza la mia Pelle penetrando
fin dentro ai miei Sogni ad occhi aperti.

Torna il tormento dei miei Desideri
che non sono più ostacolati da un Sonno
indotto dagli AntiManiacali.

Conosco il nuovo Demone
chiamato Assuefazione al quale, ancora,
non ho trovato modo di Reazione.

Raddoppiare la mia Dose quotidiana
per fermare la mia Voglia di Amarti,
il Desidero di stringere fra le mani la Carne.

Poter Placare quell'Istintualità
che mi Obbliga a Segnare sull'Epidermide
i tormenti dell'Anima.

I miei Occhi rimangono aperti,
ma riesco a sentirti, come elettricità
nelle Vene, scorri senza un perché.

Tutto questo inizia a sfiorare l'Insofferenza,
accarezzando il Piacere di un'Esistenza
senza troppe Risposte né calore.

Alle 1.40 di questa mattina
eri sdraiato in un letto, riflettendo.
Fra i tuoi Pensieri c'ero io.

Strana la Vita.

Nello stesso momento
svuotavo Te e il mio Veleno dalle Vene
sorridendo all'Alba.

Di uno Stesso Giorno.

1 commento:

(^_^) ha detto...

Screziata con gli occhi ancora
colmi di pianto,
in brandelli resta l’anima,
la parte di me che ti ha più bramato
che avrebbe ceduto se stessa
per sentire ancora il tuo amore.

Mi costringi ancora a stringermi
alle catene che hai voluto legarmi intorno
per non scappare via
via da qui, dalla mia vita,
da quella del mondo che ho voluto rifiutare
con tutta me stessa.
Non fuggo piùbenché mi senta ancora privata.

E il l giorno presta ancora alla luna
la sua veste ambrata.
E la notte cavalca tra le spire blu
col mio pensiero
transitando felice il scintillante percorso
che mi lasci visibile
perché approdi nella tua spiaggia
quando nessuno può vedermi.

Una strada composta dalla cipriata
sfumatura del tempo
che mi tiene stretta a se,
come un filiforme vessillo.

Poi un salto nella luce
e i teneri abbracci dimenticati
risvegliano in me le
memorie sempre deste,
mi abbevero
assetata come nelle giornate estive
a mezzogiornonella campagna arida e spoglia.
Qualcuno pare mi metta fretta…Assaporo gli ultimi sorsi del tuo nettaree prima che suoni la sveglia, ritorno qui.
Ancora un altro giorno da reinventare!
Sollevo le mie maniE intravedo tra le dita una leggera polvere cipriataIl tuo vessillo Re! Il tuo alito leggero… Il tuo sospiro che fa comparire ancora un raggio di sole tra le mie ciglia appena sveglie.
Mi alzo e indosso la nobiltà che gli altripensano sia solo pazzia, una demenza da strapparmi via.
(Ad Angel, by Lilly)