lunedì, luglio 07, 2008

A volte mi sento solo un'immagine riflessa nello specchio. Le immagini riflesse possono dare emozioni, sentimenti, ma non causano effetti tangibili sulla realtà. E così mi sento oggi.
Mi sento come una bellissima donna allo specchio che tutti possono guardare, rimirare, capire, adorare, ma nessuno può toccare o può cambiare la sua vita.
Ho provato a cambiarla io stessa. Ho provato a parlare con le persone dall'altra parte dello specchio, ma vedono solo nella loro immagine ciò che vogliono vedere e non quello che sto facendogli vedere.
Non mi interessa la comprensione, la consolazione degli eventi. Voglio che capiscano il mio stato d'animo.
Ho gridato aiuto per lungo tempo, mi sono sentita sola e abbandonata, incapace di far capire le mie idee e le mie opinioni. Quando sollevavo dubbi e perplessità mi è stato detto di pazientare, di aspettare, di prender tempo.
Bhe, il tempo l'ho preso (perso?) e pure tanto, tre lunghi anni ad aspettare che qualcosa cambiasse (o cambiassi io magari?).
Ora, che sono io la prima a dire che ho terminato il tempo e che non sono più del parere di continuare ad attendere e provare, tutti mi dicono che vogliono parlare, che vogliono provare a risolvere, che non posso comportarmi così, che debbo dare una seconda possibilità, che sono madre di due figli (sempre più un deterrente alla vita che una gioia ...) e altre cose.
Non avete capito. Non sto chiedendo aiuto.
Ho smesso di farlo.
Non sto chiedendo aiuto, tanto meno sto chiedendo una mano per risolvere la questione (avreste potuto farlo anni addietro e non vi siete mossi), sto solo comunicando una mia decisione.
Io lascio.
Ma il mio lasciare non è il finire di lottare, è iniziare una nuova lotta. Quella vecchia l'ho persa è inutile perpretare in opere che non andranno mai a buon fine.
Smettetela di darmi il vostro aiuto, non ne ho bisogno. Conservate le energie per qualcosa di diverso e statemi ad ascoltare quando tornerò chiedendo aiuto.
Il tempo è finito, le mele non sono mature ... sono già cadute a terra e sono concime per nuovi fiori che voglio che sboccino.
Ho atteso tanto, tutto il tempo che mi è stato richiesto. Ho fatto anche tutto quello che mi è stato detto. Ho detto tutto quello che andava detto. Ho chiarito tutto quello che andava spiegato, più volte, continuamente.
E tutto ciò a cosa è servito? A farvi pensare che sono una paranoica, che non si accontenta di quello che ha (casa, lavoro, marito e figli ... che chiedere di più?).
Mi dispiace, come al solito sono l'ennesimo dolore.
Ritorno ad essere nuovamente la "Ninha Mala" che avete sempre guardato con la coda dell'occhio, che avete a volte evitato come una malattia, che avete sempre giudicato e mai cercato di capire.
Ritorno Ninha Mala perchè quella è l'unica strada per dare a me un futuro migliore, come donna e come madre e, ai miei figli, provare a dare un futuro migliore che non consisterà sicuramente in "possibilità economiche" ma in serenità, in sostegno, in comprensione e in un eterno amore.

Servono ancora altre parole?

3 commenti:

shillian ha detto...

ebbè sbagliano a chiamarti Ninha Mala,non siamo tutti uguali e nessuno è perfetto

Arthur ha detto...

Se ti chiamano così un motivo ci sarà.
Il problema è capire se hai ragione tu o loro.
A volte la verità sta nel mezzo. Ma più in alto...

Duca Nero ha detto...

per Arthur: se ti chiamo superficiale un motivo c'è. Se non hai nulla da dire risparmia i commenti inutili.