mercoledì, luglio 23, 2008

Cara - Lucio Dalla


Cosa ho davanti,
non riesco piu' a parlare
dimmi cosa ti piace,
non riesco a capire,
dove vorresti andare
vuoi andare a dormire
quanti capelli che hai,
non si riesce a contare
sposta la bottiglia
e lasciami guardare
se di tanti capelli,
ci si puo' fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni
e per i miei che sono cento
non c'e' niente da capire,
basta sedersi ed ascoltare
perche' ho scritto una canzone
per ogni pentimento
e debbo stare attento
a non cadere nel vino
e finir dentro ai tuoi occhi,
se mi vieni piu' vicino...
la notte ha il suo profumo
e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno

Ma per uno come me, poveretto
che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto...
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi
e dirti un'altra bugia
a...almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo
e tu che mangi il gelato
tu corri dietro il vento
e sembri una farfalla
e con quanto sentimento

Ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano,
puoi volarmi nella mano
ma so' gia' cosa pensi,
tu vorresti partire
come se andare lontano
fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano
ma non posso venire
e la notte cominciava
a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava
di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo
e ho detto ole' sono perduto
tu corri dietro il vento
e sembri una farfalla
e con quanto sentimento
ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano,
puoi volarmi nella mano
la notte sta' morendo
ed e'cretino cercare di fermare
le lacrime ridendo
ma per uno come me l'ho gia' detto
che voleva prenderti per mano
e volare sopra un tetto
lontano si ferma un treno
ma che bella mattina
il cielo e' sereno
buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce
e cosi' sia...

1 commento:

shillian ha detto...

A me pare uguale agli dei

chi a te vicino così dolce

suono ascolta mentre tu parli

e ridi amorosamente. Subito a me

il cuore si agita nel petto

solo che appena ti veda, e la voce

si perde sulla lingua inerte.

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,

e ho buio negli occhi e il rombo

del sangue alle orecchie.

E tutta in sudore e tremante

Come erba patita scoloro:

e morte non pare lontana

a me rapita di mente.

[Saffo]