giovedì, maggio 15, 2008

Figlia di un Dio minore


Sono di nuovo Figlia di un Dio minore. Mi basta poco per poter cadere in una disperazione profonda e non avere nessuno a tendermi la mano. Non è una bella sensazione aver continuamente bisogno di protezione e sicurezza, aver costantemente bisogno di qualcuno che comprenda le tue sensazioni e ti ridia, in cambio, tutto il suo amore. Amore che, alle volte, può non bastare.
Il mio cuore è avido e spesso non si accontenta di ciò che lo circonda. A volte accade che anche quello che gli viene dato, gli venga tolto, e in quel momento il dolore è insopportabile.
Potrei morire di solitudine, di abbandono e potrei continuare a vivere con un cuore dall'ingranaggio malato che so di non poter aggiustare.
Mi sento sola e stanotte ho pianto per tutta la notte abbracciata al mio cuscino e soffocando le lacrime. Quello che mi manca è interno, forse non riesco neanche ad esprimerlo, non riesco a chiedere aiuto.
Forse ho sbagliato io a non chiedere aiuto. Ma ho paura anche di questo ... e se non avessi risposta? e se non trovassi la mano tesa quando ne ho bisogno? Certamente potrei anche trovarla, ma poi mi aspetterei sempre di averla.
Ho una testa sbagliata, ragiona per sinapsi errate ed elabora congetture false basate su bisogni efferati di amore eterno, di piacere travolgente, di gioia profonda. Come vorrei non pensare, come vorrei non aver amato e non saperlo fare. Come vorrei poter vivere una vita semplice senza che la mia anima venga continuamente turbata dalla mia testa.
Perchè non mi capacito che è possibile essere amati? Perchè ancora mi stupisco di quando questo accade? Forse non sono pronta ad essere amata. Non si può amare chi non si ama.

2 commenti:

Giuseppe ha detto...

Ciao tesoro... mi fa male, tanto, leggere quanto hai scritto... la mia mano è tesa... tutte le volte che vorrai... e sono più morbido e comprensivo di un cuscino...
Non sono d'accordo sul fatto che tu non sappia amare, né che non si possa amare chi non si ama da sé... penso invece che ci sia, paradossalmente, più "gusto" nell'amare chi non si ama da solo/a... amando per due... e tentando di indurre l'altro a riguadagnare il suo amor proprio...
Non sono molto bravo con le parole, ma ti riporto una storiella:
Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo. Non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.Finalmente, il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.Così non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo. Allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo, e pianse disperatamente.
Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire da lì, trottando felice.

La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra. Soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.

Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.

Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima. Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti. Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto!


Ti voglio bene... ci sono... sempre ;-)

Sacerdote Anal ha detto...

"Ti voglio bene... ci sono... sempre ;-)"

Sembra più che altro una minaccia...