martedì, aprile 26, 2011

Whore

Ho Fame della Pelle Sudata
e delle Mani che scorrono nei Gemiti Inghiottiti.

Inebriata tanto da non comprendere
né Luogo né Tempo, da spezzare ogni Realtà.

Sentire le Unghie nella Schiena
mentre Batti la Voglia addosso alla Carne Bianca.

Baci da Togliere il Fiato per far Tacere
le Mille Urla del Piacere che Vibra dentro.

Bambola fra le Dita Intraprendenti
che sanno Esattamente cosa Vogliono e cosa Dare.

La Testa fra le Gambe
e le Mani che Premono fra i Capelli e ti Supplicano di Continuare.

Per poi Essere nuovamente Uniti in una sola Carne
e Vederti Guardarmi Negli Occhi nell'Ultimo Istante.

Mentre con le Mani ti Aggrappi alle Sensazioni
e io Stringo con le Gambe Ogni Ardore Crescente.

Ho Fame di tutto Questo.
Di un Cibo per gli Dei, visto che tu Sei un Angelo.

E Muoio fra le Fiamme del Mio Inferno Pregando
che chi Sfiori la Mia Pelle abbia Solo e Sempre i Tuoi Occhi.

O un Giorno Potrei non Poter Più Fissare il tuo Sguardo,
abbassandolo, come una Puttana nel Momento del Pagamento
di un Qualcosa che Desidera più della Consapevolezza
di Uccidere tutto ciò per cui ha Stravolto la sua Vita.

... Void ...

Le Tue Mani Avevano Portato Via Tutto Questo,
il Peso di un Dolore che Soffocava la Vita.
Le Dita spezzavano Facilmente i Rami Secchi
delle Mie Sensazioni perse nel Tempo.
Guardavo i tuoi Occhi così Pieni di Speranza
e la tua Bocca Muoversi in mille Parole di Conforto.

Lungamente le Mie Lacrime hanno Bagnato la Terra
facendo Sbocciare Dolcemente nuove Gemme.
Le stesse che hai Guardato Ridendo per la Prepotenza
con cui erano Nate da Alberi Oramai Avvizziti.
Finché il tuo Essere non s'è Abituato alla mia Presenza,
alla Nuova Primavera, scontata nel Divenire, quasi un Pezzo d'Arredo.

Le Gemme sono nuovamente Morte nel Colore Amaranto
Disegnato sulle mie Braccia e di cui Taci la Vista.
La Passione che all'inizio Ardeva ogni nostro Bacio,
ora si è trasformata in un Fraterno Abbraccio, che lacera la Carne.
La tua Presenza che Sempre metteva in subbuglio il mio Stomaco,
ora è un Alito di Vento Tiepido sulla Pelle.

Scorre il Tempo verso quella direzione che non vedo mia,
tento Sinceramente di farti Comprendere i miei Ragionamenti.
D'un tratto mi appare tutto Inutile, così Scontato.
E per quanto possiamo Amarci, non siamo l'uno il Cardine dell'Altra,
cerchi di Incastrarmi nel tuo Tempo e non mi Permetti di Viverti.
Respiro a Malapena il Senso di questo Sentimento.

Svuotata Completamente del Mio Senso D'Amore,
Ferita nella Dannazione d'Esser Donna e di non poterlo Dimostrare,
Scardinata nelle Aspettative che Nutro in Seno Senza Accorgermene,
Scoraggiata dal Tempo che Muta le Tessere di questo Puzzle,
Imbocco nuovamente una Strada che non m'Appartiene.
Muoio Lentamente fra le Tue Braccia.

Mentre mi Ripeti Sorridendo Dolcemente: "Io ci sarò Sempre ..."


venerdì, aprile 22, 2011

... Rimando Tutto a Domani ...

Dormivate e vi guardavo Sognare.
Non sono riuscita a prendere Sonno
persa tutta la Notte a Pensare.

Ai passi che dovrò fare,
a quello che stanno Costando a Voi
il Voler avere Io una Vita Libera.

E tu Piccolo Principe,
che hai Perso il Sorriso per Causa Mia
e che ora Senti l'Abbandono come Tua Colpa.

Come se la tua Mamma se ne fosse Andata
perché non sei Riuscito ad Amarla
come lei Desiderava. Ti sei Macchiato di tutto.

E Passi attimi con il Dito in Bocca
con lo Sguardo perso in non so Quale
dei tuoi Mille Pensieri che taci Dolcemente.

Tu, Grande Stella del Mattino
che con la tua Gioia riempi la Mia Casa,
cerchi sempre la Clemenza nelle Parole.

Spesso sei tu a Consolare me
e dirmi che va tutto Bene, di non Preoccuparmi
e che ti Stai Occupando tu di Papà.

E sei cresciuta così Velocemente
e ricordi me nei momenti Peggiori
dove ho dovuto tirare Fuori Tutta la mia Audacia.

... Per Sopravvivere ...

Così non ho Preso Sonno
guardando i Vostri Occhi Chiusi e Tranquilli
e le mie Tasche vuote dei vostri Sogni.

Sogni di Bambini, di Cioccolato e Caramelle
che difficilmente potrò Comprarvi e Regalare.
Potrò solo Abbracciarvi, Disperatamente.

Cercare col Mio Calore e col Cuore
di farvi Capire quanto vi Amo,
anche se a Volte so che non Basta.

E Vorrei vendere l'Anima,
per Donarvi la Realizzazione dei Vostri Desideri.
Se ne avessi una che valesse Tanto.

Così è arrivata l'Alba ancora fra le Persiane
e vi ho Baciato Serenamente gli Occhi
e mi avete Donato un Nuovo Sorriso.

E quel Gesto lo Porto ancora nel Cuore
ed è ciò che mi Spinge ad avere tutta questa Forza
tutta questa Speranza.

Perchè voi Amate incondizionatamente
e riuscite, senza capire a volte,
a tollerare qualsiasi mia Scelta.

E col Sorriso mi Accompagnate
in Ogni mio Giorno.
E anche se Siamo Lontani, ci siete.

giovedì, aprile 21, 2011

Isolarmi

... Isolarmi ...

Un Nuovo Demone,
quasi una Malattia lentamente Degenerativa.

Dolcemente vagare Scalza
nel Mezzo delle mie Emozioni e delle Paure.

Nel Lago gettare infine il tuo Ricordo
Dimenticare in un attimo ogni Timore.

Vedere attraverso la Luna
il Selciato fresco di Muschio e delle mie Lacrime.

... Isolarmi ...

Abbandonare la Mondanità
per una Notte nel mio Bosco, lontano da tutti.

Comprendere ciò che è Dentro
è Vero e che non riesco a Parlarmi a Viso Aperto.

Giocare per Mano
con tutti i miei Demoni, in una sola Volta.

Capire di Essere più Debole
e Abbassare la Testa invece di Lottare.

... Isolarmi ...

Per Abituare il mio Corpo
alla Tua Assenza, alle Tue Mancanze.

Per non Voler Provare nell'Anima
ancora la Lama di un Doloroso Rifiuto.

Camminare da Sola Esorcizzando
tutto ciò che mi Appartiene e che tento di Scordare.

Lasciare su Ogni Pietra
le Tue Parole e i Tuoi Sorrisi, sperando che vengano Ritrovati.

... Isolarmi ...

Comprendere ancora una Volta
di Aver Annullato parte delle mie Sensazioni.

Lo Scrosciare dell'Acqua sulla Pelle
ritornare a Trovare le Cose Belle e Semplici della Vita.

Non dover Pensare per Creare e Mantenere
ma lasciarsi Sconvolgere da ciò che Esiste.

Abbandonarsi a tutto quello
che Non può fare Male, perché Natura.

... Isolarmi ...

Tentando di Ritrovare Me Stessa
Fra Profumi, Rumori e Sensazioni.

Perdersi Ancora di Più
in tutto quello che non si Ricorda Essere.

Confondere la propria Carne
con la Corteccia degli Alberi.

Scambiare le Proprie Lacrime
per Rugiada del Mattino.

... Isolarmi ...

E Cancellare tutto Per una Notte.
Come Se Nulla Fosse Stato.
Veramente.

Apart

Ma la Sensazione di Essere Messi da Parte era Diversa.
Non altrettanto Lacerante, e tuttavia Umiliante.
Mentre chi si sente Abbandonato
parla Ininterrottamente del Proprio Destino,
chi viene Messo da Parte
preferisce tacerlo per Vergogna.

mercoledì, aprile 20, 2011

Un Cesto di Vimini

Nella frazione di un momento, mi ritrovo là,
il Vento caldo dell'Estate a sforarmi il Volto,
il Cuscino Bianco ad avvolgere la mia Pelle.

Mille Cicale dormivano fra le Piante
che adornavano la Veranda dove mi rifuggiavo,
forte della Speranza che nessuno potesse Cacciarmi.

In Lacrime piegavo il ginocchio per entrare nella Cesta
che mi avrebbe accolto per tutta la Notte.
Singhiozzando, ingoiavo i miei Ricordi, sparendoli nel Buio.

Tremanti gli Occhi si perdevano oltre gli Alberi,
cercavano invano qualcosa che li rassicurasse.
Il Cuore lentamente Leniva la sua folle Corsa.

E tutto ciò non avrebbe mai risolto i miei Problemi,
ma solamente protetto il mio Corpo da altro Dolore.
Nessuno però sapeva Curare la mia Mente.

Dolcemente mi abbandonavo a quella Sicurezza
che raramente riuscivo a percepire Altrove.
Un Luogo sicuro dove poter Stare, essere me Stessa.

Ora è passato molto tempo.
Sono cresciuta e il Vecchio Cesto di Vimini,
è sempre la.

Ma al Suo Posto ho trovato le tue Braccia.

martedì, aprile 19, 2011

La Grande Luna

Scorrono le Giornate Costellate da mille Errori,
che avrei potuto evitare se fossi stata più Forte,
se avessi capito in Tempo dove era il Dolore
e avessi provato ad Evitarlo invece di Mangiarlo.

"Mi spiace. Il Problema non è tuo. Sei Sana.
Mi rifiuto di Ottemperare alla tua Malsana Richiesta.
Stai di nuovo Danneggiando te Stessa per chi Ami.
Cerca di Amarti Sarah. O Prima o poi ne Morirai."

Mi guardava con i suoi Occhi comprensivi,
gli Stessi che mi hanno Salvato la Vita svariate volte,
gli Stessi che ad Ogni Risveglio, lenivano il Mio Dolore,
Tranquillizzavano la mia Anima, Rassicuravano il mio Essere.

"Non sai quanto io possa comprenderti. Ma da Amico
e per la carica che ricopro, non ti permetterò mai qualcosa
che hai già fatto in passato e che abbiamo visto per Te
essere così Distruttiva, Denigrante e Lesiva."

Ho abbassato così lo Sguardo.
Fissando senza Scopo una piccola Spilla sulla Scrivania.
Scuotendo leggermente la Testa. Piangendo dentro.
Volevo smettesse questo Dolore, questa Corrosione.

"La Soluzione è altrove. E ricorda che, quello che tu Sai
e il comportamento che hai Notato, non è il vero Problema.
E' solo la punta di un Iceberg. Devi andare più a fondo.
Capire cosa ha generato tutto ciò. Solo questo."

Solo questo.

Avevo alzato lo Sguardo. I miei Occhi tremavano nei Suoi.
Mi sentivo così Incapace e Impotente di fronte a quello
che io non potevo affrontare e combattere per un altro.
Inutilmente alla ricerca di una Soluzione. Inesistente.

La Sera, mentre mi abbracciavi le Spalle Dormendo,
fissavo nuovamente la stessa Spilla che avevo Rubato poco prima
e che avevo messo accanto alle Candele, sul Comodino.
Quasi a ricordarmi quello che avrei dovuto Dirti.

Ma non ho fatto altro che portare le ginocchia al Petto
e piangere Sommessamente. Stringendoti le Mani Assonnate.
Ed è la prima volta che non te ne Sei accorto, riposando Serenamente.
E li ho Compreso che l'Incapacità non risiede in Te.

Sto perdendo la Forza di Parlare.
Mi sembra tutto così Inutile e Noioso. Una Nenia fastidiosa.
Non posso nulla che tu Non Desideri.
Non posso nulla che tu Non Voglia.

Così rimango la Grande Luna.
In questo Mio Cielo di Mille Stelle, disegnate sulla tua Pelle.
Completamente Sola e Gelida nelle Notti di Primavera.
Non Vivo neanche di Luce Propria, ma solo di quella Riflessa.

Ma tutti m'Ammirano, per quello che non Sono,
per quello che Ostento e che non c'è Dentro,
per tutti i Buoni Consigli che riesco ad Elargire,
per ogni Sorriso al Momento Giusto.

Ma non Sanno, nella loro infinita Semplicità,
che tutto quello che mi fa Essere così Speciale,
io non posso farlo Per Me.
Rimanendo Completamente Incapace alla Vita.

lunedì, aprile 18, 2011

Odio et Amo

E t'Amo.
Le tue Mani mi sfiorano,
Leziosi Sussulti fra i miei Respiri Interrotti.

E t'Odio.
Nella Solitudine di ogni Abbandono Prolungato
nelle Preghiere urlate alla Luna nella Notte.

E t'Amo.
La tua Bocca si Stende in mille Sorrisi,
gli Occhi si Socchiudono appena stravolgendo la Vita.

E t'Odio.
In Tutte le mie Sensazioni
che sono in Contrasto con le tue Confortanti Parole.

E t'Amo.
Crollando assieme nelle Umide Lenzuola
di tutta la Nostra Disinibizione.

E t'Odio.
Nel tuo fare Sicuro, nella tua Voce Calma,
nel mio Tremare e nell'Ignobile mio Tacere.

E t'Amo.
Per il Vento fra i Capelli nelle Calde Giornate,
per le tue Dita fra le Mie.

E t'Odio.
Per queste Emozioni incontrollate,
per la mia Testa che non riesce a Ragionare.

E t'Amo.
Per ogni Lasciva Licenza che mi concedi,
per fare di me ciò che non avrei mai Immaginato.

E t'Odio.
Per tutte le mie Non Reazioni,
per le mie Parole Soffocate sulle tue Labbra di Fragola.

E t'Amo e t'Odio.
Perché t'Amo come mai ho Amato Nessuno.

domenica, aprile 17, 2011

Amandoti

Sfioro il tuo Corpo che Vibra come uno Strumento,
sotto il Tocco lezioso delle mie Mani.

Sfuggo ai tuoi Occhi dal Color della Terra,
completamente in balia delle mie Sensazioni.

Entro con le Dita nella tua Carne Ancestrale,
adornata da milioni di Note disposte in mille Pentagramma.

Tocco con le mie Labbra le tue Vibrazioni,
lambendo i limiti della tua Eccitazione.

Senza sosta, assaggio ogni tua Emozione,
innamorandomi della tua Bocca socchiusa e sospirante.

Come Corde di Violino, si tendono i Muscoli del Collo,
sotto gli Spasmi dei tuoi Brividi.

Inizia così il Danzare delle tue Mani in gesti Inconsapevoli,
come a suonare Silenziose Melodie d'Erotismo.

La mia Lingua batte sull'Ancia del tuo Strumento,
facendoti sobbalzare ad Ogni Nota.

Le tue Dita continuano a Vibrare nell'Aria,
componendo cerchi di Sensazioni nella Stanza.

Il Respiro ritma le Sinfonie del Nostro Amore,
Profani Cori al Cospetto del Mondo.

Tirandomi a te, affondi le Mani nei miei Capelli,
nell'ultimo Sforzo delle Battute del Pentagramma.

Si mischia all'Aria un Delizioso Silenzio Finale,
tratteniamo in Fiato Entrambi per qualche Momento.

Alla fine del Nostro Concerto, Lasci andare te Stesso,
Libero di Inondarmi di ogni Sensazione e della tua Adrenalina.

Scorro con le Guance sulla tua Pelle Madida,
fino a ritrovare le tue Labbra sfinite.

M'abbandono al Nulla e al Tutto.
In un Unico Momento.

Solo così sono capace d'Amarti.

Baby Go Home

giovedì, aprile 14, 2011

Timori

Mi Nascondo all'interno delle mie Paure
con la consapevolezza di doverle Combattere.
Provo a mitigarmi dietro alle loro Ombre,
cerco silenziosamente di trovane il punto Debole.

Invano.

Vago tre le Tombe dei miei Ricordi,
evocando Sensazioni e Momenti che mai
torneranno ad accarezzare la mia Pelle.
Ma questo non è Stillicidio.

Sopravvivenza.

Perché la Realtà degli Eventi che mi vengono
con un Sorriso propinati per il mio Futuro,
Angoscia, con Immenso Terrore, il mio Pensiero.
Gelata giaccio in un Angolo.

Sorprendentemente.

Cerco di farmi Spazio anche fra i Tuoi Timori,
costringerti a superarli, Cancellando con Disinvoltura,
ogni Omissione che hai deciso non essere Rilevante
per la Stabilità di un Rapporto.

Incomprensione.

Immancabilmente mi ritrovo ad attendere Risposte
che tarderanno ad arrivare, portandomi a prendere
altri tipi di Decisioni che Lederanno come Acqua di Mare
questo Meraviglioso Castello di Sabbia.

Disgregazione.

Ma la Vita non è altro che la Costruzione di ciò
che si ritiene importante per sé stessi,
lo Stand By di Eventi che non sappiamo come Gestire,
la Distruzione di Ipotesi che non intendiamo Comprendere.

Solitudine.

E tutto ciò è estremamente Egocentrico,
come se la Nostra Vita fosse basata solamente su Noi.
O non ho di nuovo Compreso il Senso dell'Esistenza.
O sto commettendo l'Ennesimo Sbaglio.

Dubbi.

Portata dal Cuore, non riesco a vedere nulla
che possa Essere così Complicato come lo Immaginiamo.
Ma il Vento Gelido riesce ancora a fermarmi,
costringendomi a portare le Braccia al Volto.

Immobile.

Mi accuccio a Terra, sperando in un Riparo.
Trovo solo un Vecchio Ombrello che non intendo prendere,
quasi a non volermi appoggiare che a me stessa.
Con la Consapevolezza che non ce la Farò.

Dolore.

Ma non per questo Desisto.
Voglio ancora Combattere, giorno dopo giorno,
l'inclemenza di questa mia Vita
che per Ogni Gioia, porta Innumerevoli Lame.

Tum Tum.

Il Cuore batte ancora.
E forse è questa l'unica cosa che veramente conta
a Dispetto delle Sensazioni, a Dispetto dei Silenzi,
a Dispetto di ciò che prima era sicuramente Morte.

Ma che ora non so se sia Vita.

martedì, aprile 12, 2011

Camminerò

E ti seguirei finché il Sole non Muore
dietro le Colline delle mie Sensazioni
dove si muovono le tue Mani Bramose
di tutto ciò a cui hai scelto di Abbandonarti.

Bacio dopo Bacio, costruiamo il nostro Mondo,
fatto di Emozioni e di Sguardi, di Musica e Parole.
Ridendo ci lasciamo inondare dalla Vita.
Così, Semplicemente. Per una Volta.

Scorrono le Ore sulla nostra Pelle
che Vibra al sapore dei Rapporti e degli Scambi
a cui non sappiamo Esimerci per Carattere.
Arginiamo i nostri Esseri, esaltando le altrui Follie.

In uno Sguardo ci rendiamo conto che tutto questo
era ciò che desideravamo da Tempo.
Che possiamo essere noi Stessi ed essere Amati.
Sbatti il Mondo fuori, abbracciandomi Ancora!!!

Ed è così difficile staccare le nostre Labbra,
così continuiamo a Ridere e a Stringerci le Mani.
E finché tutto questo ci sarà, io ti Seguirò.
Ovunque tu vada, perché insieme Camminiamo.

lunedì, aprile 11, 2011

612 gr sul Cuore

Gocce Ghiacciate cadono,
dove prima l'Ardore le avrebbe Sciolte.

Una ad una si trovano Vicine,
ma ora tutto è Freddo e le Emozioni non si Scaldano.

Parole taglienti come Lame,
sfiorano i tuoi Occhi Assonnati e i tuoi Pensieri Stanchi.

Viene meno la Lena,
di ripetere Concetti che dovrebbero essere Normalità.

Ingrate Sensazioni Tingono,
dei colori più Notturni, tutto ciò che reputavo Luce.

I tuoi Occhi Lentamente si chiudono,
facendo venir meno la Logicità dei miei Ragionamenti.

Sparisci nella Notte fra mille Carezze,
ma io non riesco a Darmi Pace e a Riposare.

Circumnavigo così ogni mia Sensazione,
cercando di Razionalizzarla, come mi hai insegnato a fare.

Ma Ragione e Cuore non vanno d'accordo
e all'inizio, la prima, non l'avevo neanche ascoltata.

Mi trovo così a Ghiacciare il mio Cuore,
a passarlo sulle Labbra per poterle Lenire.

Lenirle di tutti quei Baci
che volevo mi rivelassero le tue Emozioni.

Lenirle di tutte quelle Parole
che sono state così dure da Pronunciare.

Lenirle di tutti quei Morsi
che nella Notte hanno ricevuto senza Perdono.

Rimango così sul Divano, per l'intera Alba,
a tremare ancora di tutto ciò che ho dentro
e che ora non riesce a Scaldarmi,
mentre prima bastava il tuo Pensiero
per Incendiare il Mondo.

domenica, aprile 10, 2011

Last Night

E' l'Amore che mi sta Uccidendo.
E' l'Amore che mi sta rendendo Schiavo.

E rimango su questo Cemento caldo,
appoggiata alla porta di casa.

La tua Grappa di Pinot Nero nella Gola,
il sapore delle Sigarette in bocca.

Non c'è più traccia del tuo Odore.
E non so rispondere al Dolore.

D'un tratto il Calore del Sole sul Viso.
Una nuova Alba. Senza Te.

E la mia Insonnia che torna a fare Capolino.
BuonGiorno Mondo.

A me che Notte non ho.

giovedì, aprile 07, 2011

BuonGiorno Amore

Le lunghe Serate sono accompagnate
dall'Aria Calda dei nostri Umori che giocano
a far l'Amore con i mille Pensieri del Giorno.

Riusciamo a scambiarci la Pelle
anche per Telefono mentre ci Inondiamo
delle nostre Quotidiane Avventure.

La Condivisione degli Attimi
che prima sembrava così Difficile,
ora è Colonna dei nostri Esseri.

Passiamo la Dolcezza delle Parole e dei Pensieri
di Mano in Mano, per poi spalmarla come Burro,
sulla nostra Carne affamata di Comprensione.

Leniamo così quelle Piccole Ferite passate,
senza neanche accorgerci di ciò che stiamo facendo,
con una Semplicità Disarmante.

Trascorrono così i Giorni in Balia degli Eventi,
dei tuoi Sogni che ancora tieni stretto in Tasca,
dei miei, appesi all'assito del Soffitto.

Ridiamo assieme mentre ci Spogliamo
di tutto il visibile che Abbiamo Indosso
e di quello che lasciamo Penetrare nel Cuore.

Nudi ci rifuggiamo l'Uno dentro l'Altro,
a volte parlando Appena, altre Sussurrando.
Mangiandoci le Labbra audacemente.

E i tuoi Occhi, mentre mi guardano, iniziano a Tremare.
Socchiudi la Bocca respirandoci attraverso,
muti l'Ardore della tua Brama in Movimenti.

Esplode qualcosa in Me, in un solo attimo,
mentre premi il Desiderio sul Mio, stringendo la Carne
così forte da sottrarla alla mia stessa Pelle.

Ed è un crescendo di Emozioni e di Sapori Proibiti
che ci sta portando inesorabilmente a fondere l'Anima
fino a quando, stremati, ci abbandoniamo all'Altro.

Fin quando l'Alba bacia ancora i nostri Visi,
appoggiati guancia a guancia e i nostri Corpi
ancora Umidi delle nostre Sensazioni.

Un nuovo Giorno.

mercoledì, aprile 06, 2011

Clochard

Nella Strada ritrovo la mia Vita.
Nelle piccole Borgate di questa Città
dove a volte, come un'Ombra, mi nascondo.

Ieri sera dopo Parole senza Senso,
ho preso nuovamente a Vagare,
per trovare la Pace che ancora non ho.

Ho ripensato a tutti i Silenzi,
quelli che dovrebbero essere Spezzati
per rafforzare la mia Insicurezza.

Tutti i miei "Ti Amo ..."
che sfumano nel limbo di un Eco
che non riporta più neanche il Suono della mia Voce.

Rimango ad Occhi chiusi in quel momento,
quasi a demonizzare il passare del tempo.
E per ogni Secondo di Nulla qualcosa Dilania.

E c'è tutto. E' tutto li. Buttato su un Tavolo Nero.
Sono sicura che non manca nulla,
convinta che se cerco troverò tutto.

Ma una folata di Vento ha spostato tutte le Carte,
non riesco a metterle in Ordine, a sistemarle
all'interno del mio Cuore e della mia Insicurezza.

E trovo il tuo Sorriso Caldo e il tuo Corpo
che si muove accanto al Tavolo,
sfiorando con un Dito il Legno Nero.

E per te è tutto in Ordine,
non c'è nulla che andrebbe modificato.
E' Sereno, Comprensibile. E' Armonico.

Ma allora che cosa è questa Sensazione
che mi porta a non avere sotto i Piedi quella Terra
nella quale tu hai inserito anche le Mani?

Forse per comprendere questa instabilità
dovrei semplicemente Tacere.
Dispensare Sorrisi come Oggi, e Tacere.

Soffocare tutto quello che ho dentro,
le mie Sensazioni, le mie Emozioni,
i miei Desideri, il mio Trasporto.

E probabilmente in questo Silenzio Urleresti anche te,
per spezzare lo Specchio di Cristallo che ci Isola
e che ci fa sentire così distanti.

Oppure No.

E rimarrei rinchiusa in quel Limbo di Emozioni
che alla fine finirebbe per Uccidere
tutto quello che un tempo era Amore.

E continuo a guardare quel Tavolo.
Ed è tutto li Sopra. E il Vento si prende gioco
di qualunque cosa ci abbiamo appoggiato.

Ed è tutto li Sopra.
Ma allora cosa è questo senso di Vuoto?

martedì, aprile 05, 2011

Ci Si Accontenta della Luna

Non lo abbiamo mai fatto, Manuel.

Incapaci di Godere di un Momento Felice,
invasi dall'inesorabile Spleen di ciò
che dopo diviene e che riporta il Pendolo
nella sua esatta posizione contraria.

Quel senso di Vuoto, l'Inabissarsi,
il non percepire l'attimo oggettivamente,
ma di doverlo Sezionare per forza,
come se fosse esattamente
la nostra Carne.

Vaghiamo lambendo i nostri Ricordi,
tramutandoli nella nostra Mente
in qualcosa di così grande e particolare,
perdendo la loro valenza corrispondente
nel Mondo Reale.

In quei Momenti, a cosa Pensiamo, Manuel?
Sapevamo di vivere quegli Attimi,
che non sarebbero mai tornati e che per noi
sarebbero divenuti Demoni incredibili
con i quali avremmo sempre fatto i conti?

E non ci si Accontenta neanche della Luna,
e ieri sera sono uscita, ho vagato per le Strade,
ho scalciato Sassi così forte che i miei Ragionamenti
si fermavano un attimo per osservarli.

Ed arrivavano fino a Te, ai tuoi Ricci Mossi dal mare
e ho sfiorato le tue Mani per un attimo,
per poi lasciarle nell'Ombra della Comprensione
che ci ha sempre caratterizzato.

Sulle Spalle avevo l'umidità delle mie Sensazioni
e non ho saputo scaldarmi da Sola
e tornare a Ridere ancora una volta,
così ho ordinato della Tequila.

Bruciando le labbra, è scesa fino allo Stomaco,
con le punta delle Dita ho giocato col Sale
mentre mordevo il Limone, che in Bocca
sembrava così dolce a differenza della Vita.

E lei era ancora La. Mi ha aspettato uscire,
mi ha illuminato per tutto il percorso
fin quando mi sono nascosta nella Macchina
al sound distruttivo della mia Musica.

Ho spinto l'acceleratore fin quando Lei è sparita,
lasciandomi al Buio delle mie Emozioni,
alla Solitudine della Pelle Gelida,
alla Mancanza della Tua Voce fra le mie Lacrime.

Perché non sappiamo accontentarci Manuel?
Perché il nostro desiderio è quello di arrivare in fondo a tutto,
di Dilaniare ogni Evento per cibarcene,
di metabolizzare e vomitare tutto quello che c'è intorno?

Così mi sono seduta sulle scale davanti a Casa,
ho acceso una Sigaretta e il Fumo ha portato verso la Luna
tutte le mie Emozioni Incontrollate.
Il Cemento era così caldo e la mia Pelle così Ghiacciata.

Così credo di essermi addormentata
mentre dentro di me ripetevo la tua litania.

Buoni Sogni