domenica, giugno 14, 2009

Ho voglia di te.

E' stato solo il mio desiderio che si fondeva al tuo.
[maledettamente]
Parole incontrollabili soffiate dal tuo vento.
Giorni e giorni dove la mia testa non c'era,
non riuscivo a far nulla.
[dove sono?]

E poi il tuo sussurro.
...Ho voglia di te...
[sto sognando]
e la mia testa abbandona ogni remora,
gli occhi si chiudono e il pensiero vola.

Vola sopra il tuo corpo leggero,
prima dolcemente le mie sensazioni,
più forti e decise le tue.
...Non avere paura...
[ne ho da morire]
ma lascio andare le mie mani sulle tue ali
che sembrano non aver paura di nulla
neanche di me e il mio bramarti.

Scorrono gli occhi,
aumentano le sensazioni,
devastante sconvolgimento dell'anima
che destabilizza il mio essere
[no, non ancora, non farlo]
e m'abbandono alla tua volontà,
esprimo la mia correlata
ad un bisogno di unione di quelle parti mancanti
del mio essere.
La perfezione del mio desiderio.
Il sublime incastro fra la perversità del mio essere.
Ho bisogno di questo connubio
lo posso trovare solo attraverso te.
[scopri il tuo petto a nuove lame]

Ora sai, anche se questo ci ha fatto allontanare
di un dolorosissimo passo.
Sei aria, non puoi andare via, devi restare.

Ma il mio desiderare non cambia,
non può farlo,
perché è tutto quello di cui ho bisogno.

venerdì, giugno 12, 2009

Non sono Umano.
Non sono Celestiale.
Non sono Infernale.

Sono vicino agli dei, con l'orribile consapevolezza di essere solo me stesso.
Diverso non peggiore o migliore di altri, diverso.

Dal cuore forte straziato da lamiere di bronzo del tempo tiranno.

Mille specchi davanti ai miei occhi per vedere alle mie spalle ciò che lascio,
camminando rigido su di un pavimento di fine ghiaccio.

Un passo alla volta, spesso rischiando nel continuare i miei intenti.

Sapendo che un giorno spezzerò la lastra,
colando a picco come un fiero relitto,
portando con me i segreti nel fondale oscuro.

giovedì, giugno 11, 2009

Puoi volare Dolce Amore.
Lasciati andare.
Tutto quello che cerchi, lo troverai.
Perché io so volare.

Continui a infliggermi le tue ferite,
non mi risparmi.
Quanto differisci dall'uomo che mi abbraccia
che dice di amarmi e che mi consola.

E non so se tollero meglio questo sangue
sulle mie labbra ora
che quello che sputo quando mi ferisci.

Cola dalla mia bocca, il tuo sangue.
Ho morso, per la prima volta recato dolore,
dolore voluto, cercato, implorato.

E ho morso e fra le mie labbra e sulle mie mani
c'è il tuo sangue.

Tu sei li e io sono qui,
ascolti solo quello che vuoi ascoltare
nella tua rabbia e nel tuo odio.

Non vuoi capire,
continui ad abbracciarmi e a ferirmi,
a baciarmi e a girare dentro di me il tuo coltello,
ti sono sempre stata alleata,
ho riaperto strade che per la tua sventatezza
avevi chiuso.
Ho ridato luce ai tuoi occhi,
ho amato il tuo essere,
adorato il tuo corpo,
deliziato la tua anima,
inebriato i tuoi sensi,
chiesto eterno amore e una fuga assieme.

Ora perché infierisci senza guardare,
perché non mi dai tregua,
perché non ritrai la tua arma
e la parte oscura del tuo essere
da me.

Eppure sai che sto morendo,
non te l'ho nascosto,
ma a volte sembri non ricordartelo
e lanci frasi senza senso
perché sei abituato a riceverne.

Non t'ho mai fatto del male,
t'ho sempre concesso tutta me stessa,
t'ho rispettato, amato come un re.

Allora uccidimi ed evita lo stillicidio.

mercoledì, giugno 10, 2009

Perché non ricordare ora che tutto s'accende
sensazioni passate che il tempo non cancella.
[non lo fare...]
E aprivo le mie ante di legno alla notte
le avevamo ridipinte di bianco
e ci piaceva tenerle aperte nelle sere d'estate.
[ora fermati...]
Sento ancora l'odore del muschio bianco
che solevo metterti sulla pelle.
Spesso ti addormentavi mentre lo facevo,
quella sera non fu così.
[non guardare...]
Risa, scherzi, pizzichi ed eravamo nel letto.
Mi salivi sopra e ti divertivi
con i mille nomi che avevi inventato per me.
Poi ti fermavi e ti rannicchiavi sul mio petto,
il tuo respiro greve e le tue risa distratte.
[dolore...]
La tua pelle liscia sotto le mie mani,
si increspava alle mie dita.
Le tue labbra non si staccavano dalle mie
e le mie mani correvano veloci sui tuoi fianchi
solcando i lati del seno.
[non riesco...]
Passavo le ore ad accarezzarti,
tu sdraiata sopra di me,
mi piaceva tantissimo,
non c'era sensazione migliore di appagamento.
T'avevo sempre rispettata
e conservato i tuoi tempi
maturando i miei.
[lacrime amare...]
All'improvviso il desiderio,
i tuoi morsi ripetuti,
le mie dita stampate nella schiena,
che si muoveva frenetica.
Avrei voluto fermarti,
avrei potuto fermarti,
ho chiuso gli occhi.
[...]
T'ho amata,
ho sentito il tuo calore devastarmi l'anima,
il suo sapore era l'essenza della vita stessa,
l'espressioni del tuo viso, un quadro di inestimabile valore,
i tuoi muscoli tesi, l'inno di un atleta vigoroso,
il tuo respiro bloccarsi per poi sfinirsi.
La mia estasi.
[il sangue dal cuore]
T'ho amata,
senza mai proferire quelle parole
che ti saresti aspettata da me.
T'ho dimostrato cosa eri per me
avrei dato la vita per la tua,
per un tuo sorriso, per una tua movenza.
[pulsa ancora fra le mie mani]
Perché ora ricordo,
perché ci sei te dopo tanto tempo?
Porta via il tuo odore,
i tuoi occhi ebano e i tuoi capelli notturni,
la tua bocca sanguigna.
Ho bisogno di un nuovo amore
che riesca a prendere il tuo posto.
[lentamente infilo la lama]
No, lascia stare.
Rimani con me.
Il ricordo non fa paura, lo si è già vissuto.

[per poi estrarla]
Ho tracciato sul mio petto un cuore
col tuo coltello
in modo da ricordarmi di averlo
se decidessi di giocare con te
senza usare i sentimenti.

Il mio essere è cambiato,
scurito dalla notte
e dal manto nero che ho cinto attorno a me.
I miei occhi ora hanno una maschera nera
attorno all'azzurro cristallino,
i miei capelli sono ebano sulla mia pelle di Luna.

Ho voglia di giocare,
per la prima volta lucidamente attratta
da un gioco mortale,
nel quale non ci saranno
ne vincitori e ne vinti
ma solamente chi saprà rialzarsi
dopo la devastazione.

E il mio passato ha fortificato le mie gambe,
teso i miei nervi,
aguzzato logica e ingegno.

Non entro mai in un gioco per far male,
ma quando mi accorgo di esserne dentro,
ne prendo le redini
perché ho imparato a farlo.

Ho voglia di giocare,
ne ha voglia la mia Anima Nera,
ne ha voglia il mio Corpo Esausto,
la mia Perversa Mente.

Il Cuore?
L'ho rinchiuso in una scatola
e ne ho tracciato uno sul mio seno
col tuo coltello
per ricordarmi, alla fine di questo gioco,
di averne uno.

martedì, giugno 09, 2009

Amore non preoccuparti ancora,
sai che è semplice e che non dipende da me.
La clessidra del mio tempo sta scadendo,
ora o è lei che fermerà me
o io fermerò lei.

Oramai è molto che resisto,
tengo testa a tutto,
combatto con veemenza,
sto perdendo le forze
e te l'ho detto oggi dopo tanto tempo,
non mi arrendo però,
anzi, voglio continuare, voglio vincere.

Anche se sarà difficile
vincere contro la mia testa.

Amore mio, ancora qualche granello di sabbia
entra nella mia mano
per poi passare nella tua.
Togli quelle stupide lacrime dagli occhi,
so che sono di impotenza verso tutto.

Ma sei la mia spalla
e non devi abbandonarmi ora
anche se vorrei chiudere gli occhi,
aiutami ad andare avanti
a capire e a risolvere.

Proteggimi ancora,
nel mio ultimo sforzo
per la mia salvezza
o per un momentaneo sonno
che rigenererà il mio corpo
e fermerà il mio essere
tanto quanto basta
per capire.

E la mia clessidra scorre.

Fra le tue mani e le mie.

Non guardarmi,
non ti guardo,
ora non riesco.

Già, e allora perché non sognare?
Dicono che non c'è nulla di male
e la tua voce suona così dolce in questo momento
che ad altro non penso.

Difensiva, un passo indietro,
t'ho ripresa serrandoti il polso,
sei tu che non devi temere ora,

sono io che non sono abituata a te
e spero di non abituarmi mai.

Non voglio smettere di far grandinare sulla mia testa
e continuare a guardare in alto,
perdere il calore dei tuoi abbracci
e l'estrema dolcezza delle tue carezze
per poi vibrare nel silenzio delle mie notti.


Un passo avanti,
ora finalmente posso collocarmi dentro di te
e collocarti dentro di me
in modo che tu lo sappia
e non per questo cambia nulla di quello che è
e di quello che è stato.

Abbiamo solo mosso un passo
e sorriso perché era quello che volevamo muovere
assieme.

E penso che non ci sia nulla di più dolce
che sentire di essere uniche
e desiderare di desiderare
lo stesso sogno.

E benché ancora rido seduta a terra
non voglio rialzarmi
per una volta mi sdraio,
sto bene qui.

Guardo le nuvole passare
e tutto cambia.

Di nuovo.


Ma alla fine questo sapore non è male,
è solo un altro demone, aggiunto agli altri
e di consistenza diversa.

Ma non per questo meno importante.

Continuo a masticare il mio cuore,
ma con coscienza e consapevolezza,
assaporandone il sapore,
la consistenza e lo spessore.

Perché nulla è destinato a cambiare,
a volte ci si illude.

La realtà non è quella che vediamo
con gli occhi,
ma è quella che sentiamo
nel cuore.

E ora lo sto masticando
per poterla sentire anche nello stomaco
e perché mi pervada il corpo.

lunedì, giugno 08, 2009

Hello



Playground schoolbell rings, again -
La campanella della scuola suona, ancora

Rainclouds come to play, again -
nuvole di pioggia vengono per giocare ancora

Has no one told you she's not breathing ? -
nessuno ti ha detto che non respira?

Hello, I'm your mind, giving you someone to talk to...Hello...-
Ciao, sono la tua mente, ti do qualcuno con cui parlare.. ciao

If I smile and don't believe -
Se sorrido e non ci credo

Soon I know I'll wake from this dream -
Presto saprò che mi sveglierò da questo sogno

Don't try to fix me - non provare a ripararmi,
I'm not broken - non sono rotta
Hello, I'm the lie living for you so you can hide -
Ciao, sono la bugia che vive per te così che tu possa nasconderti

Don't cry - Non piangere
Suddenly I know I'm not sleeping -
Improvvisamente so che non sto dormendo

Hello, I'm still here, all that's left -
Ciao, sono ancora qui,
tutto ciò che resta
Of yesterday - di ieri
Mastico il mio cuore, ancora una volta.
Questa volta l'ho scelto e ne sono consapevole,
ma non sempre la consapevolezza delle azioni
porta a capire il grado di dolore che si tollererà
e se si è pronti a sopportarlo.

Mi tengo alle spalle di chi so che sa sostenermi,
arranco senza respiro e cado in ginocchio,
piango, urlo e mi dispero.
Ma poi, non so ancora per che cosa.
Quale è il mio desiderio che sto reprimendo
e che torna dentro di me
senza scrivere parole ma facendosi sentire.

Avrei tutto quello che una donna può desiderare,
ho tutto quello che una donna può desiderare,
avrò tutto quello che una donna può desiderare.

Ma non ho ciò che io desideri,
quello che gli altri dicono che mi deve bastare,
non mi appaga e non ferma in me la curiosità.
Cerco in mezzo alla folla,
uno sguardo, un silenzio, un sorriso.

Per poi perdermi dentro me stessa
e augurarmi che qualcuno mi trovi
e che mi ami
e s a t t a m e n t e
come sono io in grado di fare.

Per poi innamorarmi
di un Angelo
e rimanere in ginocchio a vedere le lacrime bagnare l'asfalto.

domenica, giugno 07, 2009

Dolcissimamente Sconvolta.

Ho messo il mio piede nella tua orma
e mi sono sentita a casa.
Ho camminato sicura per quella spiaggia
nella quale entrambi ci siamo persi.
Giunti li, per un motivo o per l'altro,
ma con gli stessi passi per scelte diverse.

Ho chiuso gli occhi alle tre televisioni
nelle tre stanze e mi sono chiusa nella mia
dove ci sono i miei dischi.
Ho attaccato le cuffie allo stereo,
di quelle che isolano dal resto del mondo,
e lentamente il CD è partito.

Vorrei entrare, posso?
Desidererei fare alcuni passi assieme,
ma capirei anche se da solo volessi andar via.

Chi subisce un danno è pericoloso,
perché ne è sopravvissuto.
Sa che agli altri, qualora capitasse,
potrebbero sopravviverne.

Noi abbiamo subito un danno,
e un altro, e un altro e un altro ancora.
E stranamente avevamo quel carattere
per il quale tutto si accumulava
senza far rumore.

Tutt'ora il mio accumulare non fa rumore
ma inizia a ledere dentro
e mi hanno dato le chiavi delle porte dell'inferno
sicuri che le avessi conservate
perché negli occhi non ho più la luce
di chi crede in un padre, che poi padre non è,
e che non ha altro posto dove andare.

Traghetto sullo Stige coloro che
dell'Acheronte s'innamorano,
come padrone orgoglioso mostro le camere
dell'inferno.

La Luce di una volta più non m'appartiene.

Ecco perché vorrei sapere dove sei,
per non portarti qui.
Ma se già cammini accanto a me,
perché non prendersi per mano?

venerdì, giugno 05, 2009

Mio Amore Dannato

Questa è per te.
Non faccio altro che sentirla e pensarti.
Perdonami.


Per Baciar Chi Amo

Chi amo? Su, rifletti, forza.
A me è proibito il sogno di un amore
con questo naso al
piede,
che almen di un quarto d'ora
ovunque mi precede.
Allora per chi amo?
Ma questo va da
sé.
Amo, ma è inevitabile,
la più bella che c'è.


Un bacio. Ma cos'è,
così d'un tratto?
Un giuramento reso tra sé e sé,
un patto più
stretto.
È come un traguardo che insieme è un avvio,
un punto rosa acceso sulla "i" di
"amore mio",
un bisbiglìo alle labbra perché l'orecchio intenda,
il brivido del miele di
un'ape che sfaccenda,
una comunione presa al petalo di un fiore,
un modo lungo e lieve di
respirarsi il cuore
e di gustarsi in bocca l'anima poco a poco.

Cyrano De Bergerac

giovedì, giugno 04, 2009

Nessuno può fermare il mio gioco,
nessuno può fermare il mio volo
ma qualunque sia il motivo
per cui io lo debba fermare
sarà sicuramente irrazionale
e non del tutto benevolo.
Conosco le vie del dolore
in tasca conservo
un certificato di buone speranze.
Sono la droga di me stesso,
sono un narciso,
vanitoso, unico e folle,
ma da questa esplosiva combinazione
se la riprovaste
potrebbe uscire il miglior copione della vostra vita.
Jim Morrison

Per il Mio Amore Dannato

Now I will tell you what I've done for you
(ora ti dirò cosa ho fatto per te)
50 thousand tears I've cried
(50000 lacrime ho versato)
Screaming deceiving and bleeding for you
(urlando, ingannando e sanguinando per te)
and you still won't hear me
(tuttavia tu non mi ascolterai)
Don't want your hand this time I'll save myself
(non voglio la tua mano questa volta, mi salverò da sola)
Maybe I'll wake up for once
(forse mi sveglierò per un'altra volta)
Not tormented daily defeated by you
(non tormentata giornalmente sconfitta da te)
Just when I thought I'd reached the bottom
(solo che quando ho pensato che avevo raggiunto il fondo)
I'm dying again
(sono morta ancora)

I'm going under
(sto andando giù)
Drowning in you
(annegando in te)
I'm falling forever
(sto cadendo per sempre)

I've got to break through
(ho bisogno di fermare il tutto)

I'm going under
(sto andando giù)

Blurring and stirring the truth and the lies
(oscurando e mescolando le verità e bugie)
so I don't know what's real and what's not
(così non so cosa è vero e cosa non lo è)
always confusing the thoughts in my head
(confondendo sempre i miei pensieri)
so I can't trust myself anymore
(così non posso avere fiducia ancora in me stessa)
I'm dying again
(sto morendo ancora)

I'm going under
(sto andando giù)
Drowning in you
(annegando in te)
I'm falling forever
(cadendo per sempre)

I've got to break through
(ho bisogno di fermare il tutto)

So go on and scream
(allora vai avanti e urla)
Scream at me I"m so far away
(urlami sono tanto distante)
I won't be broken again
(non sarò distrutta un'altra volta)
I've got to breathe I can't keep going under.
(ho bisogno di respirare, non posso andare giù)

Ne ho le chiavi, di ogni girone.
Accarezzo le porte dell'inferno,
sotto le mie mani le potrei riconoscere ovunque.

Il caldo ferro nero,
scorre sicuro fra le mie dita di luna.
Calzo meglio il cappello,
inforco la moto.

"Vuoi fare un giro?"

Non hai che da chiedere,
è casa mia, io sono qui.
Ognuno ha la sua storia.

Ti farò vedere i gironi
e trovare il tuo, la tua casa,
dove ti senti a tuo agio.

Tornerò a trovarti e godrò dei tuoi favori,
parleremo assieme della morte
e della sua liberazione,
rideremo degli altri, che non conoscono
la nostra Anima Dannata
e dopo un bicchiere di birra e una malboro
tornerò sulla mia moto a fare un giro
fra la gente per trovare chi fra di loro vaga
e non ha meta.

Lo porterò con me,
aprendo le porte dell'inferno.
Gli farò conoscere quello di cui ha voglia,
toccare i desideri,
avverare le sensazioni più inenarrabili.

Non voglio nulla in cambio,
mi sembra che tu abbia già pagato tanto,
per tutte quelle cose che non hai.

Ho le chiavi delle porte e dei gironi,
sono l'inizio e la fine.

Vuoi fare un giro?

martedì, giugno 02, 2009

La Musa Malata

Ahimè, povera musa mia, che cos'hai stamane?
I tuoi occhi vuoti sono popolati di visioni notturne,
e vedo sul colore del tuo volto riflettersi alterni,
freddi e taciturni, follia e orrore.

Il succube verdastro ed il folletto rosa hanno versato in te,
dalle loro urne, la paura e l'amore?
E d'un pugno dispotico e ribelle l'incubo
ti ha forse annegata al fondo di un favoloso Minturno?

Vorrei che esalando odore di salute il tuo petto
fosse frequentato sempre da pensieri vigorosi
e il tuo sangue cristiano scorresse a ritmici fiotti,
come i suoni numerosi delle sillabe antiche
ove regnano volta a volta Febo,
padre di canzoni e il grande Pan, signore delle messi.


Le fleur du Mal

lunedì, giugno 01, 2009

L'undicesimo comandamento

Hanno scritto sulla mia schiena
undici comandamenti
lasciandomi libero arbitrio di dettarne l'ultimo.

Abilmente eseguo i passi
che il mio Dio mi ha chiesto per lui.

Sempre guardandolo negli occhi
e togliendo il sorriso dalle mie labbra
mi lascio andare al destino che scelsi.

Nei primi comandamenti
sfoggerò tutta me stessa
per mostrargli che nulla è scontato,
anche nei semplici movimenti.

Decisa e sicura
danzerò intorno a lui
scaldandolo col mio fuoco
ed eseguendo i suoi dettami.

A lui donerò il mio sangue
perché ne beva e dannatamente
ne rimanga estasiato,
come una droga
non ne possa fare a meno.

Il quinto comandamento eseguirò
lentamente, osservandolo seduta,
passandomi le mani dalle caviglie
fino alle ginocchia,
adempiendo alla sua richiesta.

Godrò nel sesto
non avendo mai provato,
mai in vita mia,
ciò che lui dice di poter fare.

Nel settimo saluterò i miei amici
conducendolo la dove
mai nessuno è tornato
e facendogli percorrere strade
di cui ha solo sentito il nome.

L'ottavo e il nono saranno contemporanei
per poi cadere nel decimo e chiedere ancora.

Nell'undicesimo comandamento
darò spazio al mio essere.

Porrò le mani sul suo petto
ed gli entrerò nel costato
per potergli toccare l'Anima.

Fonderò la mia con la sua
in un unico istante il tempo si fermerà
e ciò che lui credeva di poter comandare,
diverrà immenso fremito di desiderio
assolutamente indomabile.