lunedì, ottobre 19, 2009

Lento divenire

Trovo sofferenza in questo lento divenire
che altro punto cardine non ha
se non quello di sopravvivere ogni giorno
al cospetto della vita.

E per questa gara non c'è premio
se non quel pizzico di soddisfazione personale
che man mano vien meno
continuando a camminare.

E se dapprima fierosa poggiavo i piedi
su quello che consideravo essere anche mio,
ora li trascino stanchi notando i miei occhi
non correre più di gente in gente.

E' una maratona estenuante e senza fine, apparente.
Non si fa altro che continuare ad andare avanti,
ma in effetti, nessuno sa lo scopo e la ragione
di quello che imperterrito continua a fare.

Esistono addirittura persone
che mai si sono poste la domanda
del perché sono qui e di quale mai fosse la meta
del viaggio che stanno compiendo.

Io che forse tale domanda l'ho posta,
e sicuramente anche per loro,
ho la volontà di arrivare ad una risposta,
accettandola o meno, non m'importa.

Ed è proprio questa la causa del mio male.
Pormi le domande sensate
e lasciare indietro tutta la futilità
che raccoglieranno gli altri per strada.

Io guardo in alto Amici miei,
a volte cozzo contro altre persone
che stanno guardando i loro piedi,
in cerca di qualcosa senza aspettativa.

Sinceramente, non so chi stia meglio.
Se io con le mie domande
o loro con le loro speranze.
Ma entrambe sono le facce della stessa medaglia.

Probabilmente non servirà parlare ancora,
un lungo silenzio mi ha insegnato a pensare
senza rivelare neanche col mio sguardo
i miei sogni.

Stanotte ho pianto nel mio letto.
Soffocavo i singhiozzi che sommergevano la gola.
Scorrevo con gli occhi casa di mia Nonna,
la poltrona dove era seduto mio Nonno,
le mattonelle nere che erano a terra,
il mio Sonny che mi faceva le feste.

Ed erano ancora altri pensieri
che fomentavano le mie domande.
Ho bisogno di Amore incondizionato.

Ma quest'ultima parola non viene compresa,
come fosse un sasso finito nella fionda di un ragazzo,
scagliato a chilometri di distanza fra le nuvole,
lontano da se stessi e dal proprio egoismo.

3 commenti:

Julien Sorel ha detto...

L'unica condizione dell'amore è amare,non doverlo fare con compromessi,con accettazioni involontarie,ma tutto nella semplicità del divenire,del crescere,i sassi lanciati nel vuoto condizionano scelte,a volte ritornano come boomerang,altre si perdono nella loro inconsistenza,altre ancora bisogna tarpare la mano prima che ripeta il gesto,Nessuna regola,nessuna condizione,tutto spontaneamente spontaneo.

Vale ha detto...

E' triste dover bagnare la notte di lacrime, perché di giorno ce le dobbiamo tenere in gola, e nel cuore.
Mi dispiace che tu ne abbia versate tante, ma se ti può consolare l'ho fatto anch'io, proprio un paio di giorni fa.
Tante lacrime che poi, alla fine, non avevo più nemmeno gli occhi.
Ti capisco, e per quanto poco possa valere, ti sono vicina...

Ti voglio bene

Duca Nero ha detto...

Amore incondizionato...
Senza compromessi...
Solo belle parole, a meno che non si ami solo se stessi.
Io...
Io...
L'Amore è in due.
Bisogna tenere conto anche dell'altra parte, invece di perdersi ognuno nel proprio egoismo.
Tutti dicono di sapere...
Ma chi sa metterlo in pratica?