sabato, ottobre 27, 2012

Piccola Roxanne


Sfrontato sei Entrato in Casa,
chiudendo velocemente la porta dietro di te.
Sorridevi Spavaldo alla tua Ennesima preda,
la Ragazza che tu chiamavi "Piccola Lady".

Finendo di conversare al Telefono di Lavoro,
mi hai preso il mento in un gesto di affetto,
come si fa con un Bimbo al primo incontro,
scompigliandone i capelli, successivamente.

Tenevo le mani in tasca e mi guardavo in giro.
Fuori dalla finestra c'era parcheggiata la tua Auto.
Un Land Rover Grigio dai sedili in Pelle e i fanali Grandi.
Decisamente fuori dalle mie aspettative.

Chiudendo la chiamata mi hai tirato a te,
baciandomi Voracemente, come se la Passione
non potesse far a meno di Attendere.
Stringevi la Carne come per Saggiarne l'Esperienza.

Poche parole e ti avevo addosso, 
facendo fatica a respirare e a muovermi come avrei voluto.
Il tuo Desiderio era evidente nelle mie Mani,
mi guardavi soddisfatto di ciò che riuscivi a fare.

Durasti poco, sia la prima, che la seconda,
che la Terza volta. Discorsi già sentiti.
L'eccitazione, una Donna più Giovane, il Desiderio,
la mia Innata capacità di Sbloccare i tuoi Freni Inibitori.

Avrei dovuto sentirmi Felice di tutti quei complimenti,
mentre guardavo in alto il Lampadario nella Stanza
oscillare leggermente alla Brezza prima del Temporale.
Il Freddo induriva i miei Capezzoli con cui amavi giocare, parlando.

Stranamente non ricordo neanche tutti i tuoi Discorsi
ai quali sorridevo senza alcuna Pretesa,
come si Conviene alla Migliore Dipendente della Maison de Cosetta.
L'Uomo che sapeva Amare le Donne. Farle Godere. Pensavo.

E io sfregavo i miei Piedi l'uno contro l'altro
cercando di ricordare dove avevo messo quella Sciarpa che amavo,
che mi aveva Regalato la Nonna molti anni prima.
Tenevo le mani sotto i Glutei nudi per Scaldarle.

Poi si è fatto improvvisamente tardi per le tue Parole,
i miei Ragionamenti già Sentiti, la Pelle scossa dal Freddo,
le Emozioni prese in Prestito agli Amanti 
che Dio aveva Ucciso per non essere superato in Amore.

Rimanevo Gelida appoggiata alle Coperte,
come una Scultura di una Madonna in attesa del Cristo.
Andandotene Sorridevi soddisfatto di non so cosa.
Infilasti il Giubbotto di Pelle Nera prima di salutarmi.

"Non conosco neanche il tuo Nome Piccola Lady"
Tenevi ancora stretto il mio mento fra le tue Mani
che odoravano di dopo Barba appena messo 
e di Burberry mischiato alla Tempesta che incombeva.

"Roxanne. Mi chiamo Roxanne"

2 commenti:

Bad Hands ha detto...

gran pezzo pue per un metallaro... e il testo è una figata assurda!

Arthur ha detto...

C'è ancora vita su questo blog! Ciao bei testi!