mercoledì, gennaio 12, 2011

The Last Color

E lo Abbracciavo.
Cercando di tranquillizzarlo.
Non aveva mai visto il Sangue
fluire dalla sua pelle.
E stato uno Shock comprendere
che si può Morire,
anche a Tre anni.

L'ho medicato e baciato,
un cerotto colorato è bastato
a fargli tornare il sorriso.
"Vedi Amore, basta così poco,
Mamma c'è Sempre"

Annuiva singhiozzando,
per poi rifugiarsi fra le mie braccia
e tornare a ridere nuovamente.
E darmi il Dito
perché lo Baciassi
e passasse il Dolore.

Stringevo forte le sue Spalle,
lo cingevo con tutta me stessa,
il suo Respiro rallentava.
Dormivano tutti, sereni, nel mio Letto.
... Sconforto ...

Rannicchiata a terra nella notte
sentivo il Silenzio e il Freddo
di quelle Anime Pure.
E la mia Dannazione
che si faceva sempre più forte.

Guardavo le mie Braccia Tremando.
... Cosa Avevo Fatto ??? ...

Perché io non sentivo lo stesso orrore
che lui aveva provato
pur sapendo che non sarebbe accorso
nessuno a Baciarmi?
... Il Vuoto Nuovamente ...

Iniziai lentamente a leccare
tutte quelle ferite
che avevo provocato su me stessa
pochi attimi prima.

Piccoli e Brevi attimi di Dolore,
Dolcissimi momenti di Sollievo,
il Sapore Acre nella Bocca,
l'Odore pungente nel Naso.
... Cosa Sto Facendo ??? ...

Stupita di me stessa,
inorridita guardavo il mio Essere.
Il Sangue di cui avevo sporco il Viso,
le Labbra, le Gote.

L'unico colore nella mia Vita.

martedì, gennaio 11, 2011

Again

Se è vero che nulla viene Scritto per Caso,
se quest'ultimo non Esiste e neanche il Destino,
non capisco l'Insegnamento che mi vuole esser Dato.
Non Termino di Marchiare la mia Pelle con ciò
che accade alla mia Anima, per ricordarmi di non commettere
ancora una volta gli Stessi Sbagli.

L'unica cosa che continuo a ripetermi
è che tu non sei stato un Errore.

Ma allora da dove proviene tutto questo Sangue?

lunedì, gennaio 10, 2011

No Answers

... Il Buio inizia a Brillare, nelle Visioni paradossali di questa Vita.
Allucinazioni scaldano indegne i miei momenti.
Demoni cingono l'Aurora dei miei Sogni, soffocandoli.
Rimango inerme davanti a tutto nell'Impossibilità di Agire.
Posso solo ricordarmi di Respirare, fra un Orrore e l'Altro ...

Mad

Lacrime. Mille sulla Mia Pelle.
Scivolano verso quel Cuore.
Rigidamente Inerme.

Vorrei Dormire. Non Riesco.
Un Passo dalla Follia.
Necessito di Concentrazione.

Settanta Due Ore Senza Sonno.
Iniziano Visioni ad Occhi Aperti.
Sto Impazzendo.

... Non voglio Vedere....

Osmoticamente Compensare
il Vuoto dell'Anima
Lasciandola Fuggire.

Strappare le Vene
Leccare il Tuo Sangue
Baciarti le Labbra.

Abortire Amore dal Ventre
Le Mani Cingono Strette
le mie Spalle.

... Rigetto Parole Dorate ...

Ho Sonno.
Sto Distruggendo Tutto.
Fondo Rabbia e Odio.

Sogno la Morte,
Ogni Notte mi Libero
poi torno all'Inferno.

Settanta Due Ore Senza Sonno.
Sto Impazzendo.
Necessito di Concentrazione.

Sgretolo il Tempo
col solo Pensiero.
Esilio le Sensazioni.

Sangue nelle Mani
Dolcemente Succhiano le Labbra,
Disegnate per Piacerti.

Scintillano Persone Passate
Mescolo Vita e Morte
Reale e Fantasia.

Sto Impazzendo.
Settanta Tre Ore Senza Sonno.
Goccia Cinese nell'Iride.

... Scendi Scendi Scendi ...

Distendi le Braccia,
Cristo Crocefisso in Me
Dilania la Pelle.

Evadi dall'Anima
Uccidendo il Corpo.
Preghiera di una Figlia.

Incestuoso Amante,
Baciami Nuovamente.
Passami il Cuore dalla Bocca.

Sorridi alla Morte,
Deliziosa Esperienza
Elevati a Dio sopra di Me.

Settanta Quattro ore Senza Sonno.
Sto impazzendo.
Necessito di Concentrazione.

... Odore Acre di Vita e Morte ...

domenica, gennaio 09, 2011

Let Me Sleep

Hai così deciso arbitrariamente,
di lasciarmi dormire,
svolgendo tutti i dubbi.

La mia richiesta di Vivere
in questo stato di Limbo
non è stata accolta.

Non ho neanche il diritto
di poter Respirare
nelle mie Fantasie.

Ma in fondo per quale motivo?
A te piace più la Realtà,
con la Fantasia non si conquista nulla.

Vivi giorno per giorno,
perché non sai cosa vuol dire
non aver nulla per cui Vivere.

E avrei preferito ridere la Notte,
scoprire il mio Viso rosso di Emozione,
sentire il Cuore battere Forte.

Ma si ... forse è meglio la Realtà.

Tornare finalmente a Dormire,
senza più Dubbi alcuni,
con la Chiarezza nelle Vene.

E le strapperei allontanandole dal Cuore,
per vedere se anche così
riesce ad Amarti.

sabato, gennaio 08, 2011

Nobody will come here


Forse un giorno smetterò di Piangere
guardando questo filmato
fino all'esasperazione.

Un giorno abbraccerò il cuscino
e sono sicura che mi sveglierò
e avrò Sei anni.

E potrò ricominciare da capo
e non ci saranno segni
sulla mia Pelle.

Le cicatrici alle Braccia a ricordare
che quello che dopo viene
è soltanto Dolore.

Perché me ne andrò prima
di crescere in questo mondo
fottuto.

Riuscirò ad evadere da tutto
quello che altri ritengono giusto.
E che non lo è per me.

Fuggirò con il mio Orsacchiotto
che ancora mi guarda senza un occhio
dall'angolo dell'Armadio.

Porta al collo la tua Medaglia, Nonna,
quella che mi desti quella sera
chiedendomi di Essere Libera.

Come quell'Angelo che volava
in mezzo alle Nuvole e Sorrideva
beffandosi di chi era a Terra.

Me lo dicevi con gli occhi Lucidi
che a volte perdevano il loro brillare
quando guardavi avanti e non parlavi.

Come gli ultimi tempi mentre era Silenzio
e non mi raccontavi di quanto ti piaceva
vivere e stare assieme a me.

Iniziasti a tacere, a guardami, a sorridere.
Non rispondevi alle mie domande,
sapevi che non c'era risposta.

Mi passavi le Dita Nodose fra i Capelli,
ancora ho quella sensazione.
Piangere in silenzio sulle tue Ginocchia.

E capire alla fine della Tua vita
e all'Inizio della Mia
che non c'era Nulla da Poter fare.

E tu te ne andavi sorridendo
e ritrovando il tuo Eterno Amore.
Mentre io ancora Piango. Senza di te.

Dio quanto mi sento sola.

Urlare e non Essere ascoltati.
Sanguinare e non essere Curati.
Morire e dover Sopravvivere.

Dove è la Vita di cui mi raccontavi?
Dei giorni passati a Cucinare, Ridere,
Scherzare, giocare a Carte, Rullare Sigarette
tenute da uno Spillo per non sporcarsi.

E chiudevo gli occhi e Sognavo.
Ecco, Sognavo i tuoi Sogni.
E Li vivevo così intensamente.

Ora mi chiedo se fossero veri,
o la vana speranza che il mio Futuro
sarebbe stato veramente così.

Ma abbiamo perso tutto Nonna,
ora, sto perdendo lentamente anche il Respiro,
piango così forte che potrebbero udirmi ovunque.

Ma nessuno verrà.

insOMNIA

Nuovamente lo Spettro dell'Insonnia
accarezza la mia Pelle penetrando
fin dentro ai miei Sogni ad occhi aperti.

Torna il tormento dei miei Desideri
che non sono più ostacolati da un Sonno
indotto dagli AntiManiacali.

Conosco il nuovo Demone
chiamato Assuefazione al quale, ancora,
non ho trovato modo di Reazione.

Raddoppiare la mia Dose quotidiana
per fermare la mia Voglia di Amarti,
il Desidero di stringere fra le mani la Carne.

Poter Placare quell'Istintualità
che mi Obbliga a Segnare sull'Epidermide
i tormenti dell'Anima.

I miei Occhi rimangono aperti,
ma riesco a sentirti, come elettricità
nelle Vene, scorri senza un perché.

Tutto questo inizia a sfiorare l'Insofferenza,
accarezzando il Piacere di un'Esistenza
senza troppe Risposte né calore.

Alle 1.40 di questa mattina
eri sdraiato in un letto, riflettendo.
Fra i tuoi Pensieri c'ero io.

Strana la Vita.

Nello stesso momento
svuotavo Te e il mio Veleno dalle Vene
sorridendo all'Alba.

Di uno Stesso Giorno.

venerdì, gennaio 07, 2011

Rewind

Inimmaginabile Vuoto Profondo,
provocato da quell'Immagine di Te
che mi aveva stretto il fiato
prima di andare a dormire.

Rigirandomi nel letto
non sentivo più alcuno Scopo
per cui dovermi nuovamente alzare
per cui dover sorridere,
Vivere.

Respiravo a malapena
come per non dover svegliare
l'istinto di Sopravvivenza
che alberga dentro ognuno di noi.

Non mi interessava veramente
cosa ci sarebbe stato domani,
perché il Pensiero che tu non ci fossi
mi lacerava il fiato e l'Anima da Dentro

Accorgendomi che tutto questo
l'avevo già provato quando ero Piccola,
ero terrorizzata e non riuscivo a muovermi.
Paralizzata da quella Paura così Antica.

L'Amore che non ti aveva Deluso,
l'Amore puro e senza Secondi Fini,
l'Amore vero, quello per cui Vivi.
Terminava senza alcuna Seconda Possibilità.

La tua Mano calda,
finalmente sul mio Volto.
Una Lacrima scendeva sciogliendo
tutto il mio Ghiaccio.

Ed è stata un'Altra Notte ancora,
un'altra Alba ancora.

giovedì, gennaio 06, 2011

To Erase

La mia Pelle Diafana
stenta ancora a Sporcarsi con la Neve
che gela i tuoi Pensieri
rendendoli così impalpabili
al calore delle Dita.

Immobile come un Cristallo,
giaccio fissando i tuoi Desideri
così distanti dai miei,
così brillanti e Luminosi,
pieni di quella Vita che non ho.

Lacrime si congelano sulle Gote
mentre le tue Parole accarezzano
un Cuore che un tempo impazzii per te
e che ora perde un colpo ogni attimo che passa.

Lenta trasformazione di tutto quello
che credevo fosse Fuoco,
ora è Ghiaccio sulla mia Pelle.
Stranamente le Sensazioni mischiano
la Realtà con la Fantasia.

E la tua assenza è Inverno di Emozioni,
il tuo Silenzio Tempesta Cristallina di Suoni.

Mi sono addentrata nel tuo Bosco,
sapendo tutto questo.

Ed ora non ho intenzione di tornare indietro
anche se questo vuol dire annullare
parte di me, ogni giorno che passa.

martedì, gennaio 04, 2011

Two Word and My Name

La Voce pronuncia Parole
che il Cuore stenta ad Ascoltare.

I Pensieri nella notte Ingannano
confondendo le Azioni perpetrate.

Inutili sensi di Colpa immobilizzano
tutte le nostre Intenzioni.

Spariamo per lunghi periodi
per poter Metabolizzare l'accaduto.

Ci ritroviamo ancora una volta
in Dubbio con noi Stessi.

Non riuscendo a Sintetizzare i Pensieri
ostacoliamo i nostri Desideri.

Decidiamo di Esistere
e lasciamo la Vita ad altri Esseri.

E tutto quello che è
in fondo non è Reale.

E tutto quello che vorremmo
in fondo è inarrivabile.

Viviamo quindi in un Limbo
dal quale stentiamo ad Uscire.

Farlo sarebbe accettare la Realtà
e tutto ciò che Odiamo.

Non farlo è l'estraniazione dal Mondo,
abbracciando i nostri Sogni.

L'eterno conflitto di chi non sa
se è meglio Vivere o Morire.

O Morire ... Vivendo.

lunedì, gennaio 03, 2011

To Write Love on Her Arms

Continui a disegnare sulla mia Pelle
Arabeschi con le tue Dita.

Queste riescono a Curare, senza pretesa,
le mie Ferite. Vecchie e Nuove.

Nevicano Promesse difficili sui nostri Silenzi,
all'alba di Nuove Sensazioni.

Parole che non possono essere Scordate,
rimbombano spingendo le Pareti del Cuore.

Confuso il mio Animo, viaggia inebriato
nei meandri Scuri del tuo Essere.

Voglio stare qui, accanto a tutto quello che sei
e che non voglio Evitare.

Perché sei l'Ala che mi mancava per Volare,
e io l'esuberanza che necessitavi per Capire.

Il Mezzo e la Strada per Comprendere,
Unione Eterna di un Patto Inscindibile.

E mentre vago indicando tutte le tue Meraviglie,
sei seduto Sorridente a guardarmi come fossi una Bimba.

Ed è la semplicità di Intenti e la Sincerità
che c'ha portato dove siamo.

Sai chi Sono.
So chi Sei.

Amarci non è Impossibile.

sabato, gennaio 01, 2011

Le Pareti del Cuore

E' così fitto da poterlo leccare,
sporcarsi col suo Nero e rimanere impassibili.
Il Buio circonda il mio Essere.

Tracce di calore, come scintille di brace,
bruciano le mie braccia lacerate
da quell'Odio che continuo a perpetrare.

Devia la paura, rivolgersi col Viso contro le Pareti,
si ha la sensazione di essere al sicuro,
almeno per un momento.

Tutto Odora della Muffa dei miei Pensieri,
troppo necrotizzati sul tuo Essere e poco sul Mio,
quindi oggi scelgo di essere libera.

Scordandoti.

E il Dolore è così intenso da sentire il rintocco
di ogni singolo secondo che trascorre
senza le tue Mani e la tua Voce.

Infondo non starai pensando a me,
travolto dalle tue mille vicissitudini.
Cosa importa quindi il mio Dolore.

Tentare di fermare questo assillo,
la mia Testa vaga senza affanno
mentre il Corpo vomita le ultime Amarezze.

Senza incanto è iniziato il nuovo Anno,
tra un Alito di Angelo, il Bacio di un'Amica,
l'abbraccio di un Fratello e due piccoli Gioielli.

Il Resto è solo Violenza,
Tempesta d'Anima e Serbato Amore.
Nell'incoerenza dei miei Pensieri e nelle Parole.

venerdì, dicembre 31, 2010

Not a Saint

Sognare che tutto cambierà per il nuovo Anno,
ma domani è un giorno come un altro.
E' solo la nostra testa che pone un confine inesistente
fra un tempo e un altro, scrive inizio e fine.

Ma per il Cuore, l'Anima e la Mente,
domani non è altro che un altro giorno,
nel quale continueremo a fare le stesse cose.
Alzarci, Mangiare, Lavorare, Fare l'amore.

Ma non io.

Io ho deciso di smettere prima quest'anno,
di mettermi in una Calda vasca da Bagno al Silenzio
senza il bisogno di ascoltare nessuno, non essere in compagnia.

Perché non avrei nulla da festeggiare,
se non la presa di coscienza che tutto quello che mi è attorno,
non è nulla di ciò che desidero e voglio.

Ma fra il reputare una situazione malsana e cambiarla,
c'è veramente bisogno di coraggio e sangue freddo.
Il primo non mi manca, quando la pelle che rischia è la mia.

Per il secondo, il mio non essere egoista e cinica,
non mi porta a seguire quei passi che farebbero bene a me,
ma non alle persone che mi sono vicino. Che Amo o meno.

Quindi dal 2010 ho imparato che si è soli,
in qualunque momento, anche facendo l'amore a volte.
Mi ha insegnato a prendere gli altri con leggerezza, a chiudere gli occhi.

Forse a combattere per ciò a cui tengo maggiormente,
a smettere sempre di giustificarmi o spiegare ogni mia azione,
semplicemente a muovermi dove desidero, senza angosce.

Ma tutto questo, che può apparire senz'altro positivo,
non è che la consapevolezza che si è veramente soli
che il desiderio di condividere una VITA non esiste.

Ci sono strade che si incontrano, che a volte si lasciano,
si possono riprendere in futuro, scordare o maledire.
Ma ce ne saranno sempre di nuove e mai uguali.

Quindi non ha senso rimanere agganciati a tutto quello che si ha,
ma forse lasciarlo volare come foglie di inverno.
Gli alberi muoiono e poi si rinnovano, le gemme riportano la vita.

Io non sono sicura che rinascerò a primavera,
forse rimarrò in questo eterno gelo che ora cinge le mie membra.
Spero ghiacci anche il Cuore e che arresti la sua corsa verso il nulla.

Buon Anno a chi ancora spera in tutto ciò
in cui io ho smesso di credere.

Perché la follia sicuramente è di Animo Geniale,
la Perseveranza è Diabolica.

Ed io non sono una Santa.

giovedì, dicembre 30, 2010

TreDici Sogni

A tratti immobile giacevo,
come se anche il tempo si fosse fermato
assieme a tutti quei Pensieri che affollavano il mio Silenzio.

Non c'era più quel Dolore lancinante
che mi spezzava da dentro l'Anima e che non riuscivo a bloccare
afferrandolo per le Braccia e gettandolo contro il Muro dei Desideri.

Non potevo fermare la mia Testa,
quando questa iniziava il mio lento Stillicidio nella strada della Distruzione.
Non volevo ascoltarla, ma le davo Ragione.

Iniziavo poi a sussurrare dolcemente,
tutti gli eventi che non riuscivo a superare, che avevo Paura di affrontare,
alcuni dei quali risiedevano solamente nella mia Fantasia.

Non si può uscire da un Mondo che non esiste,
se poi la realtà che hai intorno è nettamente peggiore di quello che tu stessa
riesci a perpetrare su te stessa, trovandolo liberatorio.

Iniziavo così a guardarmi intorno e a sentire assordante il Silenzio,
trovavo la mia Carne così sola e Bianca, Cristallina e Perfetta,
al contrario di tutto quello che subiva la mia Anima, Sporca e Imperfetta.

Mi rannicchiavo su me stessa,
convincendomi che nessuno m'avrebbe voluta con i miei Pensieri,
che il vivere semplicemente non faceva per me. Che non ero Indispensabile.

Annientata la mia Anima, i Pensieri non si arrestavano,
infierendo su quel corpo così poco Invidiabile e Intoccabile.
Lo Stomaco non reggeva a tutto quello che accadeva.

E il Silenzio regnava nel mio Inferno.

Forte il Dolore che dilagava dentro,
lacerante la Malinconia di un Amore Inesistente, Incoerente
Consapevolezza che tutto quello che Pensavo fosse il Futuro, Non era.

Dondolavo su me stessa mentre cercavo di Calmarmi,
e più cercavo di farlo e più peggioravo solo la mia Reazione
ad una Situazione che era divenuta Incontrollabile e Folle.

Chiudevo gli Occhi in un solo momento,
iniziavo a Disegnare sulla mia Pelle tutti i miei Sogni,
Solcavo con la Lama la Pelle, per far uscire i miei Desideri dall'Anima.

Sfuggivano sotto le mie Dita sicure,
andavano a nascondersi nelle pieghe della Carne,
colavano Copiosi sulle Gambe, correndo sul Pavimento, allentando il mio Dolore.

E quel giorno TreDici Sogni nacquero dalla mia Pelle.
Morirono nello stesso istante in un Aborto Spontaneo.
Non riuscii a baciarli nemmeno in Bocca.

Scomparvero macchiando le Lenzuola Candide,
disperdendosi nell'odore della Lavanda e BellaDonna.

Rimanevo così a fissare il Soffitto,
cercando Dentro di me il Germe della Vita di Sogni futuri,
per aver la possibilità, poi, di Annientarli dal mio Essere.

In fine Respirare,
come chi toglie un peso dallo Stomaco e ricomincia da capo.

mercoledì, dicembre 29, 2010

Per Amore

Mi fissavo a guardare i segni delle tue Unghie dentro la Carne,
stringevi il mio Braccio così forte per farmi capire
che era consigliabile che io tacessi e non mi opponessi.

Velocemente sfioravo il tuo Sguardo tremante e le Labbra serrate,
non avevo più Paura oramai, come se fosse una prassi
che si consolidava nel tempo.

E' possibile abituarsi al Dolore, specialmente quando
non se ne capisce il motivo né l'importanza,
quando una Cinta ha lo stesso significato di un Bacio.

E' fatto per Amore.

Si cresce reputando la propria Vita Inutile,
e proprio quando cerchi di respirare, ti accorgi che non c'è un Dio,
perché tornando la sera, dalla casa del Padre, vieni fermata.

E quelle Mani non hanno accennato ad arrestarsi,
nemmeno quando hai iniziato a Piangere a dirotto, non riuscendo
a Parlare, a Urlare, a tenerti in Piedi.

Scalciavi sentendo il Calore di un Amore Indesiderato,
stracciavi la Gonna con i Pugni pur di allungarla e tenerla ferma.
Fuggivi sotto la Pioggia per tornare a casa.

Varcata la soglia della Libertà, eri di nuovo a terra,
e questa volta Moralmente e Fisicamente,
atterrata da quello Schiaffo curativo del tuo Ritardo.

La tua Vita è Inutile,
come quel letto buttato in un corridoio davanti alla porta d'ingresso,
come la scatola con i pochi effetti, chiusa dietro una tenda.

Come tutte le persone che sono entrate nella tua Carne
e hanno lasciato che questa marcisse
senza porti una Mano che t'aiutasse a capire che eri Viva.

E da tutto questo Amore, Incondizionato, Indecente, Non Chiesto,
Forzato, Contro Natura, Indesiderato,
riesco ancora a respirare e ad Amare a Modo Mio.

... E son stanca da Morire ...

lunedì, dicembre 27, 2010

Le Quattro Strade

La Prima quando il Cuore batte.

Ella camminava con la Sicurezza di una Madre devota,
sul viso, il Sorriso della Crescita dei suoi Bambini.
Nel grembo ormai vuoto, il ricordo della Completezza.

Volava sulle parole degli Altri, sollevandole come Polvere,
insindacabile giudizio di Lei, che amava Loro più della stessa sua Vita.
L'unica Forza di una Esistenza inutile e Spenta.

Ritrovava nelle Foto le Sensazioni di ciò
che ora non riusciva più a provare, perdendosi nelle Lacrime.
Spingeva le Mani sul Grembo, come per Abortire il Prossimo Venturo.

Scuoteva la testa non capacitandosi a volte, della forza
che era riuscita ad avere in determinate situazioni e che ora,
non era in grado di trovare per poter di nuovo Respirare.

La Seconda quando la Testa è Lontana.

Lunghi Silenzi cancellavano antichi ricordi,
le Mani si sfioravano solo per pochi attimi in cui Lei
avrebbe voluto dimenticare l'antico Voto con il quale gli era Legata.

Tramortita nell'Anima e Sconfitta in tutto quello che credeva,
si trascinava verso il Futuro con gli Occhi spenti, uguali
a tutti quelli che avevano Sofferto. E che erano Morti.

La bocca era oramai Logora di tutti quei Pensieri
graffiati nell'Aria e lasciati li, appesi come quadri inutili
alle Pareti del Cuore. Che Lui non sapeva di non avere più.

E la sua Testa era oramai persa in altri pensieri,
la sua Anima era morta il giorno in cui Egli le aveva detto
del suo Rancore. Il Cuore si stava Esimendo dal Battere Ancora.

La Terza in presenza di sola Anima.

Cinta d'affetto e sospirati baci, risa e scherzi costellavano,
senza mai fermarsi, brevi attimi nei quali era curata
da quel Veleno che le cresceva dentro come un Cancro.

Lama a doppio taglio, di una Gioia dirompente e perdurante,
di una Solitudine e malinconia devastante, di un Angelo
che in tutto incarnava cosa Lei desiderasse. O quasi.

Urlava alla Carne Inviolata nelle interminabili Inverni
di tutti i suoi Giorni. Stringeva i Pugni chiudendoli fra le Cosce.
Sperava così di Ottenere quell'Amore che Lui non aveva per Lei.

Chinava ancora la Testa al suo Orgoglio devastante,
dilaniava la Carne nella Notte sperando di trovare Pace
in tutto quello che doveva essere Salvezza. Dimostrandosi poi Limbo.

La Quarta, in assolo silenzioso di Carne.

Scioglieva i Capelli nel Manto Nero della Notte scordando
tutto quello che di Giorno era consono essere e chiedere.
Attendeva un lento Stillicidio che la veniva a trovare ogni Sera.

Aveva sempre un Volto diverso, un Odore incostante,
Mani diversamente Curiose, Parole disarmoniche all'Anima.
Solo l'istinto era sazio di ciò che accadeva. Chiudeva gli Occhi e non pensava.

Si lasciava così Prendere, ascoltando solo i battiti ritmati della Carne
che batteva noncurante contro la Sua. Ella non s'accorgeva
che ognuna di quelle era una Lancia. Piantata in fondo all'Anima.

Ma non riusciva a smettere di Desiderare nuovi Odori,
Sapori sconosciuti i Ritrovati, Parole Lascive prive di Sentimento.
Dopo ogni incontro, era ancora più vuota. Più Arida. Più Cinica.

domenica, dicembre 26, 2010

L'Orsa Maggiore

Accarezzo di nuovo le mie spalle nude,
per troppo tempo prive delle tue Mani
e di quell'affetto che nel tempo è diventato fraterno.

Forse ho sbagliato veramente tutto dall'inizio,
probabilmente anche il lavoro che desideravo,
sicuramente anche Destino.

Si incrociano strade dopo anni,
credevi che tutto fosse così lontano,
che tutti noi fossimo così assorbiti dal Vivere.

E invece ci si accorge che si è soli,
immensamente soli dentro se stessi,
e le ali sulla schiena non bastano per volare.

Abbracciandosi nuovamente, si sente il calore,
ci si guarda negli occhi e si ricorda il passato,
quando giocavamo a calcio o correvamo in motorino.

Non avevamo pensieri ed eravamo sparsi
per le strade che ci accoglievano
forse meglio di quanto eravamo a casa.

Conoscevamo l'odore di tutti i vicoli,
ogni camino che fumava era la nostra bussola,
la notte, nella birra e nella musica ci muovevamo.

A volte capitava che ci si perdeva anche per anni,
e nel cuore rimaneva il sentore di sapori passati.
Ma ritrovarsi così no. Non lo avrei mai desiderato.

E perdermi nei tuoi occhi distrutti,
ritrovarti uomo con le mani segnate dal lavoro,
con quella rabbia dentro che ci ha corroso.

E ci siamo stretti, guardati ancora,
fuggiti per le nostre strade a piedi, per mano,
in silenzio percorrendo il passato a ritroso.

Sputando su tutto quello che abbiamo odiato,
gridando ancora la nostra libertà sotto alle stelle,
piangendo per le stesse canzoni.

E poi abbiamo di nuovo separato le dita
per tornare a tutto quello che avevamo detto
che non ci avrebbe mai appartenuto.

Tu che sei fuggito quella sera da tutto ciò che eravamo,
io che ho dimenticato il tuo odore, scambiandolo per il mio,
e ne abbiamo riso, di nuovo assieme.

Ora è tutto diverso.
Ora siamo tutto quello che avevamo ripudiato.
Ora siamo tutto quello che avevamo combattuto.

Ora non siamo nulla, nessuno nel mondo,
un ricordo forse in un cassetto
e nelle parole scritte a matita e ripassate.

Però l'abbiamo fatto.
Ci siamo ritrovati come promesso,
sotto l'Orsa Maggiore.