venerdì, marzo 18, 2011

InAmabilMente

Non sono Entrate,
non l'ho lasciate Penetrare,
come se volessi rendermi Schermo
di tutto quello che sarebbe stato dopo.

Ho estraniato la mia Anima,
dalle mille Sensazioni
che stava provando il mio Corpo,
pensando solo a farti capire il mio Pensiero.

Sono rimaste sulla mia Pelle
fino a che sono state dissolte
come Acqua al Sole, evaporate.
E poi ne ho sentito la Mancanza.

Le tue Mani sono rimaste sulla Carne,
ma il loro Balsamo lenitivo
non è riuscito a penetrarmi al Cuore
che è rimasto Dolente nel Petto.

Se chiudo gli Occhi non le ricordo,
mi sono totalmente allontanata da esse,
come se avessi capito che in fondo
non mi appartengono completamente.

Un'altra Notte trascorsa ad Occhi Aperti
sentendo nello stomaco quella Solitudine
che mi aveva accompagnato da piccola,
per lunghi e lunghi momenti.

T'ho così scritto che mi Mancavano,
il Calore della tua Pelle,
il tuo Peso e la tua Presenza.
Quella fisicità che avevo Emarginato.

" ... vorrei ... ma non è possibile ..."

Sono solo queste le Parole che ricordo
e il mio sentore di completa Impotenza
di fronte a qualcosa che non può
essere mutato per nessun motivo.

Io che mi metto in Gioco,
che riesco ad essere Liquido
in ogni contenitore, in ogni Forma.
Quelle parole non le ho mai pronunciate.

E cade così la Speranza,
l'evenienza che qualcosa possa mutare,
il giocare una partita a Carte
sperando ancora di poter vincere.

Mi hai dato l'impossibilità di un'azione,
spento effettivamente quell'ultima Luce
che cercavo di tenere accesa in me
con tutte le mie Forze.

Svuotata Completamente.

Nella notte vagavo nuovamente
cercando qualcosa che potesse lenire
questo grande morso allo Stomaco,
questa incorruttibile realtà.

Ho così pensato al mio fuggire,
l'unico modo che conosco
per poter staccare la Testa e i Pensieri
a scapito di un piccolo Dolore.

E mi sono sentita ancora più InAmabile
prendendo in mano quella Lametta luccicante
alla Luce della Luna.
Tremavano le mani, ma non era Paura.

Era la realizzazione che puoi essere ciò che vuoi,
la migliore Creatura di tutto questo Pianeta,
l'Altruista più affidabile e Buono,
l'Essere più attento a qualsiasi Sofferenza.

Ma la capacità di essere Amate
è completamente differente.
Non puoi mutarla, è innata.
O Innaturale.

E io non sono una Creatura forgiata
per essere Amata. L'ho capito da quando sono Nata.
Posso essere Desiderio, Passione, Perversione.
Ma Amore, non lo sono mai stata.

E probabilmente non lo sarò mai.
Devo solo smetterla di poterlo credere possibile
e abbassare la Guardia in questa lunga battaglia.
Ricevere il colpo finale dritto al Volto.

E una volta al tappeto,
fermare il Pensiero che continua a chiedersi
a che serve questo mio essere Speciale
se poi mi rende impenetrabile all'Amore.

Così stamattina fatico anche a Respirare,
come se anche i bisogni primari del mio Corpo
fossero venuti meno a questa realizzazione.
Sto razionalizzando nuovamente la mia Vita.

E sono di nuovo Stanca.
Ma questa volta di me Stessa,
di tutte le volte che mi Mento spudoratamente,
che non riesco ad essere Fottutamente Reale.

Perché il Bisogno primario di ogni Persona
è quello di sentirsi completata, avvolta nel Calore,
di quella persona che riesce a guardarti negli Occhi,
che vuole stringerti le Mani con forza.

Per poi Sussurrare.

... Sei Bellissima. Mi Manchi. Non posso stare Senza di Te.
Ti Amo ...

mercoledì, marzo 16, 2011

No Time

Notti Insonni.
Il Tempo che trascorre sfiorando la Pelle
e questo Caldo così soffocante.

Mi alzo.
E' completamente buia la mia Camera
immersa in un assordante Silenzio.

Non c'è Pace nei miei Pensieri,
la mia Indole mi porta a non
riuscire a star ferma neanche in quelli.

Scendo le mie Scale a Chiocciola
sento il Peso scricchiolare le Assi,
la Luce della Luna bagnarmi i Piedi.

Profumo di Rose nella Sala,
mi accendo una Sigaretta
aprendo la Finestra.

E' tornata l'insonnia a farmi Compagnia,
accarezza Dolcemente le mie Gambe,
come avresti dovuto far tu questa Sera.

E t'ho aspettato varcare la Soglia della Porta,
sapendo che ciò non sarebbe mai capitato.
Desidero essere Stupita. Vanamente.

Rannicchiata sul mio Puff, i raggi della Luna
giocano allegramente col Fumo della Sigaretta.
Inaspettatamente Amici.

Per alcuni attimi credo anche di aver sorriso,
ho acceso ancora la Musica,
non riuscivo a starmene da Sola.

Mi sono sentita un Leone in gabbia,
incapace di pensare a muoversi
oltre il suo Cerchio Prefissato.

Riflettere non mi fa Bene,
specialmente se i miei Pensieri
mi portano in Strade e Ragionamenti Solitari.

E poi sono così Stanca di sentire la mia Pelle
muoversi e fremere
prima che ogni cosa Accada.

Questo mi innervosisce.
Terribilmente.
Ed ora sono così nervosa.

Fino a che il Sole del Mattino
ha sfiorato la mia Pelle.
Ho strizzato gli Occhi al Cielo.

E' un nuovo Giorno.
Scalza sono andata a Sprofondare
nel Profumo del Caffè.

Nel Silenzio della Mattina
è Nato un nuovo Pensiero.
Partorito senza Urla né Dolore.

Ho Fame. E non Voglio Attendere.

martedì, marzo 15, 2011

Un Nuovo Specchio

Troverò un Nuovo Specchio
che non Rifletterà tutto l'Orrore
dal quale siamo Fuggite anni fa.

Ne troverò uno che sia Capace
di farti sorridere ancora,
Sorella Mia.

Uno dove non avremmo Paura
di Rifletterci per poi vedere alle Spalle
il Nostro Passato.

O forse romperemo anche questo
e non sarà né il primo né l'ultimo
che infrangeremo fra le Mani.

E avremmo gusto nel farlo assieme,
ridendo per ciò che sta accadendo,
perché lo stiamo Desiderando.

Non ci faremo trascinare dagli Eventi,
non cambierò nulla fra di Noi.
Saremo solo in grado di Scegliere.

E lo faremo Sorella Mia,
sorridendo ancora una volta.
Prenderemo la Vita per i Capelli.

Scriveremo un nuovo Libro.

E cammineremo attraverso i Fiordi
lasciando alle Spalle Orme di Neve
che dissolveranno i nostri Problemi.

Tieni la tua Rabbia dentro,
conserverò la Mia gelosamente.
La esploderemo Insieme sotto l'Aurora Boreale.

E saranno Colori, Luci e Suoni.
Lacrime e Risate.
Saremo Solo noi.

Indivisibili.

Scordai

Si era lanciato nel vuoto.
Aveva appoggiato il bastone alla balaustra,
i suoi occhi brillavano di una luce strana.
Ragionavamo assieme circa l'imminente operazione,
sembrava avere speranza nelle Parole.

E' bastato un lungo respiro per cancellare
tutto quello che aveva pronunciato
senza crederci minimamente.
Aveva visto la Realtà degli Eventi.

Angelica era corsa di sotto,
cercava di tenergli in viso fuori dalla rossa pozzanghera
mentre mi guardava e sussurrava
"Aiutami, non ce la sto facendo .."

Cercavo di urlare a tutta quella folla
che un attimo dopo il volo di un Angelo
si era girata facendo finta di nulla.
Ma non usciva voce dalla mia Bocca.

Stringevo la balaustra di ferro nei pugni
e provavo ad urlare, guardando tutto dall'alto.
Ed ero impotente a quello che accadeva...
eppure un attimo prima era così sicuro di farcela.

Un uomo dal nero giaccone
aveva appoggiato il ginocchio a terra accanto a Carlo
e stringeva le mani attorno allo stomaco
scuotendo la testa.

Trasalì.

Ero seduta sul letto completamente sudata
con le mani appoggiate sui cuscini
e il respiro di una lunga corsa.
Le gote rigate dalle Lacrime.

Loro erano seduti alla fine del letto.
Di spalle l'uno dall'altro.
Angelica giocava con i capelli
dondolando ritmicamente le gambe.

Carlo fumava una sigaretta
che sembrava non consumarsi mai.
Presi a respirare più lentamente
e cercai di razionalizzare l'irrazionale.

Chiusi la bocca e asciugai le lacrime
strofinando gli occhi.
Era notte ed era stranamente caldo,
così mi alzai per aprire la finestra.

Girandomi se ne stavano andando assieme
come due perfetti sconosciuti.
Ho alzato la Mano come per fermarli.
Angelica si girò ma non mi sorrise come allora.

Nei suoi Occhi c'era tutto quello che aveva visto,
l'Orrore della Morte fra le Mani,
la sua Dolcezza e la Speranza
erano state Corrotte, Dilaniate.

Carlo non aveva più un'Anima,
teneva gli occhi bassi a terra,
continuava a fumare l'eterna sigaretta
calzando il grande cappello Nero a Falde.

Li vidi scomparire nella Notte.
Chiusi gli Occhi ancora una volta.
Tornai indietro nel tempo a quando ero ragazzina,
a quando stavano costruendo quel palazzo.

Correvo dietro alla Palla
che Riccardo aveva calciato troppo forte
ed era andata a finire oltre la recinzione
di quel palazzo in costruzione.

Sentii un Urlo.
Guardai in alto verso la Grù sospesa nel vuoto.
E persi il respiro in un solo istante.
Non riuscii a parlare per lungo tempo.

Mio Padre tornava in quel momento da Lavoro,
aveva lasciato la macchina lungo il viale
e si era incamminato a casa.
Io corsi al Bar e indicai un Whisky.

Lo misi in una bottiglietta del succo di frutta
e corsi a casa. Papà era seduto sulla Sedia
e mi Madre gli parlava accucciata fra le sue gambe.
Lo sguardo di mio Padre era perso nel vuoto.

Versai il contenuto della bottiglia in un bicchiere
e glielo poggiai vicino alla Mano
stando attenta a non fare Rumore.
Poi mi allontanai lentamente.

E scordai ogni cosa.
Fino a ieri sera.

lunedì, marzo 14, 2011

Carnalità.
Fragole rosse appoggiate
alle tue Labbra
in attesa di essere Rubate.

Calore.
Sfiorare la Pelle
guardandoti negli Occhi
per capire chi Sei.

Profumo.
Attimi che dividono
il tuo Desiderare
dal Mio.

Ghiaccio.
Dolce scivolare sulla Pelle
per vedere il tuo Istinto
Trafelare.

Desiderio.
E' tutto ciò che evitiamo
sapendone l'intensità
e il rapimento.

Armonie.
Sfumature sulla Carne
in attesa di una nuova
Rinascita.

Ed è l'ultimo Giorno di Inverno,
mentre ci accorgiamo
che è già Primavera.

Ma la Paura di Perderti è Ardente.

La Nota Stonata

Lentamente Pioveva.
Seduta sulla soglia della Finestra,
guardavo spegnersi la Sera.

Avevo voglia di te.

Lo avevi trovato scritto
fra le mie Parole,
senza alcuno stupido pudore.

Le ore sono trascorse
come Piccole Gocce d'Acqua
scivolate fuori da un Rubinetto.

Le due di Notte.

Anche la mia Pelle
si era stancata del Freddo mantello
che la Notte le aveva Regalato.

Così con due passi ero nel Letto,
rannicchiate le gambe allo Stomaco,
con le Mani stringevo le Caviglie.

Mi domandavo se questo mio desiderarti,
potesse farti male in qualche modo,
potesse destabilizzarti o disgustarti a volte.

Ragionamenti nel Silenzio.

Così ho chiuso gli Occhi
cercando di far Spazio nell'Anima,
Sgomberarla dal Dolore.

Lentamente ho preso ad accarezzarmi
per lenire ogni senso di inutilità,
di vuoto, di solitudine.

Tutta quella fame che è dentro
e che non riesco a tranquillizzare.
In alcune sere ruba anche i miei Sentimenti.

Ed ho Sognato.

Il Mare aperto, le corse in spiaggia,
i viaggi in moto e posti mai visti,
la tua Pelle Dolce e le tue Mani.

Le lunghe notti passate con una Birra,
le risate Calde e Sudate dell'Estate,
gli Amici sui quali poter contare.

I voli in Aereo e lingue sconosciute,
cibi mai assaggiati e le tue smorfie,
ballare tutta la Notte in un'altra Musica.

Ed ogni sera dormivo in un letto diverso
e giravo lo sguardo ed ero Sola.
La mattina quando mi svegliavo mi eri accanto.

Ma iniziava un nuovo viaggio
e dovevamo partire.
Colazione in fretta verso nuovi Mondi.

L'unica Nota Stonata
rimaneva la mia Fame di te,
della tua Carne, del tuo Odore.

La Mattina.

Mi sono svegliata piangendo,
ma non era Dolore, non era Tristezza.
Era la Fame tramutata in Rabbia.

Perché non desidero altro che Te
e non c'è nessuno che possa Sfamare
quello che è nel mio Stomaco.

Ho asciugato con i Palmi, gli Occhi.
Un Nuovo giorno, un Nuovo Mondo.
Guardavo il Soffitto.

"Ero stanco, sono crollato ieri sera ..."
e ho sorriso ancora, allargando le braccia nel letto,
legata a quella Croce che con Amore avevo scelto.

sabato, marzo 12, 2011

Respira

Cercare di Scaldarmi nell'Acqua.
Bollente sento appena il calore
sfiorarmi le Caviglie.
Ma la vedo Fumare, comprendo.

Sono riuscita ad addormentare i Bimbi
e poi sono corsa in Bagno.
Non sto respirando. Di nuovo.

E non ho nulla con me che possa aiutarmi.
Non riesco a parlare. Maledetta sicurezza.

E' Panico. E' lenta Morte. La Peggiore.
"Non voglio morire Annegata ..." ti dissi.
E' un'altra mia Paura, perché so che si prova.

Mi getto nell'acqua.
Riscaldo Mani, Piedi, Viso.
Mi concentro sul Respiro
come mi hanno insegnato.

E' poco l'Ossigeno, va dosato. Indirizzato.
Ma il Respiro è superficiale. Esco dalla Vasca,
rigetto il pranzo senza sforzo.
Poi cado in ginocchio. Ho Paura.

... Pensa Pensa Pensa ...

Devo trovare qualcosa
al più presto che possa ridarmi il Respiro.
I bambini dormono, non devono capire.
Ho tempo, tempo a sufficienza.
Per uscirne Ancora.

... Cortisone ...

Ma dove? In quale medicina?
Non è casa mia. Nessuno ne ha avuto bisogno.
Cortisone, Antiinfiammatorio, Broncodilatatore ...

... Il Cane ...

L'infiammazione alla Gamba che aveva,
il Deltacortene...

Mi alzo, devo arrivare al Cassetto.
Respira, Respira, Respira.
Eccolo, piccola dose da 25 mg.
Il pacchetto è pieno.
Mi serve tutto.

Acqua, non riesco a ingoiarle.
Sono Amare come le mie Lacrime.
Acqua, ancora uno sforzo.
Tremano le Mani, non le Lasciar cadere.
Non ora.

... Scendono ...

Respira, Respira, Respira.
Il Respiro ti Respira.
Respira, Respira, Respira.

Ecco. Respira.
Lentamente.

Torno a Vedere le cose intorno.
Sono seduta. Mi fa male la cassa toracica.
Le Mani Bianche diafane.
Toccano le Gambe.

Ci sono, ancora.
Ci sono. Rido, Piango.
Dolore, che importa.
Ci sono.

Respira, tranquilla.
Respira, ancora una volta.
Scende, le Mani si scaldano.

Guardo in alto.
Il Cielo Fuori dalla Finestra,
ed è tutto così Bello.
Perchè è. Anche oggi è.
Piango.

Respira. Sarah. Respira.

Ancora una volta.

venerdì, marzo 11, 2011

Stupida

E' questa l'Amarezza.

La sento dalla Bocca,
scendere fino alle mie Braccia,
avvolgere le Spalle
avvelenarmi il Cuore.

E piango stringendo i pugni,
il mio Orgoglio lacero
ancora una volta
ho provato a passargli sopra.
E ora come brucia.

Quel No, che non mi aspettavo,
perché era un marchio che avevo tolto
dal mio Polso. Un Tempo.

Mi ero ripromessa di non chiedere,
di non farlo più,
di sapermela cavare da sola.
Per non sentire ancora quel Fiele.

Ma ho abbassato la Testa
e c'ho provato ancora, ancora una volta
credere che tutto può essere diverso.

... No ...

E ho pianto.
Sono un'inguaribile.
Credo sempre che le persone
possano cambiare, l'Anima Scaldarsi.

Ma è come parlare ad uno Specchio,
e mai alla persona Giusta.
Sono una persona fra la Gente,
un Essere qualunque per Chiunque.

... Hai sbagliato da sempre
ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei
a uno specchio che non sa chi sei..
Una Stupida ...


giovedì, marzo 10, 2011


Per chi Amo.
Più della mia Stessa Vita.

mercoledì, marzo 09, 2011

Anna Vargie

Anna & Me

Quando nei dubbi hai accanto qualcuno,
per quanto lontano sia,
il suo calore disperde la nebbia
di tutti i tuoi pensieri.

E basta una risata,
un guardarsi negli occhi,
anche un semplice silenzio
e le giornate cambiano e vuoi vivere.

Io ho un'Amica,
nel vero senso della parola,
una Sorella unita nel tempo,
un Calore che Riscalda l'Anima.

Ed è un Gioiello,
qualcosa da tenere sempre al polso,
o un Ciondolo che possa sfiorare il Cuore,
o un Anello che ti ricordi
un'Eterno Amore.

E il tempo trascorre,
ma sembra ieri che giravamo per le strade
con i nostri Zaini sulle spalle
ridendo, fumando e vestendoci
nei modi più bizzarri.

E ancora oggi,
basta una parola,
un sorriso, un accenno, uno sguardo
e tutto fra noi è chiaro, compreso, limpido.

Io ho un'Amica,
che per quanto non possa sentire il suo profumo
è in ogni attimo della mia Vita,
nei miei Pensieri, nei miei Progetti.

E tutto questo Amaro,
questo Fiele che ci viene addosso,
lo togliamo con un Fazzoletto,
l'una sulle guance dell'altra.

E troviamo ancora il modo di sorridere,
di riflettere, di indire una festa per nulla,
di esserci l'una per l'altra.

Io ho un'Amica.
E mi sento così fortunata e mai sola
che oggi l'ho gridato al Mondo.

Ti Voglio Bene.

domenica, marzo 06, 2011

Like a Lion

Accade sempre così,
puoi subentra la Rabbia,
il Dolore si tramuta in Fuoco.

Dentro di me cambia tutto,
le mie risposte non sono più lucide,
evito le persone finchè posso.

Perchè io possa tornare a sorridere,
devo sentire l'odore della fine
e devo poter scattare verso il traguardo.

Questa attesa mi stressa,
sono un Leone in Gabbia
e non riesco neanche più a piangere.

Forse è questo il contrappasso
di questa Vita che tutto prende
e nulla chiede.

L'immobilità del mio Essere,
la stasi che sono costretta a subire,
io che non so cosa vuol dire fermarsi.

Ma devo piegare la mia Schiena
e abbassare gli occhi pieni di Rabbia.
Il Dolore ancora.

Per quanto?

sabato, marzo 05, 2011

Pay for Glory

Dolore nelle Ossa, nel profondo.
Batte l'Anima nelle Ferite.
Scivolano i Pensieri vetrati sulle Cicatrici.

Non riesco ancora a respirare.

E proprio ora dove sarebbe necessario
sfoderare tutta la mia Energia
e ruggire al Mondo, Crollo.

Odio questa malattia
che mi confina in un letto
che non mi fa mangiare, parlare, ridere.

Da Martedì sto dormendo
e i miei Polmoni stanno urlando
e uso le mie Energie per confortare gli altri.

Mi sono svegliata presto
per darmi un aspetto dolce e meno fragile,
per abbracciare i miei figli.

Ma le gambe cedono,
cado a terra, piango, mi rialzo.
Asciugo gli occhi e guardo fuori dalla finestra.

Cristo non mi reggo in Piedi.

Ho un Dolore per ogni Respiro,
controllo con un Ago che le mie estremità
abbiano sensibilità e che arrivi ossigeno.

Posso farcela. Anche se è la quarta volta.

Cambiare tutte le statistiche
di tutti quegli studiosi
che danno la Morte dopo il terzo attacco.

E sono qui.
Magari in ginocchio, magari piango,
magari trascino il mio Corpo per una stanza.

Ma la mia testa funziona ancora,
sono in grado di amare.
Di ridere, sognare.

E ora attendo i miei bambini,
sorridente come sempre.
Giocheranno con me.

E poi stremata tornerò nel letto
e dormirò ancora,
forse per altri due giorni.

E in queste notti elaboro
tutte quelle parole Malvagie della gente
che vuole farci del male.

Arrivate proprio in questo momento
dove non ho potuto contrastare e urlare,
uscire di casa sbattendo la porta.

Afferrare con le mani
le loro paure peggiori
e renderle fottutamente reali.

Perchè il mio Dolore è Reale
come è Reale il mio Amore
come è Reale questa Sofferenza.

E se ne uscirò,
qualcuno pagherà per tutto questo.

venerdì, marzo 04, 2011

Sono Debole

La mia debolezza nasce dal Silenzio
di tutto ciò che è dentro di me
e che non lascio fluire dalle labbra.

La mia debolezza deriva dal Sentire
tutte quelle cose che i più
neanche si immaginano di avere dentro.

La mia debolezza si nutre del Rispetto
lo stesso che tu ostenti così fortemente
come fosse la tua bandiera da sempre.

La mia debolezza si accresce col Dolore
di quei pensieri che mescolano il Sangue
assieme al Fiele sapientemente elargito.

La mia debolezza esplode nei tuoi Occhi
quando col fare sicuro mi guardi e mi dici
che tu ci sei per me. Sempre.

La mia debolezza si scioglie nelle tue Braccia
mentre mi stringi facendomi sentire sicura,
curi tutte quelle ferite che mi stanno uccidendo.

La mia debolezza è il mio amarti.
Follemente.

martedì, marzo 01, 2011

Lividi

Sono rimasta affascinata dai tuoi Lividi,
quelli che hai marchiati sulle Braccia,
quelli indissolubili che hai dentro.

Non riesco a togliermeli dalla testa
e mi tornano in mente come fossero foto,
ma non come tu Credi.

Sto desiderandoli Addosso,
nelle tue Mani che stringono la Carne segnandola
per sentirmi meno Sola, per sentirmi Tua. Passionalmente.

Per una Notte.

Accarezza la Bramosia e lasciami i tuoi Lividi,
hai imparato ad averne, ad assaporarne il Dolore,
a lottare per difenderti.

Ora li Voglio, sparsi sulla mia Pelle,
le tue Labbra carezzarli per lenirne il Bruciare,
la tua Lingua nelle pieghe della Carne.

Tirare i tuoi Lunghi Capelli
e sentirti Mordere per rimanermi addosso,
entrami dentro con tutto il Tuo Essere.

Abbandonarmi a te,
senza alcuna remora e desiderarti
sulla Pelle come un Eterna Dannazione.

Vieni qui ora,
e donami i tuoi Lividi, assapora il mio Sospirare,
Cura i miei Lamenti Dolcemente.

Lecca tutto il mio Dolore,
Gioca con la mia Vita,
fammi sentire che anche tu lo vuoi.

Per farmi Morire poi Lentamente,
mentre stringi le tue Mani attorno al mio Collo
e prendendomi Sussurri:

... Sei Mia ...

Di un Bacio Diverso

Il Calore sulla Pelle
non era Previsto, non era Scontato.
Rimanere a chiacchierare le Ore,
Toccarsi con le Dita, ridere e scherzare.

Impazzire di Emozioni,
una pioggia di Accadimenti
e chiedersi se tutto sia Reale.

E per un attimo ho scordato,
tutto quello che avrei Dovuto dirti.
Cancellando tutto quello che avevo Programmato,
mi sono lasciata guidare da te.

Siamo arrivati nella Dolcezza delle Espressioni,
nel Giocare assieme, accoccolarci ancora.
Per poi Baciarci di nuovo
e non avere la voglia di lasciare la tua Pelle.

Desiderarti ancora una volta,
buttarti sul letto e sentire le tue Mani.
Avvolgere la mia Carne Impazzita
di tutto quello che ho dentro.

Che ora mi trovo a non saper pronunciare,
lasciando andare avanti te per Primo,
accogliendo qualsiasi sentimento
che lasci correre nell'Anima, spensierato.

E ho chiuso gli occhi, come anni addietro.
E ho respirato il sapore della Vita
e t'ho detto Grazie e t'ho baciato ancora.

Di un Bacio diverso,
di una complicità di intenti,
di uno scambio di Anima,
di una Emozione Medesima.

E sono qui ora,
con le tue Labbra sul Collo,
le tue mani attorno alle spalle che mi sussurri
"Ho bisogno di te"