venerdì, ottobre 08, 2010

Ho preferito sempre i Morsi ai Baci,
lottando per qualsiasi cosa Desiderassi,
anche per il dovuto.

Mi sono abituata ai Calci nello Stomaco,
non fanno più così tanto male
come accadeva le prime volte.

So godere delle ferite dopo la Guerra,
le guardo con malinconia
e quasi ne sorrido.

Riesco a vedere oltre le Persone,
per prevenire il loro Essere,
per schermare il Mio.

Ma con Te no.

Usi i baci apposto delle Parole,
il tuo Sguardo nei miei Occhi costante,
le tue Mani sulla Carne Tremula.

E i tuoi mille Sorrisi,
uno per ogni Evento,
plasmano il tuo Essere, meravigliosamente.

Regali dolcezza e attenzioni,
piccole gocce per farmi comprendere che Ricordi,
lunghe Notti passate a chiacchierare.

E ho Paura, infinitamente,
perché non sono abituata a tutto questo,
ad essere compresa e serena. Me stessa.

E ti senti Strano, effettivamente,
perché sei aperto a mille Sensazioni e Parole,
racconti di te stesso con fare normale.

E c'è Pace, infinita Pace,
in ogni nostro Gesto, in ogni Sensazione regalata,
in tutto il tempo che passa, così Veloce.

E vorrei andarmene ora,
per non distruggere tutte queste Emozioni,
ma ritrovo le tue Mani e m'arrendo.

Crollano le Inibizioni e le Fobie.

"...Non penso a niente quando sto così..."

E non sai quanto t'invidio
mentre continuo a fissare la tue Labbra Disegnate
e il tuo Odore fondersi col mio.

giovedì, ottobre 07, 2010

La Bellezza Raccoglie il Sangue della Solitudine.

Ti vedo camminare nella Stanza
con solo indosso gli Slip
e la mia Camicia Sbottonata.

Adoro le Donne alla Mattina,
le senti così Tue, così vere,
quasi prive di Maschere.

Si muovono dal Letto alla Cucina,
con un fare sinuoso a Piedi Scalzi,
lasciando le Impronte nel Cuore.

Le seguo nei Meandri dei miei Labirinti,
le Spio stirarsi al Sole
scomporsi i Capelli.

Rimango nell'Ombra e nel Silenzio
di tutti i miei Pensieri Esposti,
rimasti senza una Voce di Ritorno.

Rimango nei miei Sussurri Impiccati
nelle mie giornate Svuotate
di tutti i Ricordi.

Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare.
Il suo passato non è remoto,
il suo presente non è indicativo
e il suo futuro è solo un condizionale.

E continuo a Guardarti Muovere
fra le mie Cose, nella mia Vita,
toccarmi l'Anima per poi Scappare.

La Bellezza Raccoglie
Il Sangue della Solitudine.
Fermo i miei Capelli Corvini
alle Spille dei tuoi Ricordi.

Cingo la mia Vita del Corpetto
delle tue Emozioni.

Accarezzo la mia Pelle
con calze di Pura Sensazione.

Trucco i miei Occhi
dell'assenza delle Lacrime che hai tolto.

Aspetto di essere Disattesa,
di ogni mia Aspettativa.

Attendi su Lenzuola umide
della nostra Disinibizione, un accenno di Complicità.

Le tue Mani come in un Rito,
sciolgono i mille Nodi dei Miei Pensieri.

E riesco nuovamente a vedere il Disegno,
nel suo insieme e da un'altra Prospettiva.

Ho Fame di te,
il mio Stomaco urla ancora dopo quella Notte.

E non riesco a mangiare nulla
che non abbia il tuo Sapore.

Sorrido alle Mille Domande,
che sconvolgono la mia Solitudine Ancestrale.

Rimango distante a guardarti,
Prezioso Cristallo dalla Luce Ineguagliabile.

Tremo al Pensiero di poterti Toccare
e sentire ancora il tuo Sapore Morire sulle Labbra.

Vibra l'Anima in un unico Assolo,
senza che nessuno abbia preannunciato la Musica.

Come la Notte, Silenziosamente,
arrivo sulla tua Pelle.

La bacio lentamente come ti Piace,
ti muovi sorridendo nei tuoi Sogni.

Siedo sulla finestra accanto al tuo Letto,
rapita completamente dalla tua Serenità.

Un Angelo brilla di Luce propria
e io non so cosa è giusto che Sia.

Carezzo quindi i tuoi Respiri
e ripongo i miei Desideri nella tua Scatola.

Ritorno sui Tetti delle Case
scomparendo alla Luna di una nuova Sensazione.

mercoledì, ottobre 06, 2010

L'Anima rimane confinata nei suoi Spazi Predeterminati,
così precisi da non commisurare un respiro di più.

Non riesce a stendere le sue Ali,
troppo Catrame le ricopre per farlo.

E proprio ora che desideravo volare,
non sono pronta.

Rimango così nell'assurdità dei miei Pensieri,
perché a me il Piacere e il Bello spaventa.

E così mi allontano nuovamente da Te,
come in passato, il tempo non muta il mio Sentire.

Ora che mi sei Dentro così forte,
vorrei urlare e strapparti dal Cuore.

Dilaniare con le unghie la tua Carne
e assaggiare il tuo Sapore unico.

Solo questo potrebbe calmarmi.

Desisto, un passo dopo l'altro,
torno al mio posto e al mio Buio,
lasciando Pezzi di me sul cammino.

Non sono fatta per la Vita,
o lei non è fatta per me.

Tendo a perseguire un Dolore insano
posto a metà fra il mio Cuore e il Tuo.

Voglio ancora i tuoi Occhi chiusi
e le mie mani sul tuo Stomaco.

Sentire la profondità delle tue Emozioni,
scioglierti nelle parole più lascive.

Continuando questo sadico gioco altruista
che mi porta a Dare e non Avere.

E questa fame ... che non passa ...
che s'accresce ... che mi pervade.

Dilaniata nuovamente nella Mente e nel Corpo,
vago in questa giornata senza te.

E Rinnego nuovamente Dio,
burattinaio della mia Esistenza.

Riscendo nel mio Inferno Personale,
avendo prima conferito ad una Chiave il tuo Nome.

Ed attaccata al collo,
è quella che brucia di più sul Petto
mentre sulla moto m'allontano
per scordare il tuo Odore.

lunedì, ottobre 04, 2010

Your Hands

Lentamente sulla mia Carne,
scivolano le tue mani alla ricerca dei Pensieri.

Per la prima volta ti lascio fare,
attendendo l'inaspettato divenire.

Chiudo gli Occhi alla ricerca delle Emozioni,
da tanto tempo sospese fra Irrealtà e Disillusione

Veementi loro continuano il Corridoio,
quasi conoscessero le Porte che sono Chiuse.

Mi Perdo.

Desideri inopportuni,
affiorano nella mia Mente.

Stringo nei Palmi le tue Mani,
forzi il loro scorrere deciso.

L'intraprendenza ti porta dove
il tempo matura le sensazioni più Profonde.

Mi piace il tuo Entrare,
così dolce e costante.

E' la mia Droga questa sera,
più volte mi estranio dalla Musica che batte.

Offuscata nei Pensieri non ho difese,
proprio io che non perdo mai il Controllo.

L'ho perso nelle Emozioni,
mi lascio trapassare come fossi Liquido.

Te ne accorgi,
ma continui il tuo Percorso.

"Cosa pensi?"

Non ho il coraggio di dirti che le vorrei
Dentro, fino a toccarmi l'Anima.

Portarle fra le Labbra e sentirne il Sapore,
capire se è ti è Simile,
inserendo le mie mani nel tuo Costato.

Apro gli occhi.

"Dove eri?"

Sorrido, non c'è tempo e luogo.
Sono qui, li ed altrove. Ma con te.

"Ti sto ascoltando"

E tutto ciò che prima era pura Illusione
ora si tramuta in Carne.

venerdì, ottobre 01, 2010

Respiro nuovamente a fondo,
dopo molto tempo.

Sto ricomponendo un puzzle
che mi sembrava così difficile.

Sistemo i miei tasselli,
l'uno dietro l'altro.

E l'immagine prende forma.

Non era quello che immaginavo,
bensì quello che è.

E spesso provo disgusto
per ciò che è stato.

E respiro ancora profondamente
comprendo che tutto è servito.

Muovo le mie dita sulla pelle,
sopra le cicatrici che mi lasciasti.

E questa volta sorrido
non sentendo più la tua voce.

E' un lieve eco che svanisce
e questa volta non mi manca.

Forse è vero che si sta bene da soli,
forse è vero che per stare bene
non c'è bisogno di altri che di se stessi.

E in questo nuovo freddo
metto la testa sulle ginocchia.

Ascolto lento battere il mio cuore,
mi stupisco di come ancora lo faccia.

E intorno a me c'è solo buio,
e posso vederci attraverso.

Chiudendo gli occhi riappari.

Così li apro nuovamente
e il buio mi inghiotte.

Cammino nella notte
sussurrando ricordi,

Aspettando quell'immagine che tornerà
e a cui, questa volta, non darò un nome.

domenica, settembre 26, 2010

Volo IV242

Lentamente le Dita spostavano la leggera stoffa
da una spalla al collo,
eri affascinante nelle tue movenze Orientali.

Giocavi con il Vento,
che si divertiva ad accarezzarti velocemente,
per nulla indispettita, sorridevi.

Il fluttuare di tutto quel verde era incantevole,
mischiato alla tua Pelle scura e all'Odore di Spezie.

Deliziosa e così Inarrivabile,
rimanevo senza fiato nel guardarti.

Un pizzico di occidentalità
era dato dalle tue scarpe dal tacco altissimo,
unico vezzo concessoti.

Il Vento cambiava molte volte quella sera
e mi regalava folate del tuo Essere.

Chiudevo gli occhi spesso e mi lasciavo avvolgere,
lo avevo ringraziato per i regali che mi stava dando.

Appoggiata alla fine delle scale del Gate 4,
fumavo una sigaretta in un'aerea non consentita.
Ti ho vista salire sull'autobus.

Il vento mi portava ancora il tuo Odore,
Sorrisi di nuovo.

Fissai lo sguardo oltre,
il nostro aereo stava atterrando per andare a Roma.

Perdesti l'equilibrio quando il grande boato
scosse le nostre Anime.

Entrai nell'autobus per trovarti,
ti presi per Mano e andammo fuori.

La Pioggia batteva, il Vento impetuoso.
Eri fra le mie Braccia e tremavi.

Il tuo dolce Sorriso si era sciolto
nelle Lacrime dei passeggeri dell'aereo precipitato nella pista.

Inermi non sapevamo cosa fare,
le luci si spensero a tratti.

Siamo stati lasciati nel buio dei nostri Pensieri.

domenica, settembre 19, 2010

{S}Bendiamoci Gli Occhi

Per una volta non dovrai insegnare,
non dovrai spiegare ciò che è chiaro,
anche se si è scordato.

Chiuderai gli occhi
e inspirerai a fondo,
perché ti sono accanto.

Nella stessa stanza al buio,
hai deciso di togliere le Bende dagli Occhi
e le tieni strette in pugno, cercandomi nell'ombra.

Sai cogliere ogni sfumatura,
ogni suono o sussurro
proveniente dal mio fuggire.

Per una volta Preda,
scivolo lentamente accanto al tuo Corpo,
sento il tuo respiro sulla Pelle.

Sorrido.

Ti volti di scatto,
ma sono già lontana.

Inizi a ridere fragorosamente,
stai giocando per vincere
e non per dovere.

D'un tratto la tua mano cinge il mio braccio.

Violentemente mi tiri a te.
Scontro sul tuo addome,
il battito del tuo cuore mi entra nelle Vene,
mi pulsa nella Testa, cancellando il Tempo.

Rimaniamo per un attimo immobili,
annusando l'uno l'odore dell'altro
rievocando pensieri lontani, ma vivi.

Porti le mie mani dietro la mia schiena,
congiungi i palmi,
come in un Antico Rito.

Rimango col viso attaccato al tuo Petto.

Lentamente la Nera Benda di Seta
stringe i miei polsi,
annunciando la fine del mio Gioco.

Punto il Mento alla tua Carne,
rimetto i miei Occhi nei tuoi,
ne posso vedere la luce Glaciale risplendere.

Mi ruoti di scatto,
i miei capelli inondano la tua Bocca,
le tue Mani stringono le Spalle,
scivolando sul sudore della pelle.

Inizio a respirare velocemente
quando, con le mani sui fianchi, mi tiri a te.

Sai capire cosa desidero,
l'hai sempre fatto.

Le tue Labbra dai capelli scendono all'orecchio.
Le sento dischiudere in un sorriso
mentre pronunci le parole:

"Ora sono io che Gioco con Te"

sabato, settembre 18, 2010

L'Aquila Al Collo

Come un marchio ora ti indosso.

Hai inciso sulla mia Pelle il tuo Nome,
ma il tuo Sorriso ha fatto il resto.

Ricordo il tuo Profumo e la tua Mano
in mezzo ai miei Capelli,
in quell'attimo eterno,
il mio Cuore si è Fermato.

Sei andato via portando con te
i miei Sospiri migliori
appesi all'Aquila che porti al collo,
in modo che essa possa proteggerli.

Avrei voluto chiudere fuori il Mondo,
lo stesso che ti porta distante dalle persone
ti immerge nei pensieri isolandoti dal Presente.

E mangi il Futuro con i Pensieri
mentre scorre velocemente la Vita,
sempre in affanno per qualcosa che non c'è.

...Glaciale...
E' veramente questo che vorresti essere?
Venire sopraffatto dalle emozioni,
non è poi così tanto male.

Ma non ti concedi neanche questo
e preferisci il brivido che scorre nel sangue
a qualcosa che possa mettere in gioco
solo la tua vita e non gli altri.

A cosa serve sorridere
se poi dall'altra parte non c'è nessuno ad aspettarti?
Se quando mi chiami,
sento rimbombare la tua voce
nella grande stanza dove ti rifugi quando cala il Sole?

E rimango qui
a pensare ancora a te.

Mi dico sempre che
dovrei essere più Decisa,
a volte saper prendere l'iniziativa.

Ma sono parole che hai già ascoltato,
è una voce che ti è entrata dentro.

E tutto questo ha un senso?
Nascondere il tuo profumo,
che è sulla mia pelle e fra i capelli.

Celare ciò che sento nell'intimo
e che so di non poter desiderare.

Una lunga doccia dall'acqua fredda,
per non pensare e dimenticarti.

Un sms per ringraziare me
di ciò che invece tu mi hai donato.

...E mi perdo nel bianco cuscino,
carezzandolo come fosse la tua pelle...

domenica, settembre 12, 2010

Avevi imparato bene ad ingannare il tempo,
quando l'arsura del tuo essere si evidenziava,
non facevi altro che dedicare musica,
per tacere il tuo enorme Nulla.

Riascolto ora tutte le tue canzoni,
e intimamente comprendo
che hai vissuto la vita di altri,
che hai ingigantito cosa volevi essere
e non sei.

Rinchiuso nei tuoi spazi ora vaghi solo
alla ricerca di qualcosa che non può
completare quello che non sai
essere una mancanza.

La mancanza è dentro te Angelo,
hai perso le tue ali e non sai volare,
te le ho strappate via quella notte
mentre dormivi sul mio petto.

Il sembrare cosa evidentemente non sei
adesso è uno specchio al quale non mi trucco,
non nascondo me stessa, non rifugio i miei sogni,
non mi mischio con il tuo odore.

E amo ora sognarti
rannicchiato nel tuo letto
col dito che scorre sulle lenzuola
e i miei ricordi che ti rimbalzano in testa.

E ora sono qui, mi vedi?
Ho ripreso a camminare,
mi sono tatuata in volto il tuo nome Angelo,
in modo da non doverlo dimenticare,
in modo da poter far vedere al mondo
che quello che hai non mi interessa.

Ma ho ancora le tue ali.
Quelle no. Non voglio rendertele.
E' il prezzo per avermi dato il Silenzio,
è il prezzo per tutto quello che sei
e che non avevo capito.

Le tue ali si trasformeranno in polvere bianca
e proprio a causa di queste
la tua vita cesserà di esistere.

Ma non morrai,
oh no ... non morrai.

Lunga vita a chi conosce il peso
di tutte le sue opere.
Lunga vita a chi sa di aver perso
e di non poter recuperare.
Lunga vita a chi ora
cammina nel buio e non vede luce.

Lunga vita a te,
Angelo dell'Inferno.

martedì, settembre 07, 2010

Ritorno alla tua musica e al mio sapere,
disperdo le onde come cerchi nell'acqua.

Mi sento spiaggia del tuo mare,
libero di tornare e andartene,
libera di bagnarmi e sentirti.

Perché mi sei così dentro ora,
ora che ti avevo tirato fuori
e che il tuo ricordo labilmente svaniva?

L'irruenza delle tue parole
continuamente cantate ad un'altra
volte a me per sola accondiscendenza di eventi.

E logora dentro il tuo mare,
onda dopo onda
distrugge la roccia di cui è composto il Cuore.

E sparirai di nuovo,
come la bassa marea.
T'attenderò illudendomi.

Ma tornerai.

In un altro luogo.